manon aubry ursula von der leyen

I VAGABONDI DEL PHARMA – LA CAPOGRUPPO DELLA SINISTRA AL PARLAMENTO EUROPEO MANON AUBRY ATTACCA URSULA VON DER LEYEN: “I GRANDI LEADER FARMACEUTICI HANNO STABILITO LA LEGGE PER LEI” – “I VACCINI SONO STATI RESI POSSIBILI DA MILIARDI DI EURO DI DENARO PUBBLICO MA I BREVETTI RIMANGONO PROPRIETÀ ESCLUSIVA DI BIG PHARMA” – IL VIDEO DIVENTATO VIRALE

 

 

 

il discorso di manon aubry contro ursula von der leyen

Fabio Calcagni per www.ilriformista.it

 

Il video circola da poche ore sul web italiano ed è stato accolto nella sinistra più radicale, così come nella destra anti-europea, come una “boccata d’ossigeno”. Parliamo dell’intervento di Manon Aubry, 31 anni, francese, parlamentare europea e copresidente del gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, protagonista lo scorso 10 febbraio di dichiarazioni taglienti al Parlamento europeo nei confronti della gestione Ue della pandemia e soprattutto della campagna di acquisto dei vaccini, con una bocciatura su tutta la linea dell’operato di Ursula von der Leyen.

 

il discorso di manon aubry contro ursula von der leyen 3

Quattro minuti in cui l’eurodeputata francese, esponente della sinistra radicale di La France Insoumise, fa “a pezzi” la gestione europea chiedendo l’istituzione di una commissione di inchiesta “sulla responsabilità (della Commissione europea, ndr) per questo disastro”.

 

URSULA VON DER LEYEN

Quale sarebbe il disastro per Aubry? L’eurodeputato, rivolgendosi alla presidente della Commissione Ue von der Leyen, evidenzia come “che i grandi leader farmaceutici hanno stabilito la legge per lei”.

 

il discorso di manon aubry contro ursula von der leyen 2

Il punto chiave è la trasparenza: “Nessuna informazione sui negoziati nonostante le richieste del nostro Parlamento. Solo tre contratti resi pubblici, grazie alla pressione dei nostri cittadini, ma tutte le informazioni più importanti come prezzo, programma di consegna, o anche i dettagli delle clausole di responsabilità sono nascoste. Per gli altri contratti dovremo aspettare che i laboratori si degnino di pubblicarli perché sì, sono loro che decidono”, accusa Aubry.

 

ursula von der leyen

Altre critiche arrivano quindi sulla gestione delle consegne dei vaccini e dei brevetti stessi: “Un pasticcio di ritardi e nessun programma rispettato senza alcuna sanzione, perché decidono i laboratori”, mentre i vaccini “sono stati resi possibili da miliardi di euro di denaro pubblico ma i brevetti rimangono proprietà esclusiva di big pharma. Di conseguenza, gli Stati non possono produrre su larga scala le dosi di cui il mondo ha così tanto bisogno”.

 

L’eurodeputata evidenzia i profitti delle case farmaceutiche, i 15 miliardi di fatturato e dal 20 al 25% di margine per Pfizer “che è felicissima del successo del suo blockbuster”, mentre la francese Sanofi “non ha trovato alcun vaccino, ma ha trovato 400 posti di ricerca da tagliare e 4 miliardi di euro di dividendi da distribuire”.

il discorso di manon aubry contro ursula von der leyen 4

 

La copresidente del gruppo parlamentare della Sinistra Unitaria Europea fa quindi un parallelo tra diverse ‘regole’: “Siamo in grado di imporre ai nostri concittadini una restrizione senza precedenti delle nostre libertà ma non saremmo in grado di stabilire le regole per big pharma?”.

 

Errori nella gestione della campagna di vaccinazione sono stati effettivamente ammessi dalla stessa commissaria von der Leyen. “Eravamo in ritardo con l’approvazione”, ha riconosciuto la presidente, ammettendo come l’Unione europea sia stata troppo ottimista “sulle capacità di produzione di massa. E forse eravamo anche troppo sicuri che gli ordini sarebbero stati effettivamente consegnati in tempo, senza ritardi”.

 

il discorso di manon aubry contro ursula von der leyen 1

La gestione opaca e lenta dell’Europa ha spinto Austria, Danimarca e gli altri cosiddetti ‘first mover’ a non fare più affidamento sull’Unione Europea per i vaccini, virando su Israele, dove verranno prodotti i vaccini di seconda generazione per ulteriori mutazioni del coronavirus.

 

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha ricordato ieri che nonostante l’approccio europeo alla vaccinazione “è stato fondamentalmente corretto”, i problemi sono derivati dall’Ema, l’Agenzia europea per il farmaco, considerata da Kurz “troppo lenta con le approvazioni dei vaccini e ci sono rallentamenti nelle consegne da parte delle aziende farmaceutiche”.

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