giovanni caruso turetta

LE TURBO-FEMMINISTE HANNO CREATO UN CLIMA INFAME - L'AVVOCATO DI FILIPPO TURETTA GIOVANNI CARUSO, A CUI È STATA RECAPITATA UNA LETTERA CON DEI PROIETTILI, È FINITO SOTTO VIGILANZA DELLE FORZE DELL’ORDINE PER LE MINACCE DI MORTE RICEVUTE - CHI LO ACCUSA PER AVER DIFESO IL KILLER DI GIULIA CECCHETTIN NON SI RENDE CONTO CHE, SE NON CI FOSSE STATO UN AVVOCATO AD ASSISTERE TURETTA, IL PROCESSO NON SI SAREBBE POTUTO TENERE - CARUSO: "IL DIRITTO ALLA DIFESA NON PUÒ E NON DEVE RETROCEDERE NEPPURE DI FRONTE ALLA COMMISSIONE DEL CRIMINE PIÙ ATROCE"

Articoli correlati

SI PARLA DI FERMARE LE VIOLENZE E POI ARRIVANO MINACCE DI MORTE ALL'AVVOCATO DI TURETTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

 

GIOVANNI CARUSO

Quel giorno non c’erano state esitazioni: «Accetto la difesa». Di fronte aveva i genitori di Filippo Turetta che, disperati, si erano rivolti a lui su consiglio di una zia avvocata. Da allora, era il 24 novembre dello scorso anno, sono iniziati i dodici mesi di fuoco dell’avvocato Giovanni Caruso, 55 anni, padovano di Conselve, ordinario di diritto penale all’Università di Padova.

 

Un anno che si è aperto con la petizione lanciata sulla piattaforma Change.org perché rinunciasse alla difesa, chiedendo all’ateneo di dissociarsi dal suo docente, e si è chiusa con una busta contenente tre proiettili recapitata allo studio mercoledì scorso, l’indomani della condanna all’ergastolo di Turetta. Sentenza che l’avvocato ha contribuito a rendere meno afflittiva, alleggerita cioè dal peso di due aggravanti, la crudeltà e lo stalking.

GIOVANNI CARUSO E FILIPPO TURETTA

 

Accademico e principe del foro con una clientela d’alto rango, Caruso è tanto schivo con stampa e tv, mai un talk show, quanto energico nelle aule dei tribunali.

 

Perché Turetta? «Per sfida e per assolvere a un compito professionale mettendo a diposizione le mie competenze... quando faccio lezione amo parlare di premeditazione», aveva confidato nei giorni in cui si è visto costretto a ricordare, scuotendo la testa, che «il diritto alla difesa non può e non deve retrocedere neppure di fronte alla commissione del crimine più atroce».

 

E quello di Filippo Turetta lo è stato. È nata così una faticosa collaborazione: il professore e lo studente diventato assassino, l’accademico e il simbolo nero dei femminicidi. Doveva necessariamente passare attraverso le forche caudine di sentimenti spesso ostili.

 

giovanni caruso

Fra la petizione e i proiettili Caruso e la sua collega Monica Cornaviera hanno ricevuto decine di mail al veleno, alcune delle quali sono state portate all’attenzione degli investigatori, ora che Caruso ha deciso di denunciare i fatti. «Ma come fate a difendere un assassino del genere?». «Vergogna!». Alcune anche minatorie: «Ti faccio saltare la testa se chiedi la perizia su Turetta». Lui la perizia non l’ha chiesta, ma non per la minaccia. «Perché ritengo che un ragazzo come lui non abbia profili psicotici. E perché Filippo stesso non lo voleva», aveva spiegato.

 

«Professore, io ho perso la testa ma non mi sento matto», erano state le parole dell’assistito. Fra i due c’è stato un momento difficile, nel quale l’avvocato ha vacillato. È successo quando ha scoperto che Turetta gli aveva nascosto la famosa lista nera della premeditazione, scovata dagli inquirenti. […]

 

le ultime immagini di giulia cecchettin con filippo turetta 2 settimanale giallo

Il giorno dell’arringa aveva esordito così: «Il nostro è un compito tra i più difficili... assistere un giovane ragazzo che ha ucciso una giovane ragazza privandola di tutti i legami con coloro che l’amavano e che l’avrebbero amata». […]

 

«Parlavo di latitanza, poi ci siamo capiti e stretti la mano». Ieri Cecchettin ha voluto fargli sentire la sua vicinanza: «La notizia della busta contenente proiettili inviata è profondamente inquietante e inaccettabile in una società civile. Atti come questi non rappresentano alcuna forma di solidarietà verso le vittime, anzi rischiano di offuscare la serietà del lavoro che stiamo portando avanti con la Fondazione. Esprimo piena solidarietà all’avvocato Caruso. Non cediamo all’odio».

 

le ultime foto di giulia cecchettin e filippo turetta scattate al centro commerciale il giorno dell'assassinio 2

Nel frattempo il professore è finito sotto vigilanza delle forze dell’ordine. Sorvegliano la casa, lo studio, l’università dove insegna. Lui sospira: «Ho dovuto denunciare».

elena cecchettin la sorella di giulia 3servizio di quarto grado sulla scomparsa di giulia cecchettin e filippo turettaauto di filippo turettagiulia cecchettin e filippo turetta 1FILIPPO TURETTAl audio di filippo turetta

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…