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UNIRE IL FUTILE ALL'ABOMINEVOLE: INVESTE E UCCIDE UN RAGAZZO CHE AVEVA RUBATO IL CELLULARE AL FIGLIO - ARRESTATO PER OMICIDIO VOLONTARIO, OGGI DICE ''VOLEVO SOLO SBARRARGLI LA STRADA, È STATA UNA MANOVRA SBAGLIATA IN UNA VIA BUIA''. LE PAROLE DI VINCENZO IORIO AI PM DOPO AVER TRAVOLTO IL MAROCCHINO 24ENNE CON CUI SI ERA SCAZZOTTATO DUE GIORNI PRIMA

 

1. IMOLA, TRAVOLGE E UCCIDE UN RAGAZZO. ARRESTATO PER OMICIDIO VOLONTARIO

Da  https://www.ilrestodelcarlino.it/

 

L’accusa è pesantissima: omicidio volontario aggravato. Un italiano residente a Imola, B. I., 43 anni, è stato arrestato perché, secondo la Procura e la polizia, ieri notte avrebbe investito volontariamente un uomo, M. A. S. E., marocchino di 24 anni, regolare in Italia, con cui già aveva avuto una lite a suon di pugni due giorni fa.

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La polizia già conosceva i due uomini perché era appunto intervenuta due giorni fa quando si era svolta la rissa: secondo le accuse, la vittima aveva rubato il cellulare al figlio dell’investitore e il 43enne voleva regolare i conti. Tutto era finito lì, con le denunce per lesioni.

 

Ieri notte, però, il tragico epilogo: l’italiano ha investito e ucciso il marocchino con la sua Jeep, nella centrale via Mameli. Poi è andato a costituirsi alla polizia, dicendo di aver investito un uomo involontariamente. Ma gli inquirenti, tenuto conto del pregresso e delle testimonianze, l’hanno arrestato. Alcune persone hanno infatti notato l’auto del 43enne aggirarsi ripetutamente nella zona, come se aspettasse qualcuno.

 

 

2. IMOLA, INVESTE E UCCIDE UN RAGAZZO. ARRESTATO PER OMICIDIO: "VOLEVO SOLO FERMARLO"

Marco Signorini per https://www.ilrestodelcarlino.it/

 

 

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«Non volevo assolutamente ucciderlo, ma soltanto fermarlo per fargli capire che doveva lasciare stare mio figlio e smetterla di minacciarlo. Sono sconvolto". Sono le parole a caldo che Vincenzo Iorio ha pronunciato davanti agli agenti del commissariato e al pm che lo hanno interrogato pochi minuti il tragico investimento in via Mameli. A ricostruire la versione dei fatti del 43enne è invece il suo avvocato, Luca Sebastiani che,ovviamente, è in costante contatto con i familiari del meccanico.

 

"Iorio – racconta il legale – è sotto choc. Ha travolto quel ragazzo in una via piuttosto buia e in preda a una forte agitazione. Voleva semplicemente sbarrargli la strada, ma, viste anche le ridotte dimensioni della carreggiata, ha probabilmente sbagliato manovra, provocando poi la tragedia".

 

 

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Il tutto per alcune minacce di morte pronunciate dal marocchino nei confronti del figlio di Iorio. A spingere il 43enne a cercare nuovamente El Fatine pare infatti sia stata una telefonata molto concitata del figlio che avrebbe riferito appunto di essere stato nuovamente minacciato dal marocchino per la questione del telefonino sottratto, un iPhone di nuova generazione che lo straniero gli aveva rubato venerdì. Furto che aveva poi innescato, quelo stesso giorno, la rissa fra il padre del 17enne e lo straniero. Domenica però El Fatine e il figlio di Iorio si erano incontrati per caso e a quel punto sarebbero scattate le minacce, con la successiva telefonata del ragazzo al padre.

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«Il 24enne – riferisce il legale – ha incontrato di nuovo il ragazzo e l’ha minacciato di morte, dicendo che l’avrebbe fatta pagare anche al padre responsabile di averlo aggredito due giorni prima. E così Iorio, preoccupato che potesse accadere qualcosa di grave al figlio, si è messo ancora una volta sulle tracce dello straniero". Il legale riferisce tra l’altro che sarebbe stato lo stesso Iorio ad avvisare con un’immediata telefonata le forze dell’ordine di quanto stava succedendo. Un’affermazione che, ovviamente, sarà vagliata dagli inquirenti.

 

 

"Iorio – spiega ancora Sebastiani – stava raccogliendo testimonianze di altri giovani che avevano avuto problemi con El Fatine ed era sua intenzione procedere con alcune denunce. Probabilmente il 24enne ne è venuto a conoscenza e sono seguite le successive minacce ai danni del figlio di Vincenzo". Un altro dettaglio che sarà verificato con molta attenzione dagli inquirenti già nelle prossime ore. "Il mio assistito – conclude Sebastiani – è andato ad autodenunciarsi in commissariato e, dopo aver investito il 24enne, ha chiamato subito i soccorritori del 118. E’ consapevole della gravità dell’accaduto, ma sarebbe un grave errore dire che ha agito a sangue freddo per uccidere di proposito quel ragazzo. Attendiamo con serenità lo sviluppo delle indagini e poi valuteremo la strategia da adottare".

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Ieri mattina, intanto, in via Mameli, è stato un viavai continuo di persone che hanno voluto vedere il luogo in cui si è consumata la tragedia. Difficile vedere evidenti tracce di frenata data la tipologia della strada. Si scorge invece con chiarezza il punto esatto in cui è finito il corpo del ragazzo. La violenza dell’urto ha infatti scheggiato il muro a lato della strada. E lì che in una fredda serata di inizio gennaio si è consumata una tragedia che continuerà a fare discutere ancora per molto.

 

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