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LE UNICHE COSE CHE SI MOLTIPLICANO A ROMA SONO I PESCI MORTI NEL TEVERE – NUOVA MORIA DI PESCI NEL FIUME: L’ALLARME È SCATTATO DOMENICA QUANDO DECINE DI ESEMPLARI SONO STATI AVVISTATI AMMASSATI SULL’ARGINE, FACENDO SCATTARE LE VERIFICHE DI ASP E ARPA – GIÀ COME ERA AVVENUTO PER I RITROVAMENTI DI ANIMALI MORTI A MAGGIO, TRA LE POSSIBILI CAUSE C’E' QUELLA DELLA PRESENZA DI SOSTANZE TOSSICHE IN ACQUA O…

Elena Panarella per "Il Messaggero"

 

pesci morti nel tevere 5

Ancora carcasse di pesci morti nelle acque del Tevere. L'allarme è scattato domenica all'altezza di Ponte Vittorio Emanuele quando decine e decine di esemplari morti sono stati avvistati ammassati sull'argine del fiume. Ieri mattina il reparto Tutela Tevere della Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo, con Arpa e Asl, per le campionature dell'acqua.

 

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Le cause del fenomeno potrebbero essere legate alle piogge di sabato scorso. Come era già accaduto il 30 maggio quando un numero altissimo di carcasse era stato trovato nel tratto del fiume che va da Castel Sant' Angelo a Ponte Marconi: l'acqua dei fossi lungo gli argini si era riversata nel Tevere provocando l'aumento improvviso dell'apporto organico riducendo l'ossigeno in acqua. Anche se tra le possibili cause si era parlato di possibili sostanze tossiche e vietate.

 

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In particolare, le analisi condotte dall'Agenzia regionale protezione ambientale del Lazio e dal Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente avevano evidenziato tracce di feci e di due fitofarmaci. Più precisamente della Cipermetrina (insetticida universale nei programmi di lotta contro gli insetti) e del Clothianidin (utilizzato per la concia delle sementi di mais, del cotone, della colza, della bietola e del girasole, trattamenti fogliari di molti fruttiferi e di piante ornamentali e trattamenti granulari al terreno).

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Quest'ultimo è altamente tossico per le api, motivo per il quale ne è stato vietato l'utilizzo nel 2018. Anche se la relazione dell'Arpa Lazio spiegava che le due sostanze potenzialmente tossiche per i pesci, erano una quantità insufficiente per giustificare il fenomeno rilevato, e quindi non consentivano di escludere cause tossiche dovute a fenomeni di contaminazione localizzati e temporali.

 

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«Per i poveri pesci morti nel Tevere non c'è ancora pace», commenta Rita Corboli, delegata della sezione romana dell'Oipa. «È in atto un vero proprio massacro di pesci e fauna acquatica, tra gli sguardi e i commenti sbigottiti dei turisti - denunciano i Verdi di Roma - Chiediamo che si verifichi rapidamente chi ha causato questa carneficina che mette in pericolo l'ecosistema del Tevere con un intervento dei carabinieri forestali per indagine urgente e non più rinviabile».

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