coronavirus bar trevi roma cinesi

VIETATO L’INGRESSO AI CINESI – FORSE STIAMO ESAGERANDO CON IL PANICO DA CORONAVIRUS: IN UN BAR VICINO ALLA FONTANA DI TREVI, A ROMA, È STATO AFFISSO UN CARTELLO: “LE PERSONE CHE VENGONO DALLA CINA NON SONO AUTORIZZATE A ENTRARE” - I VIGILI LO FANNO RIMUOVERE PERCHÉ DISCRIMINATORIO MA UNA PORTAVOCE DEL LOCALE PRECISA: “ERA SOLO UN INVITO AL BUONSENSO. NON VOGLIAMO ESSERE ACCUSATI DI RAZZISMO” - VIDEO

 

 

 

1 – CORONAVIRUS A ROMA, BAR VIETA L'INGRESSO A CHI VIENE DALLA CINA: «NON AUTORIZZATI A ENTRARE». I VIGLI LO FANNO RIMUOVERE

Danilo Barbagallo per www.leggo.it

 

cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 3

Il Coronavirus spaventa anche la Capitale e gli esercenti cominciano a prendere provvedimenti. Nel centro di Roma, a due passi da Fontana di Trevi, precisamente a via del Lavatore, dove passano migliaia di turisti al giorno, un bar caffetteria ha affisso stamattina un cartello che invita chi arriva dalla Cina a non entrare nel locale.

 

Come ha potuto verificare Leggo, l’affissione recita: «Due to international safety measures all people coming from China are not allowed to have access in this place. We apologise for any inconvenient». («A causa delle misure di sicurezza internazionali le persone che vengono dalla Cina non sono autorizzate a entrare in questo posto. Ci scusiamo per ogni inconveniente»).

cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma

 

L’avviso è stato temporaneamente rimosso per una correzione al testo in giapponese, e poi riaffisso nonostante abbia suscitato molte reazioni e polemiche da parte dei passanti, primi fra tutti gli italiani. A farlo scomparire del tutto ci hanno pensato i vigili di Roma Capitale, che hanno intimato agli esercenti di rimuoverlo.

 

cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 2

2 – CORONAVIRUS A ROMA, RIMOSSO IL CARTELLO CONTRO CHI ARRIVA DALLA CINA. LA PORTAVOCE DEL BAR: «NESSUNA DISCRIMINAZIONE»

Nico Riva per www.leggo.it

 

IL CADAVERE DI UN UOMO A TERRA A WUHAN

«Non voleva assolutamente essere discriminatorio. Non vogliamo essere accusati di razzismo. Il nostro era solo un invito al buonsenso», dichiara Nadia Esposito, la portavoce dell'hotel Relais Fontana di Trevi che questa mattina, dopo la conferma di due casi di Coronavirus registrati a Roma, ha affisso un cartello che vietava l'ingresso alle persone provenienti dalla Cina. La portavoce però spiega: «Il cartello non ha nulla a che vedere con le persone di nazionalità cinese. Era rivolto a chi è stato recentemente in Cina, di qualunque nazionalità, quindi anche italiani». Ma dopo poco tempo, si son presentati i vigili della Polizia Locale e l'hanno fatto rimuovere con la giustificazione che fosse discriminatorio.

 

cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 6POMPE FUNEBRI IN CINA CORONAVIRUS

«Viste le misure di sicurezza internazionale tutte le persone provenienti dalla Cina non sono ammesse in questo posto. Ci scusiamo per l'inconveniente». Così recitava il cartello affisso all'ingresso dell'Hotel e del Bar in via Lavatore, a due passi dalla Fontana di Trevi. «L'abbiamo messo per lo stesso motivo per cui questa mattina lo Stato italiano ha bloccato i voli da e per la Cina, quindi per prevenire e tutelare la salute dei nostri ospiti, dei nostri dipendenti e di chiunque altro. Visti anche i due casi di ieri in via Cavour, ci siamo sentiti in diritto e in dovere», ha aggiunto la portavoce.

il coronavirus cinese

 

«Ci dispiacerebbe ricevere accuse di razzismo. Non abbiamo nulla contro le persone di nazionalità cinese, infatti il cartello specifica bene "le persone provenienti dalla Cina". Se arrivasse un cliente italiano che è stato in Cina due giorni fa, l'atteggiamento sarebbe identico, così come se arrivasse un cliente di nazionalità cinese che però non va in Cina da tempo, il problema non si porrebbe», ha proseguito Nadia Esposito.

VIRUS CINA CORONAVIRUS

 

cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 5

La portavoce ha infine sottolineato che per l'hotel e il bar si tratta anche di un «danno economico, perché l'affluenza di persone che arrivano dalla Cina in questo periodo è molto alta. Abbiamo anche rimborsato diversi clienti che dovevano arrivare dalla Cina. Abbiamo scelto di attuare delle misure cautelari finché non si stabilizzerà la situazione. Il nostro è solo un invito al buon senso. Si tratta di un problema che va ben oltre il guadagno». Ma i vigili non hanno voluto sentire ragioni, ordinando la rimozione del cartello.

cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 7cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 1coronavirus casi in italiaCIVITAVECCHIA ALLARME CORONAVIRUS SULLA NAVEil cantiere del nuovo ospedale di wuhan, pronto in dieci giorni 3POMPE FUNEBRI IN CINA CORONAVIRUScoronavirus, militari cinesi con la mascherina 1ospedali cina per coronavirus 9coronavirus 1cartello che vieta l'ingresso ai cinesi in un bar di roma 4

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?