sara antonella del mastro (1)

VI RICORDATE DI SARA DEL MASTRO, LA DONNA CHE L’ANNO SCORSO HA SFREGIATO L’EX FIDANZATO CON L'ACIDO? DOMANI I GIUDICI DEL TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO PRONUNCERANNO LA SENTENZA, MA NON HANNO PREVISTO AGGRAVANTI IMPORTANTI, COME LA PREMEDITAZIONE E I FUTILI MOTIVI. EPPURE NON SOLO NON HA MAI MOSTRATO SEGNI DI PENTIMENTO, MA HA ANCHE…

 

 

Paola Fucilieri per “il Giornale”

 

sara antonella del mastro

Il dubbio resta. Quando i comuni ruoli sono invertiti e la vittima (e non il carnefice quindi) è un uomo, non solo la pietas collettiva non esplode, ma anche i giudici sembrano restare tiepidi davanti alla tragedia personale di un bravo ragazzo, gran lavoratore, sportivo e di buon carattere, colpito da un bicchiere di acido. Che, insieme al volto, gli ha sfregiato permanentemente l' esistenza.

 

sara antonella del mastro a le iene

Anche per questa ragione rimane una sentenza molto attesa quella di primo grado che verrà pronunciata al tribunale di Busto Arsizio lunedì dopo un processo celebrato con il rito abbreviato (e che quindi prevede lo sconto di un terzo della pena) contro Sara Del Mastro, la 39enne che il 7 maggio dell' anno scorso a Legnano si è appostata sotto casa sua e ha colpito al volto con l' acido Giuseppe Morgante, 31 anni. I giudici non hanno previsto aggravanti importanti, la premeditazione e i futili motivi. Eppure la Del Mastro non solo non ha mai mostrato segni di pentimento, ma ha anche un curriculum di tutto rispetto perché in precedenza aveva già mostrato tutto il suo disprezzo per gli uomini e le relazioni finite, defenestrando il suo precedente compagno.

 

sara antonella del mastro a le iene

Infine la signora - che per ottenere l' abbreviato ha dovuto sottoporsi alla perizia psichiatrica - è risultata «vittima di una personalità borderline e narcisistica», ma «capace d' intendere e di volere». Proprio come ha sempre dichiarato il povero Morgante, definendola «lucida» nel momento del reato.

 

sara antonella del mastro

Il legale di Giuseppe Morgante, Domenico Musicco, sa bene che pene come quelle concesse all' aggressore di Lucia Annibali (20 anni) o a quello di Jessica Notaro (15 anni) in un processo come questo non sono contemplabili. Tuttavia si batte perché la condanna della Del Mastro sia adeguata alla gravità del reato commesso e ci spera fino alla fine. «La pena dovrà comunque essere importante, segno di giustizia e non di giustizialismo - ci spiega - e dovrà avere una funzione non solo punitiva ma anche rieducativa in modo che Sara Del Mastro, una volta fuori dal carcere, venga messa in condizione di non fare più del male.

 

Finora la donna ha mostrato infatti di non aver compreso il disvalore del reato che ha commesso, abbozzando sempre atteggiamenti di sfida in udienza».

sara antonella del mastro

Va sottolineato inoltre che Giuseppe Morgante aveva reagito quando Sara cominciò a dimostrarsi ossessiva dopo la rottura e trascorreva le giornate stazionando sotto casa sua, chiamandolo centinaia di volte al giorno e creando profili falsi per minacciarlo. Sul caso, prima dell' aggressione con l' acido, si era attivato infatti il programma di Mediaset Le Iene nel corso del quale il 31enne aveva spiegato di aver tentato di sporgere denuncia due volte ai carabinieri (senza successo) e di aver infine denunciato alla polizia senza che però cambiasse nulla.

sara antonella del mastro a le iene

«Non dimentichiamo infine che Morgante ha subito un danno enorme - conclude Musicco -. Per lo sfregio permanente del viso e le lesioni gravissime il suo è un caso di omicidio d' identità per il quale il Codice rosso, entrato in vigore un mese dopo questa aggressione, prevede un inasprimento della pena da un minimo di 8 a un massimo di 14 anni. Perché svilire quindi il caso di questo ragazzo?».

giuseppe morgante 2giuseppe morgante 3giuseppe morgante 1sara antonella del mastro (1)SARA DEL MASTROsara antonella del mastro a le iene

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?