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VI RICORDATE DELLA PORNO PROF DI PRATO? – LA 31ENNE, CHE AVEVA AVUTO UN FIGLIO DA UNO STUDENTE 14ENNE, È TORNATA IN LIBERTÀ DOPO AVER PASSATO 11 MESI AI DOMICILIARI: “ORA DAVVERO POSSO RICOMINCIARE A FARE LA MAMMA COME TUTTE LE ALTRE, A PRENDERMI CURA DEI MIEI DUE BAMBINI” – AL SUO FIANCO IL MARITO CHE NON SI È MAI SOGNATO DI CHIEDERE IL DIVORZIO, REGISTRANDO ANCHE ALL’ANAGRAFE ANCHE IL PARGOLO NON SUO – ORA SI ATTENDE LA SENTENZA PER IL 23 MARZO CHE…

Brunella Bolloli per "Libero"

 

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Sul profilo whatsApp c' è la foto di una famiglia felice: padre, madre, due figli e poco importa se il più piccolo, biondo e paffuto, non assomiglia al genitore. È il bimbo che G., la 31enne di Prato, famigerata "prof dello scandalo" ha avuto da un suo giovanissimo allievo. Una storia di passione irrefrenabile culminata con la nascita del bebé e con l' arresto della signora, accusata di violenza sessuale nei confronti di minore. In pratica: una pedofila. Una violentatrice di minori, forse perfino un po' pazza.

 

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Da ieri questa madre è tornata in libertà e ammette che non ci sperava più, «che ora davvero posso ricominciare a fare la mamma come tutte le altre, a prendermi cura dei miei due bambini, a ritrovare il calore di una famiglia». È stata undici mesi ai domiciliari, con lei solo il piccolino che oggi ha un anno e mezzo, il marito soltanto per alcuni mesi si era allontanato con il primogenito per evitare che rimanesse traumatizzato dalla situazione.

 

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Il marito per un po' è andato ad abitare in un' altra casa, ma mai ha pensato di chiedere il divorzio o di abbandonare la moglie in tempesta. È stato l' esempio dell' amore coniugale che resiste di fronte ad ogni ostacolo e ha creduto davvero, il marito tradito, che quel neonato fosse sangue del suo sangue. Infatti l' ha registrato all' anagrafe con il suo nome, perciò è accusato di «alterazione di stato» perché avrebbe mentito attribuendosi la paternità del bimbo pur sapendo che era di un altro.

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AL PARCO COL PUPO Da ieri G. può andare al parco con il pupo nel passeggino, fare la spesa e portare a scuola l' altro figlio. Ma la vicenda non è finita. Il 23 marzo, fa sapere l' avvocato Mattia Alfano, è attesa la sentenza. «Se abbiamo scelto di andare a processo», spiega il difensore, «è perché sapevamo che potevamo dimostrare che non siamo di fronte a una pedofila».

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Anche la perizia psichiatrica chiesta dal tribunale ha accertato che non vi è alcun vizio di mente in questa signora che si è invaghita in modo profondo e quasi disperato (nei messaggi minacciava il suicidio) di una persona molto più giovane di lei e, all' epoca dei fatti, senza esperienze.

 

Quattordici anni lui, più del doppio lei, i due amanti si sono incontrati quasi per caso nella palestra dove il ragazzino era uno dei campioncini di arti marziali e in quel centro si allenava anche il primo figlio di 7 anni della donna. Così, grazie ai tanti pomeriggi passati in palestra a vedere i rispettivi pargoli, tra la 31enne Oss (operatrice socio-sanitaria) e la madre del karateka è nata quasi un' amicizia.

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Quando a un certo punto lo studente di terza media ha avuto bisogno di recuperare con l' inglese dopo un brutto voto, la trentenne, diplomata al Liceo linguistico, si è subita offerta: «Fallo venire da me», ha detto all' amica, «gli insegno io. Vedrai, recupererà».

 

STARE LONTANI Con le lezioni a casa della prof è cominciata anche la relazione, non limitata a qualche carezza o bacino innocente sulla guancia. I messaggini che i due si scambiavano dimostrano un livello di confidenza sempre maggiore, si sono infittiti i pomeriggi sul divano a ripassare l' inglese e un giorno che l' allievo lamentava dolori alla schiena, la prof l' ha invitato a stendersi per un massaggio. In breve. Sono passati i mesi e un bel giorno G. ha scoperto di essere rimasta incinta del suo giovanissimo amore.

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Anche la madre di lui ha notato un comportamento strano e ha messo il figlio alle strette. Il baby papà ha confessato di essere rimasto irretito da quella donna così invadente e allo stesso tempo premurosa, di non sapere più come uscirne.

 

È scattata la denuncia e presto ci sarà il processo. Intanto il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento al ragazzo il quale, per inciso, non ha mai chiesto nulla del figlio che ha avuto da questa relazione.

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