pedro sanchez medici regno unito coronavirus boris johnson

TUTTA EUROPA È PAESE - NOI AVREMO PURE UNA CLASSE DIRIGENTE IMBARAZZANTE, MA ANCHE NEI PAESI GUIDATI DAI “COMPETENTI” NON VA BENISSIMO - IN SPAGNA I MEDICI SONO INCAZZATI NERI CON IL PRESENTABILE PEDRO SANCHEZ: “HA AVUTO MESI PER ORGANIZZARSI MA IL GOVERNO HA FALLITO” (DOVE L’ABBIAMO GIÀ SENTITA QUESTA?) - NEL REGNO UNITO GLI OPERATORI SANITARI PROTESTANO CONTRO BORIS E IL MINISTRO DELL’ECONOMIA RISHI SUNAK

Medici inglesi protestano contro Rishi Sunak e Boris Johnson

1 – GLI OPERATORI SANITARI BRITANNICI SONO IMPREPARATI ALLA SECONDA ONDATA 

 

Dagonews

(dal Wednesday Briefing del “New York Times”)

 

Tutto il mondo è paese: nel Regno Unito la seconda ondata sta travolgendo gli ospedali, con medici e infermieri che hanno il morale a pezzi e protestano contro il governo di Boris Johnson. “Ci siamo già passati, e non è stato piacevole, ma sembrava tutto finito. Invece ora andrà avanti molto più a lungo. Non avevamo e non abbiamo abbastanza personale”

BORIS JOHNSON PEDRO SANCHEZ

 

2 – SPAGNA MEDICI IN RIVOLTA "MESI PER ORGANIZZARSI MA IL GOVERNO HA FALLITO "

Letizia Tortello per “la Stampa”

 

Esausti dopo otto mesi di pandemia, i medici del sistema sanitario pubblico spagnolo hanno iniziato ad alzare la voce. È la prima volta da 25 anni. Camici e mascherine bianche, cartelli con scritto «Sciopero nazionale, salviamo la salute», dottori e infermieri sono scesi in piazza e hanno inscenato un flashmob per manifestare contro il governo, «incapace e inadeguato nel gestire l' emergenza», dicono.

 

CORONAVIRUS SPAGNA

Ha incrociato le braccia l' 85% dei 276mila professionisti, anche se per non violare le norme anti-Covid solo una cinquantina di loro si è riunita davanti al Parlamento a Madrid. «Non smetteremo di farci sentire fino a che non avremo risposte migliori - hanno spiegato -. La protesta va avanti ogni ultimo martedì del mese, a oltranza».

 

L' appello è partito dal principale sindacato dei medici (Cesm). Le ragioni che hanno portato i professionisti in piazza sono le cattive condizioni di lavoro e il fatto che l' esecutivo di Pedro Sanchez, a loro giudizio, non ha saputo potenziare il sistema sanitario nazionale in questi mesi: «Non è più emergenza, ma cattiva gestione», è lo slogan.

coronavirus spagna

 

La Spagna sta affrontando un' escalation di contagi che ha portato le autorità a imporre un coprifuoco notturno e uno stato di allarme in quasi tutto il Paese, dopo aver superato un milione di casi positivi e 35mila morti.

 

PEDRO SANCHEZ CON LA MASCHERINA

Secondo il governo solo il 7,6% dei medici ha, in realtà, manifestato. Sia come sia, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il decreto di fine settembre, che consente il trasferimento dei medici ad altra attività, indipendentemente dalla loro specialità. Il ministero della Salute giustifica questa riforma con la necessità di far fronte all' urgenza Covid, ma il Cesm la definisce «il più grande attacco alla salute degli spagnoli», una scelta politica che non ha tenuto conto del parere di chi in corsia lavora ogni giorno.

 

BORIS JOHNSON CON LA MASCHERINA 1

Il governo spagnolo ha annunciato ieri che nel 2021 aumenterà del 151% il bilancio sanitario, investendo 3 miliardi in più. Le regioni, intanto, valutano il lockdown in vista del ponte di Ognissanti, per limitare al minimo gli spostamenti dei cittadini. La positività media è del 13%, meno del 21% del Belgio, che ha superato la Repubblica Ceca come numero di persone contagiate ogni 100mila abitanti ed è il Paese più colpito della Ue.

 

L' Oms

boris johnson 4

A fare il punto di una situazione che in un attimo è passata dal preoccupante al grave è l' Oms: in Europa i decessi sono saliti del 40% circa rispetto a una settimana fa, ha spiegato ieri la portavoce dell' Organizzazione mondiale della Sanità, Margaret Harris. In Inghilterra e Galles, le morti per Covid-19 hanno registrato il numero più alto da giugno. E la carenza di personale sanitario non preoccupa solo la Spagna, ma anche i Paesi dell' Est Europa, Polonia in testa che, secondo i dati Eurostat, ha il numero più basso di medici praticanti pro capite nell' Ue: 238 ogni 100.000 abitanti, la Romania ne ha 304, l' Ungheria 338 e la Slovacchia 352 (a confronto, l' Austria ne conta 524, la Germania 431, l' Italia 400).

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