visita dallo psichiatra

VEDIAMO CHI E' PIU' MATTO - UNO PSICHIATRA È FINITO A PROCESSO PER AVER COSTRETTO UNA SUA PAZIENTE AFFETTA DA SCHIZOFRENIA A VENDERGLI UN APPARTAMENTO NEL CENTRO DI ROMA, MINACCIANDOLA DI INTERROMPERE LE SEDUTE TERAPEUTICHE SE NON AVESSE ACCOLTO LA PROPOSTA D'ACQUISTO - L'APPARTAMENTO SAREBBE STATO ACQUISTATO DALLA FIGLIA DEL MEDICO PER 130MILA EURO, MA LA VITTIMA HA RICEVUTO SOLO METÀ DELLA CIFRA PATTUITA…

Francesca De Martino per “il Messaggero”

visita dallo psichiatra

 

Si sarebbe fatto vendere un appartamento nel cuore di Roma a 130mila euro, sette anni fa, di cui 65mila effettivamente pagati. Un affare che avrebbe realizzato uno psichiatra minacciando la sua paziente, affetta da schizofrenia, di interrompere nell'immediato le sedute terapeutiche. Per questi fatti, la Procura ha appena chiuso le indagini a carico di un medico psichiatra, 66enne, originario di Benevento. L'accusa a carico del professionista è di circonvenzione d'incapace, ai danni di una 59enne romana. I fatti si sarebbero consumati il 24 novembre 2015. Secondo quanto ricostruisce la Procura, l'indagato avrebbe «approfittato dello stato di deficienza psichica» della vittima.

visita dallo psichiatra

 

I FATTI

La donna era in cura dal 66enne, medico psichiatra, perché affetta da «psico-schizofrenia residuale», quando sarebbe stata convinta dall'uomo a vendere a sua figlia un appartamento nel cuore di Roma, a pochi passi dal Teatro Vittoria, in via Luigi Vanvitelli, a pochi soldi. Per i pm, l'imputato avrebbe fatto alla sua paziente un'offerta di pochi soldi: 130mila euro. La donna avrebbe accettato, ma gliene sarebbero stati consegnati solo 65mila.

 

visita dallo psichiatra

Se la 59enne non avesse accolto la proposta d'acquisto avrebbe potuto considerare terminato il percorso specialistico intrapreso con l'indagato: una minaccia, per i magistrati, vera e propria. E un ricatto, quello rivolto alla persona offesa dall'uomo, che avrebbe portato la paziente, in evidente stato di incapacità, a non opporsi alla richiesta.

 

In base a quanto si legge nel capo d'imputazione, il medico «induceva la persona offesa a vendere l'immobile a Roma, in via Luigi Vanvitelli, alla figlia a un prezzo vile di 130mila euro, pagato soltanto solo per euro 65mila, che egli stesso corrispondeva, dichiarandone lo stato di liberalità verso la figlia». Per la Procura si sarebbe trattato di un «atto pregiudizievole ed evidentemente influenzato dallo stato mentale della donna, minacciata dell'interruzione di sedute mediche sostiene l'accusa e del transfert determinatosi, a causa dello stato mentale, con il proprio psichiatra».

 

visita dallo psichiatra

L'indagato, per i pm, era perfettamente a conoscenza che la donna, per il suo stato mentale, «era stata tutelata con la nomina dell'amministratore di sostegno si legge dagli atti dal 10 marzo 2016 al 10 settembre 2010, quando l'amministrazione di sostegno veniva revocata proprio grazie alla diagnosi dell'indagato, che certificava che la vittima era affetta da sindrome affettiva bipolare, in fase di compenso».

 

visita dallo psichiatra

E, ancora, la responsabilità dell'indagato starebbe anche nel fatto che alla donna era stata di nuovo diagnosticata la patologia di «schizofrenia paranoidea cronica in fase di relativo compenso» mentre «era in cura proprio presso l'indagato annotano i magistrati negli atti indicato dal perito come unica persona di riferimento per la vittima», tanto che lei sarebbe stata sottoposta ancora una volta ad amministrazione di sostegno l'11 dicembre del 2019 dal giudice tutelare di Roma.

 

visita dallo psichiatra

IL PRECEDENTE

Ora la Procura si appresta a formulare una richiesta di rinvio a giudizio a carico del medico psichiatra. Ma un caso quasi simile, con un professionista come presunto ideatore del raggiro, era avvenuto anche a Macerata, nel 2014. In quel caso un avvocato era finito a processo con l'accusa di circonvenzione d'incapace: per aver raggirato la cliente, una nobildonna originaria di San Severino e che viveva a Roma (dove nel 2013 era deceduta).

 

visita dallo psichiatra

Il legale, per i pm, si era approfittato dell'infermità psichica della nobildonna, che era sua fidata cliente. E, tra le accuse, ci sarebbe stata anche quella di aver adibito a suo studio legale 200 metri di un appartamento che si trova in piazza Mattei, a Roma. E anche quella di aver ceduto opere d'arte, sottoposte a vincolo della Soprintendenza, che erano di proprietà della marchesa.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…