harvey weinstein

TUTTO QUELLO CHE NON TORNA NEL PROCESSO A WEINSTEIN – C’È UN DIVARIO ENORME TRA I CASI DENUNCIATI PUBBLICAMENTE E QUELLI PORTATI A PROCESSO: IL PROCURATORE DISTRETTUALE, CHE SE NON HA UNA PERCENTUALE DI VITTORIE ADEGUATA VA A CASA, SI È BEN GUARDATO DAL PORTARE IN TRIBUNALE LE ACCUSE DI DONNE CHE POTEVANO NON ESSERE ACCOLTE DALLA GIURIA – PER NON PARLARE DELLA MANCANZA DI PROVE E DEL FATTO CHE A NEW YORK IL PORCONE È STATO ASSOLTO PER LE TRE IMPUTAZIONI PIÙ GRAVI E CONDANNATO PER LE DUE MENO GRAVI…

Da “Libero”

 

harvey weinstein

«Non credo alla loro innocenza. Lo sguardo dice tutto. Colpevoli». Questa frase non è presa da un manuale della Santa Inquisizione medioevale o dall' opera ottocentesca di Lombroso, ma da un social network di pochi giorni fa, a commento dell' ennesimo caso giudiziario raccontato dalla televisione.

 

Nessun caso è stato raccontato nel mondo come quello di Weinstein, nessun verdetto è stato più unanime. Ora è arrivata la verità del tribunale, ma non è quella che tutti si aspettavano e che ancora oggi giornali e televisioni ripetono, senza aver capito - e forse neppure letto - cos' è accaduto in quel processo.

mimi haley in tribunale

 

Procediamo con ordine: a ottobre 2017 il New York Times e il New Yorker riportano le accuse ad Harvey Weinstein - potente produttore cinematografico, cofondatore della Miramax e della Weinstein company - di molestie sessuali, aggressioni sessuali, violenza sessuale di alcune attrici.

 

jessica mann 1

In seguito a queste dichiarazioni, molte altre lo accusano di fatti simili. Secondo un censimento dell' Huffington Post, 93 donne si dichiarano vittime di Weinstein e 14 di loro testimoniano di essere state stuprate; 80 hanno un nome e un cognome. Dalle loro descrizioni emerge un "sistema Weinstein": egli invitava le giovani attrici in hotel o in ufficio con il pretesto di discutere della loro carriera, esigendo in seguito un massaggio o un rapporto sessuale.

 

Queste pratiche erano agevolate dal suo staff, che organizzava gli appuntamenti, ed anche dagli avvocati e pubblicisti che cancellavano le denunce con l' aiuto di minacce e accordi finanziari.Da queste accuse sono nati due processi in territorio americano.

 

harvey weinstein

I DUE PROCEDIMENTI Uno - appena chiuso - a New York, che ha come vittime due donne. L' altro a Los Angeles, che è in fase preliminare. Le imputazioni riguardano a vario titolo reati sessuali violenti. Una prima riflessione è necessaria: dove sono finite tutte le altre accuse raccolte in sede giornalistica? Anche al netto dei fatti non perseguibili penalmente per il tempo decorso, il divario tra i casi denunciati pubblicamente e quelli portati a processo è enorme.

harvey weinstein con naomi campbell e camilla alfayed a un party da cipriani nel dicembre 2005

 

Proviamo a spiegarlo. Negli USA l' azione penale è discrezionale. Questo consente al Procuratore distrettuale non solo di selezionare i casi in base a determinati indici di priorità, ma anche di non procedere quando l' accusa abbia probabilità non elevate di essere accolta dalla giuria.

 

Tale scelta è dettata da un motivo semplicissimo: il Procuratore che perde casi importanti o non ha una percentuale di vittorie adeguata viene mandato a casa. Situazione che in Italia è impossibile, poiché i magistrati sono scelti per concorso e la loro rimozione può avvenire solo a seguito di procedimento disciplinare, ma le sanzioni per negligenza (a differenza di quelle comminate per la violazione di altri doveri) sono piuttosto rare e mai della massima entità. Inoltre negli USA vige il principio secondo cui la colpevolezza deve essere provata al di là del ragionevole dubbio (acronimo b.a.r.d.), il che suggerisce prudenza nella valutazione delle probabilità di condanna.

harvey weinstein con salma hayek nel 2003

 

È ben vero che questo principio dal 2006 esiste anche nel nostro ordinamento, ma esso viene interpretato diversamente da come avviene nel sistema americano, dove ha una tradizione secolare e un' applicazione assai rigida, di cui un esempio celebre è il processo a O.J. Simpson (considerato il più importante caso forense della storia), conclusosi con l' assoluzione, nonostante l' accusa disponesse di prove apparentemente schiaccianti.

 

harvey weinstein in tribunale 1

Evidentemente, le denunce pubbliche delle attrici non sono state ritenute sorrette da prove sufficienti, oppure (ed è la maggioranza di casi) neppure prese in considerazione ed investigate, poiché prive di rilevanza criminale: categorie sociologiche (della cui validità scientifica dirà la storia) e categorie giuridiche non coincidono; i giudici non sono missionari, ma esegeti della legge, che è l' unico ordine razionale che sono tenuti a considerare.

 

mimi haleyi 4

Ma torniamo al processo. A carico di Weinstein erano elevati cinque capi d' imputazione: aggressione sessuale predatoria (due), stupro di primo grado, atto sessuale criminale di primo grado, stupro di terzo grado.

