gabriel christian natale hjorthè

IL VIDEO IN CASERMA IN CUI SI VEDE GABRIEL CHRISTIAN NATALE HJORTH BENDATO E’ STATO GIRATO DA ANDREA VARRIALE, IL CARABINIERE CHE ERA CON MARIO CERCIELLO REGA QUANDO FU UCCISO DA EDGAR LEE FINNEGAN, CON 11 COLTELLATE - DUE GIORNI DOPO - PROBABILMENTE NEL TIMORE DI ESSERE INDAGATO PER L'USO DI UNA “MISURA DI RIGORE NON CONSENTITA DALLA LEGGE” - LO STESSO VARRIALE HA CONSEGNATO IL FILMATO AI SUOI SUPERIORI CHE LO HANNO PORTATO AI MAGISTRATI… - VIDEO

 

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

Interrogatorio di Gabriel Christian Natale Hjorth

Finora era stata diffusa soltanto la sua foto con una benda sugli occhi e le mani dietro la schiena serrate dalle manette. Invece adesso si scopre che dopo l' arresto per l' omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, il giovane americano Gabriel Christian Natale Hjorth è stato ripreso con un telefonino dagli stessi carabinieri che lo avevano portato nella caserma del Nucleo investigativo di Roma.

 

A girare il video è stato Andrea Varriale, che la notte tra il 25 e il 26 luglio era proprio con Cerciello e lottava con Hjorth mentre il collega veniva colpito dall' altro ragazzo americano, Edgar Lee Finnegan, con 11 coltellate. Due giorni dopo - probabilmente nel timore di essere indagato per l'uso di una «misura di rigore non consentita dalla legge» - lo stesso Varriale ha consegnato il filmato ai suoi superiori che lo hanno portato ai magistrati.

Interrogatorio di Gabriel Christian Natale Hjorth

 

Un ulteriore elemento di scontro tra accusa e difesa a pochi giorni dall' inizio del processo contro i due statunitensi del 26 febbraio. Perché è vero che Finnegan ha sferrato i fendenti uccidendo il sottufficiale, ma nella ricostruzione di quanto accadde quella notte ci sono ancora numerosi punti oscuri. A partire dal comportamento di Varriale e di Cerciello che erano in maglietta e bermuda, disarmati e senza tesserino.

 

Il filmato dura qualche minuto, ma nella copia che è stata depositata agli atti processuali si vedono 52 secondi. Quando era stata diffusa la foto i carabinieri si erano difesi sostenendo che la benda serviva ad evitare che l'indagato vedesse quello che c' era sui computer della caserma.

 

Gabriel Christian Natale Hjorthè

Una tesi che la Procura diretta da Michele Prestipino non ha ritenuto credibile e infatti ha indagato il carabiniere Fabio Manganaro per «adozione di misura di rigore non consentita dalla legge» mentre il suo collega che aveva diffuso la foto risponde di abuso d' ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà. Le immagini mostrano che nella stanza della caserma sono presenti almeno quattro carabinieri, tra loro c' è anche una donna. Il ragazzo appare disorientato parla con un filo di voce. Risponde in italiano, non c'è l' avvocato.

 

«Ehi maschio, come ti chiami?», chiede un carabiniere. «Che cambia?», risponde Natale Hjorth. Poi l'interrogatorio prosegue, gli chiedono «dov' è la felpa rosa». Lui ripete «felpa rosa», ma non sembra comprendere di che si stia parlando. «Dov' è?», insiste il carabiniere.

Interrogatorio di Gabriel Christian Natale Hjorth

La reazione dei difensori del giovane, gli avvocati Francesco Petrelli e Fabio Alonzi, è immediata e fa ben comprendere quale sarà uno degli argomenti di scontro al dibattimento: «Il video documenta in maniera evidente non solo il trattamento umiliante e contrario alla dignità della persona al quale è stato sottoposto Gabriel Natale, ma anche l' insostenibilità delle giustificazioni fornite da più parti al momento della pubblicazione della foto del bendaggio. È inimmaginabile che in un Paese civile si possa assistere ad un simile trattamento di una persona privata della libertà personale».

Gabriel Christian Natale Hjorth

 

A l momento di consegnare il video Varriale ha sostenuto che la sua intenzione «era registrare la voce dell' americano, in quel momento sottoposto a fermo, e metterla a confronto con l' audio legato alla conversazione tra lo stesso Hjorth e Sergio Brugiatelli, l' intermediario dei pusher al quale i due americani avevano sottratto lo zaino».

 

I due studenti americani hanno sempre sostenuto di essere andati all' appuntamento per la restituzione dello zaino e per ottenere indietro i soldi che avevano consegnato per l' acquisto della droga «convinti di trovare Brugiatelli». E quando hanno visto i due uomini in maglietta e bermuda «eravamo convinti che fossero i pusher».

MARIO CERCIELLO REGA ANDREA VARRIALEMARIO CERCIELLO REGA E ANDREA VARRIALEInterrogatorio di Gabriel Christian Natale Hjorth

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...