niccolo ciatti

VE LO RICORDATE IL CASO DI NICCOLÒ CIATTI, IL 21ENNE AMMAZZATO CON UN CALCIO ALLA TEMPIA IN SPAGNA NEL 2017? A GIUDIZIO IL CECENO BISSOULTANOV, LOTTATORE DI ARTI MARZIALI MISTE E FAN DEL DITTATORE RAMZAN KADYROV, CHE LO UCCISE. LA PROCURA DI ROMA, DOPO AVER OTTENUTO L’ESTRADIZIONE DELL’IMPUTATO, HA DECISO IL GIUDIZIO IMMEDIATO. VERSO LA SBARRA ANCHE L’ALTRO CECENO CHE… - VIDEO

Marco Gasperetti per corriere.it

 

LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI

Non potrà più sfuggire alla giustizia Rassoul Bissoultanov, il lottatore ceceno esperto in arti marziali che il 12 agosto del 2017 colpì in una discoteca della Costa Brava con una terribile pedata alla tempia Niccolò Ciatti, il ventunenne fiorentino in vacanza in Spagna, che morì dopo alcune ore di agonia. La procura di Roma, che aveva chiesto e ottenuto l’estradizione dell’imputato, ha deciso il giudizio immediato e la prima udienza del processo si terrà il 18 gennaio nella capitale.

 

Dalla Spagna era fuggito in Germania con un altro ceceno

Rasul Bisultanov - La morte di Niccolo Ciatti

Bissoultanov, arrestato in Spagna insieme a un altro ceceno che aveva partecipato all’agguato, era stato poi scarcerato con obbligo di firma dopo quattro anni di carcerazione preventiva, ma era fuggito in Germania. Bloccato dalla polizia tedesca era stato poi estradato in Italia perché la procura romana aveva spiccato un mandato di cattura internazionale.

 

LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI

«Ringrazio i magistrati italiani che si sono mossi immediatamente, La notizia di oggi è un passo importantissimo per fare giustizia – commenta Luigi Ciatti, il padre di Niccolò -. Spero che adesso sia possibile processare anche il secondo dei ceceni arrestati, anche lui responsabile della morte di mio figlio. Il processo sarà lungo ma adesso abbiamo la certezza che i colpevoli saranno giudicato e spero condannati».

Rasul Bisultanov - La morte di Niccolo Ciatti

 

Il grazie del padre di Niccolò alla magistratura

Luigi Ciatti ha anche un pensiero per il pm di Roma, Erminio Amelio, che ha seguito le indagini: «Mi ha chiamato telefonicamente più volte e mi ha sempre rassicurato che avrebbe fatto di tutto per celebrare il processo in Italia. È stato straordinario e lo abbraccio».

 

Dopo l’estradizione di Bissoultanov in Italia, i giudici spagnoli avevano sospeso il processo. La prima udienza si doveva svolgere il 26 novembre. Bissoultanov, che era stato messo in semilibertà con obbligo di firma, era stato sorpreso in Germania probabilmente in un tentativo di fuga.

LA BRUTALE AGGRESSIONE A NICCOLO CIATTI

 

Bissoultanov, che all’epoca aveva 23 anni, con alcuni suoi complici assalì Ciatti e poi sferrò un violento calcio alla testa del 21enne di Scandicci, il colpo di grazia. Niccolò morì in ospedale poche ore dopo. Almeno un altro ceceno prese parte attiva al pestaggio ed è stato arrestato in Spagna per omicidio.

 

Anche nei suoi confronti la procura di Roma aveva chiesto e ottenuto una misura cautelare in carcere, che era stata eseguita a Strasburgo, dove i giovani ceceni, figli di rifugiati, risiedono, e poi aveva chiesto l’estradizione. Ma la Francia l’aveva negata.

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