 

harvey weinstein 6

Weinstein è stato assolto per le tre imputazioni più gravi, condannato per le due meno gravi (atto sessuale criminale di primo grado e stupro di terzo grado, quest' ultima ipotesi lieve, tanto da essere considerata di classe E, in un ordine di gravità che inizia dalla A). In termini matematici è un insuccesso dell' accusa: assegnando a ciascun reato oggetto del processo un punteggio di gravità da 1 a 10, l' accusa era di 39 (9+9+8+8+5), la condanna è di 13 (8+5).

harvey weinstein 3

 

RESOCONTI DELLE VITTIME Ma il dato più rilevante è un altro: Weinstein è stato condannato per reati violenti, il più grave dei quali (sesso orale su una ex-dipendente della sua casa di produzione durante il periodo mestruale) realizzato con pura coercizione fisica. Così la vittima racconta l' episodio: «It was not long, though, before he was all over me making sexual advances. I told him 'no, no, no,' but he insisted. He then orally forced himself on me while I was on my period. I was in disbelief and disgusted. I would not have wanted anyone to do that to me even if that person had been a romantic partner».

 

rose mcgowan

Cade, così, lo schema concettuale alla base dell' interesse per questo caso e dell' ondata ideologica che lo ha seguito: l'abuso di potere. Le azioni per cui c' è stata condanna penale sono quelle di un bruto, assetato di sesso, rispetto a cui il ruolo di potere nel mercato cinematografico è l' occasione, non la causa, anzi ha fornito un alibi all' imputato.

harvey weinstein 1

 

Dai resoconti delle stesse vittime (la seconda delle quali ha ammesso di aver avuto una prolungata relazione consensuale con Weinstein), oltre che delle altre testimoni d' accusa, emerge come vi era un forte interesse a intrattenere "buone relazioni" con il produttore, i cui inviti negli appartamenti privati erano ben accetti (ancorché la "prassi" di Weinstein in quegli incontri fosse nota da tempo), nella speranza di ottenere vantaggi di carriera.

harvey weinstein e rose mcgowan

 

Questo è stato uno degli aspetti che ha messo in difficoltà l' accusa, portando l' avvocato difensore - Donna Rotunno - ad affermare che i pubblici ministeri «hanno creato un universo che spoglia donne adulte di buon senso, autonomia e responsabilità. In realtà è offensivo».

 

LA CROCEFISSIONE Il profilo della coercizione è rimasto controverso, la Procura distrettuale non ha portato prove materiali delle violenze, ma solo le dichiarazioni delle interessate e l' abitualità del comportamento sessualmente esplicito dell' imputato. Ciò che si evince con chiarezza dalla vicenda (e dalla sua delimitazione processuale agli episodi di violenza) è che proposte sessuali, approcci molesti, pressioni psicologiche, ancorché fatti da un uomo di potere, non sono un illecito fintantoché la donna può esercitare la prerogativa propria degli esseri intelligenti: il libero arbitrio.

HARVEY WEINSTEIN CON IL DEAMBULATORE

 

Evanescenti formule criminologiche (manipolazione, plagio, ricatto, sudditanza), spesso evocate da improvvisati esperti, non possono sovvertire una legge di natura, e sarebbe regressivo dipingere le donne come un inerte contenitore delle altrui azioni, perpetuando il mito di "soggetto debole" che è alla base delle discriminazioni di genere.

 

renee zellweger e harvey weinstein 9

In un mondo complesso e altamente competitivo la parità non si raggiunge gridando "al lupo" ogni volta che accade qualcosa di indesiderato o sconveniente, ma che lascia facoltà di scelta. Il diritto e la giustizia (civile o penale che sia) servono ad evitare la confusione dei due piani e i magistrati - non la pubblica opinione - sono i custodi di questa separazione, fermo restando che errori possono esserci, ma quando accadono sono - diversamente dalla credenza popolare - più frequentemente contro l' accusato che a suo favore.

 

harvey weinstein, gwyneth paltrow e cameron diaz 1

Il processo sfata un altro mito, ossia quello secondo cui alla difesa degli imputati di reati sessuali non sarebbe (più) permesso di porre alle vittime domande "indiscrete", o che possano ritenersi nocive della loro dignità, ancorché preordinate a saggiarne l' attendibilità e far emergere lacune e contraddizioni della loro narrazione.

harvey weinstein e gwyneth paltrow 9

 

Il duro controinterrogatorio effettuato da Donna Rotunno a una delle vittime - durato tre giorni e interrotto per una crisi di pianto della donna - dimostra il contrario. L' abilità degli avvocati (e i penalisti americani primeggiano in questo campo) è un valore aggiunto nella ricerca della verità.

 

donna rotunno e harvey weinstein 9

Solo una lettura completa degli atti processuali potrà confermarlo, ma la sensazione è che la stessa condanna per le minori imputazioni sia traballante, forse dovuta a un imperativo categorico che si era formato prima del processo e che, nonostante la dichiarata imparzialità dei giurati, difficilmente non avrà attraversato le loro menti dopo due anni di crocifissione planetaria del personaggio, elevato a simbolo della lotta alla violenza di genere: «Non credo alla loro innocenza. Lo sguardo dice tutto. Colpevoli».

donna rotunno e harvey weinstein 7donna rotunno e harvey weinstein 2harvey weinstein 4donna rotunno e harvey weinstein 6ROMA POLANSKI E HARVEY WEINSTEINharvey weinstein e naomi campbellharvey weinstein 2harvey weinstein 3harvey weinstein e l'avvocato donna rotunno 1harvey weinstein 1donna rotunno e harvey weinstein 4donna rotunno e harvey weinstein 10donna rotunno e harvey weinstein 8

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO