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LA VACANZA NON DECOLLA - IL CASINO NEI CIELI RISCHIA DI COMPROMETTERE LE PRIME FERIE "NORMALI" DI MOLTE PERSONE DA TRE ANNI A QUESTA PARTE: LE COMPAGNIE AEREE EUROPEE HANNO GIÀ CANCELLATO NEGLI ULTIMI GIORNI QUASI 41 MILA VOLI - CARENZA DI PERSONALE, DIFFICOLTÀ AD ASSUMERE, RITARDI CHE SI ACCUMULANO, FASCE ORARE E GIORNI MIGLIORI PER PARTIRE: ECCO COSA SAPERE PER NON FARSI TROVARE IMPREPARATI...

Leonard Berberi per www.corriere.it

 

Quanti voli sono stati cancellati finora?

Le compagnie aeree europee hanno già cancellato negli ultimi giorni quasi 41 mila voli nel periodo estivo soltanto nelle tratte interne al continente per la carenza di personale nel settore, dagli aeroporti fino alle società di handling e di sicurezza privata.

 

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È quanto emerge dall’analisi che il Corriere della Sera ha effettuato sui dati presenti nei sistemi di vendita il 22 giugno e confrontandoli con quelli dell’11 giugno. In poco tempo sono così stati tolti altri 6,5 milioni di sedili, di questi buona parte già venduti nelle ultime settimane. Lo scorso maggio questo giornale ha spiegato che per l’estate sono a rischio fino a 114 mila voli.

 

L’Italia è colpita?

I numeri mostrano anche che l’Italia non è esente dalle cancellazioni, la maggior parte oltre due settimane prima della partenza così da scongiurare per le compagnie aeree di pagare pure un rimborso per effetto del regolamento europeo sulla tutela dei passeggeri EU261.

 

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Nel nostro Paese, stando ai dati della piattaforma Airline Data Inc, dall’11 al 22 giugno sono stati tolti dalle vendite poco meno di 7 mila voli di breve e medio raggio, di cui la maggior parte nazionali (oltre 4.500) per un totale di circa 1,3 milioni di posti.

 

Chi ha cancellato di più?

Secondo i sistemi di vendita nel periodo analizzato Lufthansa — la compagnia aerea, non l’intero gruppo — ed Air France hanno eliminato ciascuna oltre 4.600 voli dal 1° luglio al 30 settembre di quest’anno sulle rotte dentro l’Europa.

 

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Non è da meno easyJet che ha tolto dalle vendite poco meno di 4.400 voli — soprattutto a causa delle criticità negli aeroporti britannici e ad Amsterdam —. Seguono Finnair (-4.300) e Ryanair che opererà 2.800 decolli in meno.

 

Questi numeri cambieranno?

Sì. Secondo gli addetti ai lavori mano a mano che si entra nel vivo dell’estate alcune criticità saranno risolte, ma altre no. Per questo è ipotizzabile che tutte le compagnie effettuino ulteriori aggiustamenti alla loro programmazione estiva, periodo nel quale contano di registrare la maggior parte dei loro guadagni annuali.

 

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Durante una chiacchierata con i media stranieri Carsten Spohr, ad del gruppo Lufthansa (che include pure Swiss, Austrian Airlines, Eurowings, Brussels Airlines e Air Dolomiti, ha spiegato che il peggio per il settore deve ancora venire in termini di cancellazioni e disagi.

 

Perché succede tutto questo?

L’allentamento delle restrizioni e il ritorno ai viaggi hanno portato milioni di persone a prenotare in massa le proprie vacanze tre anni dopo le loro ultime ferie estive «normali». Il settore del trasporto aereo — che negli anni del Covid ha dovuto licenziare in alcuni casi fino al 50% della propria forza lavoro — si aspettava il ritorno agli spostamenti, ma non così velocemente.

 

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E così le compagnie aeree, le società di gestione aeroportuale, le aziende di catering a quelle di handling (smistamento bagagli, gestione dei passeggeri a terra) si sono ritrovate con poco personale e molti clienti da gestire.

 

Perché è difficile assumere?

