leva militare obbligatoria naja

TUTTO IL RESTO È "NAJA" - DOMENICO QUIRICO: "IMMAGINIAMO CHE LA LEVA NON SIA STATA SOSPESA DAL 1990 E POI ABOLITA DAL 2005. COSA ACCADREBBE, INTENDO POLITICAMENTE, SE LE FAMIGLIE DOVESSERO RIFLETTERE SULLA POSSIBILITÀ CHE ARRIVI LA "CARTOLINA'' CHE ACCOMPAGNEREBBE OBBLIGATORIAMENTE I FIGLI MARITI E I NIPOTI VERSO CASERME E REGGIMENTI? LA GARBATA ATTENZIONE ALL'UCRAINA CAMBIEREBBE SENSO, COME PUÒ CAMBIARE LA DIREZIONE DEL VENTO…"

 

 

battaglia tra russi e ucraini a lysychansk 2

Domenico Quirico per “La Stampa”

 

Proviamo a immaginare un punto di vista diverso per decifrare la scarsa attenzione che l'opinione pubblica occidentale e italiana, in particolare i giovani, presta al quotidiano aggravarsi e allargarsi del fronte della guerra ucraina.

 

Ormai sotto vesti Nato ascesa a scenari globali. Dopo cinque mesi continua a esser percepita come un conflitto barbaro ma circoscritto ai due protagonisti, che prima o poi basterà una spintarella per far abbiosciare il colpevole, Putin, e reintegrare l'Ucraina nei suoi sacrosanti diritti di paese invaso e parzialmente smembrato. Anche se non basta avere ragione in guerra e in politica, bisogna avere vittoria.

guerra severodonetsk 2

 

È sorprendente: la guerra in sé non spaventa, eppure è una mischia feroce, selvaggia. Semmai turbano un po' le sue conseguenze indirette, aumento dei costi economici, penurie, nuove migrazioni. Non parlo del giudizio sulla giustizia della causa ucraina e il torto russo, invasore che fa di tutto per rendersi odioso, condiviso da una larga maggioranza perché evidente.

 

guerra severodonetsk 3

Parlo della paura: fisica, personale, elementare, che ti impregna la giornata, la paura di essere anche tu sotto le bombe e nelle trincee come i soldati del Donbass. Riusciamo a vivere nella guerra lontano dalla guerra come se intorno a noi si fosse avvolto una specie di bozzolo. La malattia del secolo, la preoccupazione, qui non si avverte. Invece pacifisti e cassandre scomparse, Papa zittito, si aspettano fiduciosi le vacanze. Sono dunque efficaci le rassicurazioni dei governanti che più agiscono per prolungare la guerra ed alzarne il livello più usano i diminutivi, garantiscono che noi non la stiamo combattendo. Direttamente: ecco l'avverbio chiave, direttamente.

 

leva militare obbligatoria 9

A dar loro una mano nel controllare umori e tremori dell'opinione pubblica contribuisce il fatto che questa è la prima guerra non geograficamente periferica che le giovani generazioni italiane vedono in televisione e sui media vecchi e nuovi senza che per loro contenga la possibilità, o meglio l'incubo, di essere coinvolte in prima persona a causa della leva obbligatoria.

 

leva militare obbligatoria 12

Immaginiamo che la leva non sia stata sospesa dal 1990 e poi abolita dal 2005 e sostituita da un esercito di professionisti, ponendo fine (ma davvero in modo definitivo?) a un dibattito avviato con la leva in massa dei rivoluzionari del 1789. Immaginiamo che ogni sera migliaia di famiglie guardino al telegiornale le scene del tritacarne russo con la sua brutalità meccanica e ascoltino le contromisure che la Nato riunita a Madrid e i governi occidentali adottano per sconfiggere quello che è stato ormai definito come "il nemico'' (e non è questa una esplicita dichiarazione di guerra''?).

leva militare obbligatoria 2

 

Cosa accadrebbe, intendo politicamente, se dovessero riflettere sulla possibilità che arrivi la "cartolina'' che accompagnerebbe obbligatoriamente i figli mariti e i nipoti verso caserme e reggimenti, appena abbandonate dopo i dieci mesi con salutare esultanza? Se la scelta non fosse dunque per noi molto accademica, tra pace e condizionatore. Ma non ci fosse come un tempo nessuna scelta: ovvero la guerra e basta. La garbata attenzione all'Ucraina cambierebbe senso, come può cambiare la direzione del vento.

 

leva militare obbligatoria 3

Ma l'attenzione, il rifiuto della guerra dovrebbe essere istintivo, indipendente dal coinvolgimento diretto. Nessuna nostalgia, per carità, per la "naja''. Per sintetizzare in una parola breve ed efficace il servizio militare nel secondo dopoguerra basta una sola paroletta: uffa! quella sopravvivenza militaresca, quella specie di morta gora dopo tutto quello che la seconda guerra mondiale aveva distrutto apparteneva al massimo alla meditazione sulla stupefacente forza di sopravvivenza delle istituzioni umane.

 

leva militare obbligatoria 11

Ma quei mesi inutili passati in caserma da cui la maggioranza non vedeva l'ora di evadere per riprendere la via più spedita verso la vita normale, collegavano migliaia di giovani alla idea della guerra, alla possibilità un giorno che quei fucili, quei cannoni dovessero impugnarli e puntarli verso altri uomini, sconosciuti, il Nemico.

 

Che stava a oriente come ai tempi di Cecco Beppe. La guerra insomma per loro esisteva. Dopo la fine della leva è scomparsa. Divenuta impossibile. Remota. Riguardava coloro che l'avevano scelta come mestiere e accettavano l'ipotesi di morire. Se esistesse ancora questa paura privata, la massa dei dubbiosi dei contrari sarebbe molto alta. Ci sarebbero i cortei e i sit-in contro la guerra. Non a favore della Russia, che i putiniani se li sono inventati i trinceristi dell'atlantismo: perché senza reprobi come si fa a dire di avere ragione? Un tempo si dubitò se valesse la pena morire per Danzica.

 

LEVA OBBLIGATORIA

Credo, purtroppo, che sorgerebbero dubbi anche se valga la pena morire per il Donbass. L'assenza del rischio personale incide sulla percezione della guerra. Nel senso che essere come è giusto a fianco degli ucraini appare come faccenda teorica, senza conseguenze. La istituzione della leva che fu il primo atto del nuovo Stato unitario, ha cambiato l'Italia, mescolando genti che appartenevano a Stati diversi, ha insegnato una lingua comune a masse di analfabeti che la scuola non poteva ancora raggiungere.

leva militare obbligatoria 10

 

Ha davvero fatto gli italiani. Dopo la guerra era un non senso, la sicurezza ormai la garantivano le atomiche americane. Eppure è stata proprio la guerra fredda che ha ridato ossigeno alla coscrizione in età repubblicana per quasi mezzo secolo.

 

leva militare obbligatoria 1

Negli anni cinquanta c'erano in vigile servizio 1600 generali per 185 mila uomini, avevamo vinto la prima guerra mondiale con 500 per comandare due milioni di soldati. E già allora c'era chi li trovava troppi. Tra il 1951 e il 1957 sparivano in distretti, caserme e magazzini tra l'undici e il diciassette per cento della spesa pubblica di un Paese dove migliaia di ragazzi salivano sui treni per le miniere di Belgio Francia e Germania e la navi dei migranti per le Americhe erano zeppe come ai tempi di Crispi e di Giolitti.

 

leva militare obbligatoria 4

L'esercito di leva è stato il massiccio centrale dell'apparato amministrativo, una immensa macchina che viveva per autoriprodursi, una versione casareccia dell'apparato militar industriale americano. La coscrizione era oggetto di una antipatia manifesta che non è mai diventata però ammutinamento, la Sinistra vedeva in ogni ipotesi di professionismo militare allarmi sudamericani.

 

leva militare obbligatoria 5

L'abolizione di tutto questo ha altrettanto drasticamente fatto progredire il paese. Ha reso chiaro che prepararsi alla guerra non era più una parte quotidiana della vita, ha insegnato che si poteva vivere pensando solo alla pace. A causa della leva gli Stati Uniti hanno perso in Vietnam, una guerra decapitata politicamente dalle marce degli studenti che non volevano morire per fermare in qualche risaia il perfido dominio comunista. I politici americani hanno capito la lezione.

leva militare obbligatoria 7

 

Da allora nessun esercito di coscritti, ma volontari che certo non mancavano tra le classi più povere, che avevano bisogno di denaro per finire gli studi o pagare il mutuo di casa. E con questi uomini hanno condotto le guerre in Iraq e in Afghanistan. Anche Putin lo sa. La leva è pericolosa per il consenso, fa spuntare i comitati delle madri, ingigantisce i renitenti.

leva militare obbligatoria 6

 

Per questo sfida la evidenza continuando a parlare di «operazione militare speciale» invece che di guerra. Ma lo fa perché così può usare mercenari e volontari e non deve ricorrere ai ragazzi di leva. Scatenerebbe nel paese davvero una opposizione di massa alla dissennata avventura ucraina.

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO