VATTI A FIDARE DELLA CUSTODE – ARRESTATA A NAPOLI LA CUSTODE DEL MUSEO VILLA LIVIA: MARIA GRAZIA MAZZARELLA E LA SUA FAMIGLIA AVEVANO SVALIGIATO IL MUSEO – LA DONNA AVEVA ORGANIZZATO TUTTO NEL DETTAGLIO: SU WHATSAPP C’ERA UN CATALOGO FOTOGRAFICO DELLE OPERE, CHE VENIVANO SMERCIATE DAI FIGLI MINORENNI – LA CASA MUSEO È STATA IL SET DI FICTION E FILM… – VIDEO

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Antonio Piedimonte per “la Stampa”

 

villa livia napoli 3 villa livia napoli 3

La custode svaligia il suo museo insieme con la famiglia. Si era ben organizzata, la signora, a cominciare dal catalogo fotografico dei pezzi che aveva deciso di immettere sul mercato, aggiornato e inviato via WhatsApp a una decina tra collezionisti, antiquari e rigattieri di fiducia. Poi, una volta conclusa la vendita (in realtà una svendita), la consegna della merce era affidata a due soggetti ancor più insospettabili: i suoi due figli minorenni.

 

museo villa livia napoli museo villa livia napoli

Un meccanismo ben oliato che ha permesso di far sparire svariate opere d' arte e archeologia da "Villa Livia" - dimora nota ai più perché usata come set per la fiction "Bastardi di Pizzofalcone" e per il film "La paranza dei bambini" - tra cui 22 dipinti della Scuola napoletana (XVIII e del XIX secolo), 15 sculture in bronzo, marmi, maioliche, argenti e un capitello con lavorazione a foglie (I secolo a.C).

 

una scena dei bastardi di pizzofalcone girata a villa livia una scena dei bastardi di pizzofalcone girata a villa livia

In tutto sei arresti

Una misurata razzia bloccata grazie all' intervento dei carabinieri che ieri, al termine di indagini cominciate un anno fa, hanno eseguito 6 misure cautelari e diverse perquisizioni. In manette la regista dell' operazione: la 49enne Maria Grazia Mazzarella, che da quasi vent' anni era la custode della casa-museo del Parco Grifeo e viveva nella dependance a pochi metri dell' edificio liberty costruita negli anni Venti da Domenico De Luca Montalto e la duchessa Livia Serra che l' arricchirono con una vasta collezione d' arte e poi, in assenza di discendenti, la donarono al Museo Filangieri.

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E proprio il nuovo direttore del museo di via Duomo, Paolo Iorio, fece attivare le indagini Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Napoli, guidato dal maggiore Giampaolo Brasili, che alla Stampa confessa: «In effetti, a pensarci bene non mi era mai capitato né tantomeno avevo mai sentito di un custode che avesse organizzato tutto quanto, dal "marketing" sino alla vendita finale, per giunta con la collaborazione della famiglia». E certo non manca l' esperienza: solo per restare in Campania a inizio 2019 i militari hanno fatto luce sul saccheggio di numerose chiese (piaga atavica).

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«Abbiamo scoperto un totale di ben 55 furti - ricorda l' ufficiale - e recuperato e riconsegnato ai legittimi proprietari, e quindi anche ai fedeli, oltre 200 opere trafugate». Come fermare le razzie? «Noi facciamo il nostro lavoro ma il cittadino va sensibilizzato, tanto per cominciare bisogna chiedere sempre l' attestato di provenienza di un' opera che si intende comprare».

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