Un po’ perché gli anni della pandemia hanno scoraggiato le persone interessate. Un po’ per i tempi necessari richiesti dai protocolli di sicurezza. Nel Regno Unito, per esempio, ogni membro nuovo dello staff che gira in aeroporto deve avere il nulla osta sicurezza — che certifica che non è un soggetto pericolo —: l’iter richiede 10-12 settimane di tempo. EasyJet ha dovuto togliere l’ultima fila dai suoi Airbus A319 per impiegare un assistente di volo in meno.

 

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Come operano le compagnie?

Le compagnie ottimizzano la loro flotta facendo volare i velivoli più volte al giorno, anche sette decolli ogni ventiquattro ore. Su questo tema le low cost sono quelle maggiormente in grado di tenere in aria per più tempo i loro jet, riducendo i tempi di «rotazione»: Ryanair e Wizz Air, per esempio, impiegano massimo 20 minuti tra atterraggio, sbarco dei passeggeri e dei bagagli, imbarco dei nuovi viaggiatori e dei loro effetti personali, decollo.

 

Come si crea il ritardo?

Proprio questo utilizzo massiccio — ma ottimale — si trasforma in un problema quando non tutto fila liscio. Infatti la puntualità media delle compagnie aeree — in Europa come altrove — peggiora col passare delle ore.

 

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Perché i pochi minuti di ritardo accumulati tra il primo e il secondo volo — perché l’imbarco richiede più tempo, perché c’è traffico in aria, perché l’aeroporto è intasato, perché il catering o il carburante ritarda a rifornire o perché l’handler impiega più minuti per caricare i bagagli — difficilmente si recuperano, anzi possono trasformarsi anche in qualche ora o portare alla cancellazione nel tardo pomeriggio e in serata.

 

Cosa si sta facendo?

Durante i lavori a Doha, in Qatar, dell’assemblea generale della Iata (la principale associazione delle aviolinee), il vicepresidente dell’organizzazione Rafael Schvartzman ha spiegato al Corriere che da un lato si cerca di accelerare il processo di assunzione e di ottenimento dei nulla osta sicurezza per i nuovi dipendenti.

 

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Ma dall’altro lato si sta ragionando sullo spostamento di una parte dei voli in un momento della giornata nel quale gli aeroporti sono meno sotto pressione così da evitare la cancellazione e limitare i danni e i disagi per i passeggeri.

 

C’è un orario migliore per partire?

Decollare tra le 8 e le 11 (ora locale) ad oggi risulta il momento migliore per prendere un volo ed avere ritardi quasi inesistenti (al netto del maltempo, di problemi tecnici o di scioperi).

 

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Si tratta di un momento in cui — soprattutto nei collegamenti brevi e medi — gli aerei sono al loro primo o secondo decollo della giornata. L’indicazione è prendere il primo o al massimo il secondo volo previsto quel giorno verso la destinazione desiderata. Chi, invece, opta per viaggi pomeridiani o serali deve mettere in conto un ritardo fisso che va da qualche minuto a qualche ora.

 

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Esiste un giorno con meno disagi?

Chi si sposta giovedì o sabato ha molte meno probabilità di avere problemi rispetto a chi si sposta il lunedì, il venerdì o la domenica. Di solito giovedì e in particolare sabato ci si sposta un po’ meno (e infatti i voli giornalieri tendono a calare su base italiana ed europea), gli aeroporti sono meno affollati e i cieli meno intasati. Eventuali ritardi hanno più possibilità di essere recuperati.

 

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È consigliato volare nel fine settimana?

Il venerdì e la domenica si annuncia di solito il caos. Venerdì per le migliaia di persone che finiscono di lavorare e, nel pomeriggio-sera, vanno a prendere il volo verso la destinazione di vacanza.

 

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La domenica si spostano soprattutto quelli che tornano a casa. In entrambi i casi i ritardi toccano anche le 4-5 ore e il tasso di cancellazione è molto più elevato. Quindi che fare? Per ridurre al minimo i disagi — e la rabbia — meglio volare, se si può, giovedì o sabato mattina. Tenendo però presente che altri fattori — come il maltempo, gli scioperi o i problemi tecnici — possono rovinare il viaggio in ogni momento.

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