carmine gallo nunzio samuele calamucci

LA VERSIONE DEGLI SPIONI – AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO, DAVANTI AL GIP, L'EX SUPER POLIZIOTTO CARMINE GALLO E L'INFORMATICO NUNZIO SAMUELE CALAMUCCI SI SONO AVVALSI DELLA FACOLTÀ DI NON RISPONDERE, MA HANNO FORNITO DICHIARAZIONI SPONTANEE E UN “MEMORIALE” – GALLO: “SONO UN SERVITORE DELLO STATO, DIMOSTRERO’ LA MIA INNOCENZA” – PER I IL PM IL GRUPPO DI HACKER DI EQUALIZE AVEVA UNA TALPA NEL CENTRO NAZIONALE ANTICRIMINE INFORMATICO DELLA POLIZIA POSTALE – DALLE INDAGINI EMERGE CHE LA MAIL DI MATTARELLA NON È STATA CLONATA...

GALLO, IO SERVITORE DELLO SATO, DIMOSTRERÒ LA MIA INNOCENZA +

carmine gallo

(ANSA) - "Sono un servitore dello stato, parlerò ai pm per dimostrare la mia innocenza": è questo il senso delle dichiarazioni spontanee rese dall'ex super poliziotto Carmine Gallo, interrogato stamani dal gip di Milano Fabrizio Filice. Gallo, uno degli arrestati nell'inchiesta sulla presunta rete di cyber spie, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Anche Nunzio Samuele Calamucci, l'hacker del gruppo, non ha risposto ma ha fornito dichiarazioni in un documento scritto. 

 

CALAMUCCI DAVANTI AL GIP DI MILANO PER L'INTERROGATORIO

NUNZIO SAMUELE CALAMUCCI CON CARMINE GALLO E I 'RAGAZZI' AL LAVORO AL QUARTIER GENERALE DI EQUALIZE

(ANSA) - È iniziato, davanti al gip di Milano Fabrizio Filice, l'interrogatorio di garanzia di Nunzio Samuele Calamucci, l'esperto informatico ai domiciliari dal 25 ottobre perché accusato di essere al vertice della rete di cyber spie che avrebbe prelevato dati dalle banche strategiche nazionali e fabbricato dossier illegali. Per soldi e per condizionare, secondo i pm, settori dell'economia e della politica. Calamucci è difeso dall'avvocato Paolo Simonetti.

 

Presente all'interrogatorio anche il pm Francesco De Tommasi. Intanto anche l'ex superpoliziotto Carmine Gallo è arrivato al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano e attende di essere interrogato. Nell'inchiesta, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Varese e coordinata dal pm Francesco De Tommasi, si contesta l'associazione per delinquere finalizzata ad una serie di reati, tra cui l'accesso abusivo a sistema informatico per prelievi di centinaia di migliaia di informazioni riservate da banche dati strategiche.

 

carmine gallo samuele calamucci

Oggi sono in programma anche gli interrogatori degli altri tre arrestati, ai domiciliari, tra cui Carmine Gallo, l'ex super poliziotto protagonista in passato di importanti indagini, come quella sul sequestro Sgarella, e anche lui presunto capo del gruppo della Equalize, amministrata dallo stesso Gallo e di proprietà di Enrico Pazzali, indagato e autosospeso dalla Fondazione Fiera Milano.

 

Gallo, così come Calamucci, è difeso dai legali Antonella Augimeri e Paolo Simonetti. Misure interdittive dalla professione, invece, per un finanziere e un poliziotto, che avrebbero scaricato dati per la banda in cambio di denaro.

 

La Dda di Milano, nell'indagine anche della Dna, aveva chiesto 13 custodie cautelari in carcere, anche per Gallo e Calmucci, e tre ai domiciliari anche per Pazzali. E ha già depositato il ricorso al Riesame contro l'ordinanza del gip. Per l'accusa, il network di hacker e appartenenti ed ex delle forze dell'ordine avrebbe incassato profitti illeciti per oltre 3,1 milioni di euro dal 2022.

 

3. IL PM: "A RISCHIO INTERESSI VITALI DI ISTITUZIONI E COLLETTIVITÀ" OGGI AL VIA GLI INTERROGATORI

Estratto dell’articolo di Monica Serra per “La Stampa”

 

SAMUELE CALAMUCCI DAVANTI AL PC CONTA UNA MAZZETTA DI SOLDI

Lo scrive il pm Francesco De Tommasi: «Le azioni commesse dal gruppo di via Pattari 6 mettono in pericolo interessi vitali delle istituzioni e della collettività». Per giustificare la necessità di fermare la presunta centrale di spionaggio con sede dietro al Duomo, aggiunge: «Significative sono le operazioni poste in essere per schermare le attività delittuose e allargare gli ambiti in cui condurre i traffici illegali di dati riservati, con il rischio che gli stessi possano finire senza autorizzazione "nelle mani" di agenzie straniere – agli atti l'incontro con due presunti 007 israeliani, ndr. – e che all'estero possa essere creata e detenuta una banca dati destinata a conservare le informazioni di volta in volta esfiltrate abusivamente».

 

Tant'è che è stata creata una società "clone", la «Equalize Ltd a Londra» proprio dove, per l'accusa, «attraverso un gruppo di «ragazzi» coordinati da «Monica», il sodalizio avrebbe gestito gli accessi diretti al Ced Interforze e quindi alla banca dati Sdi» [...]

 

L’hard disk e il pc di Nunzio Samuele Calamucci

Perché secondo quanto emerge dall'informativa dei carabinieri, la banda avrebbe avuto anche una talpa che girava «informazioni» drenate dal Cnaip, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture della polizia postale. «Ti faccio un esempio – diceva l'hacker Nunzio Calamucci – qua c'è il server del Ced… I miei ragazzi sono quelli che hanno fatto l'infrastruttura e fanno la manutenzione! È quello il trucco! La piattaforma attinge facendo il giro... perché il server ce l'abbiamo a Londra?... Perché se lo fai Italia su Italia, ci mettono le manette...».

 

carmine gallo

Grazie a tecnologie di altissimo livello, nella Equalize di Enrico Pazzali, il presidente autosospeso di Fondazione Fiera Milano e solo indagato, sarebbero riusciti a inoculare trojan sui cellulari delle vittime [...]

 

E tra gli strumenti a disposizione spunta anche «l'Usb Killer» pronta all'uso in caso di indagini e perquisizioni. All'apparenza una normale chiavetta che, inserita in un pc, sarebbe in grado di generare «sovraccarichi ad alta tensione danneggiandone irrimediabilmente i componenti e rendendo impossibile il recupero dei dati».

 

Sempre grazie all'informativa, è possibile chiarire che non c'è stata alcuna «clonazione» della mail del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come si legge nella richiesta di misura. I nuovi atti permettono di spiegare che in realtà si sarebbe semplicemente trattato di un'operazione del gruppo per far dimettere l'ad di una società, la Linea Verde.

 

ENRICO PAZZALI

Operazione che sarebbe passata anche dall'invio a «vari indirizzi», da un «account di posta interno all'azienda», di una serie di mail, che apparivano inviate da un «dipendente anonimo» che voleva denunciare delle «irregolarità» all'organismo di vigilanza. Mail inviate, tra gli altri, anche all'indirizzo di Mattarella».[...]

sede della Equalize a milano

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…