del sette renzi lotti consip

TUTTI IN AULA CON LOTTI – L’EX SOTTOSEGRETARIO RENZIANO RINVIATO A GIUDIZIO PER RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO PER LA SOFFIATA SU CONSIP. A PROCESSO ANCHE IL GENERALE DEI CARABINIERI SALTALAMACCHIA, MA NON È ESCLUSO CHE DOPO LA PAUSA ESTIVA SI POSSANO DEFINIRE ALTRE POSIZIONI... – BOCCIATA LA RICHIESTA DI PROSCIOGLIMENTO AVANZATA DALLA PROCURA DI ROMA, CHE SOSTENEVA CHE SI POTESSE CONTESTARE SOLO IL FAVOREGGIAMENTO…

 

 

Giacomo Amadori per “la Verità”

 

LUCA LOTTI

Il caso Consip è ormai come un libro giallo sotto l' ombrellone, un noir a puntate che non risparmia colpi di scena in piena estate. Ieri il giudice dell' udienza preliminare di Roma Nicolò Marino ha rinviato a giudizio per un nuovo capo d' imputazione, rivelazione di segreto d' ufficio, il deputato Luca Lotti, all' epoca dei fatti sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, e il generale dei carabinieri in pensione Emanuele Saltalamacchia (che comandava la Legione Toscana).

 

SALTALAMACCHIA RENZI

I  due avrebbero ottenuto notizie coperte riservate in virtù dei loro ruoli istituzionali e le avrebbero poi riferite all' ex amministratore delegato di Consip Luigi Marroni (che era stato informato di essere intercettato).

 

Il gup ha, quindi, dato ragione al collega Gaspare Sturzo, il quale esattamente un anno fa aveva respinto la richiesta di archiviazione inoltrata al suo ufficio dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi nei confronti di Lotti e Saltalamacchia per questa ipotesi di reato. Gli inquirenti erano arrivati alla conclusione che per quelle spifferate si potesse contestare solo il favoreggiamento.

 

gaspare sturzo

Sturzo aveva anche respinto la richiesta di archiviazione per Tiziano Renzi, sospettato di traffico di influenze per le mediazioni a favore dell' imprenditore Alfredo Romeo nei confronti di Marroni e dell' allora amministratore di Grandi stazioni Silvio Gizzi e aveva chiesto nuove indagini per lui e altri otto soggetti.

 

Inoltre aveva disposto l' iscrizione sul registro degli indagati per nuove ipotesi di reato di Denis Verdini, Ignazio Abrignani e dell' imprenditore Ezio Bigotti. Per quanto riguarda Lotti e Saltalamacchia si trattava, invece, solo di inquadrare i fatti in questa o quella fattispecie di reato.

 

lotti tiziano renzi

Il 3 marzo scorso i pm hanno proceduto alla chiusura del filone di inchiesta per Lotti e Saltalamacchia. Non è escluso che la procura, dopo la pausa estiva, possa definire le altre posizioni prima che riprenda il processo già in corso.

 

RENZI VERDINI

La prossima udienza è prevista per il prossimo 13 ottobre e vedrà alla sbarra, oltre a Lotti e Saltalamacchia (che nell' occasione risponderanno anche del nuovo reato, come previsto dal gup), ci sono pure Carlo Russo, l' imprenditore amico di Tiziano Renzi accusato di millantato credito, e l' ex consigliere di Palazzo Chigi Filippo Vannoni, sotto processo per favoreggiamento. Imputato per la stessa vicenda, ma in un procedimento separato, l' ex comandante generale dell' Arma Tullio del Sette, che risponde di favoreggiamento e rivelazione del segreto d' ufficio. Sturzo nella sua ordinanza di rigetto aveva concluso, in punto di diritto, che il reato di favoreggiamento e quello di rivelazione di segreto possono convivere.

 

luigi marroni foto di bacco

Per la toga, che ha richiamato diverse sentenze della Cassazione, anche se Lotti e Saltalamacchia non erano i diretti custodi della notizia che doveva rimanere segreta, avrebbero approfittato del loro ruolo per venirne a conoscenza, macchiandosi dello stesso delitto imputabile ai pubblici ufficiali che gliela avevano rivelata. Nella sua ordinanza Sturzo sottolineava che avevano «un ruolo di alta responsabilità pubblica», Saltalamacchia nell' Arma dei carabinieri e Lotti «nel governo della Repubblica (quale sottosegretario del governo Renzi, con delega al Cipe)».

SALTALAMACCHIA

 

La procura ha affrontato ieri la seconda udienza preliminare, dopo quella del 14 ottobre 2019, senza aver mutato orientamento. Teoricamente i pm avrebbero potuto chiedere una nuova archiviazione, ma hanno optato per il confronto in aula, dove hanno ribadito la richiesta di proscioglimento per i due imputati. La scelta non è stata però fortunata. Infatti, nonostante accusa e difesa chiedessero la stessa cosa, la non procedibilità per la seconda ipotesi di reato, il giudice ha ritenuto che ci fossero i presupposti per contestare la rivelazione.

 

saltalamacchia nardella

L' iscrizione di Lotti e Saltalamacchia sul registro degli indagati risale al dicembre del 2016. A farla scattare furono le dichiarazioni di Marroni, il quale disse ai pm di Napoli di aver saputo dall' allora sottosegretario e dal generale dell' indagine in corso sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione. Il fascicolo passò subito a Roma per competenza e il 27 dicembre 2016 Lotti si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti.

 

Da allora l' ex ministro ha sempre negato la versione di Marroni, anche in un drammatico confronto all' americana con lo stesso manager. «È una decisione che sorprende, speriamo di avere maggiore fortuna davanti ai giudici della ottava collegiale» ha commentato l' avvocato Franco Coppi, difensore di Lotti.

 

luca palamara luca lotti

 «I giudici ritengono che il reato di favoreggiamento sia sovrapponibile a quello di rivelazione. I pubblici ministeri, invece, e secondo me a ragione, hanno sostenuto che la notizia era stato ricevuta da Lotti non per il suo incarico di governo, ma che l' aveva appresa come avrebbe potuto farlo chiunque l' altro». «Secondo me, però, non c' è nessun elemento per poter dire che Lotti è andato in giro a caccia di notizie per poi passarle a Marroni» ha concluso Coppi.

 

Il deputato ha, invece, commentato: «Quando arriva una decisione del genere non si è né sorpresi, né delusi. Sapevo che il processo doveva iniziare e che c' è un secondo capo di imputazione per il quale la procura per tre volte aveva chiesto l' archiviazione. Comunque queste decisioni non si commentano. Affronterò il processo con la tranquillità e con la serenità di chi sa che si difenderà lì per raccontare la verità dei fatti. Non è cambiato niente».

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”