allan bay elogio del mangiare con le mani

VIVERE, E BENE, SENZA COLTELLO E FORCHETTA – IL CRITICO ENO-GASTRONOMICO, ALLAN BAY, NEL SUO ULTIMO LIBRO INNEGGIA AL “MANGIARE CON LE MANI", LA BARBARIE PIÙ TREMENDA SECONDO IL "BON TON" OCCIDENTALE – RIELLO: “È UN MANUALE DI CUCINA RIVOLUZIONARIO, PERCHÉ FA APPARIRE SECOLI DI ETICHETTA UN FUTILE ESERCIZIO FORMALE. ANCORA OGGI CI SONO CIVILTÀ GASTRONOMICHE, NON PER FORZA PIÙ PRIMITIVE MA SEMPLICEMENTE DIVERSE, DOVE SI MANGIA NORMALMENTE CON LE MANI…”

Antonio Riello per Dagospia

 

mangiare con le mani - Allan Bay

Per l'antropologo Claude Lévi-Strauss il confine tra civilizzazione e mondo primitivo stava nel processo di cottura del cibo. Per molti altri questo confine consisteva invece in quel complesso sistema cerimoniale definito come "Buone Maniere a Tavola", e in particolare nell'appropriato uso delle posate.

 

Questo insieme di pratiche un tempo era appannaggio degli aristocratici, ma a partire dalla metà dell'Ottocento la Borghesia europea lo fa proprio e lo sistematizza a dovere. In famiglia, fin da bambini, venivano inculcate - non senza rimproveri e punizioni - queste regole e chi veniva beccato a mangiare con le mani veniva bollato fino con il termine poco lusinghiero di "selvaggio".

 

Elogio del mangiare con le mani - Allan Bay

Oggi naturalmente si tende ad insegnare una versione sintetica e meno formale di queste norme (e per ragioni politicamente corrette il "selvaggio" diventa un edulcorato "maleducato"). Il non usare le posate ha comunque ancora parecchio a che fare con l'idea diffusa di un comportamento, in qualche modo, "barbarico".

 

Allan Bay è un colto critico eno-gastronomico (ha scritto a lungo per il Corriere della Sera) e un esperto di cibo. Per lui la Cucina è in fondo un gioioso pretesto per fantastiche avventure che attraversano la Storia, l'Antropologia e la Geografia. Insomma un esploratore culinario che - come ogni esploratore degno di questo titolo - travalica i confini conosciuti e si spinge, spesso e volentieri, in terre selvagge. Ha appena pubblicato un libro che inneggia alla barbarie più scatenata (almeno per il "bon ton" classico). Si intitola - senza preamboli - "Elogio del mangiare con le mani" (Il Saggiatore).

 

Chi lo leggerà potrà scoprire tante cose. Per esempio che la forchetta è stata inventata in Cina e poi in seguito sostituita, per ragioni economiche, dalle bacchette. Che il Re Sole (Luigi XIV) per una sua personale idiosincrasia detestava le posate e puniva chi a Versailles tentava di usare la forchetta (che fu introdotta in Francia un secolo prima da Caterina de Medici, in Toscana era già in uso da tempo per mangiare le carni).

 

Allan Bay (foto di Francesco Maria Colombo)

Oppure che la forchetta che attualmente conosciamo noi (a quattro rebbi) è una modifica ottocentesca di quella classica con solo due rebbi, una invenzione relativamente tarda realizzata per poter mangiare comodamente la pasta. Insomma, la natura delle posate viene passata in minuziosa rassegna da una erudita cavalcata attraverso i secoli.

 

Al di là delle copiose curiosità storiche, il libro è assai attuale in quanto racconta (con ampia documentazione) come ci siano civiltà gastronomiche dove si mangia normalmente con le mani. Non necessariamente realtà più primitive ma semplicemente diverse. E' il caso della cucina mediorientale che usa abitualmente le mani (nella forma di una specie di pinza fatta con tre dita: pollice, indice, medio). Ma anche a casa nostra ci sono delle realtà regionali che comporterebbero - almeno secondo la tradizione - un approccio rigorosamente "manuale". La pizza in Campania e gli uccelli allo spiedo nel Nord Est sono due situazioni tipiche.

 

mangiare con le mani

Il libro è, nella sua parte centrale, un goloso portolano culinario: suggerisce tantissime ricette (divise in aree geografiche) che possono/devono essere gustate in questo modo. Compare (giudiziosamente) pure un breve elenco di pietanze decisamente refrattarie alle mani (provate a mangiare così un risotto!).

 

E' difficile pensare che un manuale di cucina possa avere in sé un qualcosa di sovversivo. Ma questo un po' rivoluzionario lo è, nel senso che rappresenta un piccolo monumento alla trasgressione: fa apparire secoli di etichetta e di "buona educazione a tavola" un futile esercizio formale. Le regole del canonico galateo europeo risuonano di polveroso colonialismo: sicuramente sono le reliquie di un certo eurocentrismo ampiamente superato dalla realtà geopolitica.

 

mangiare con le mani - Allan Bay 1

Per chi si ponesse in un versante ideologico diverso, lo stesso manuale può facilmente essere letto in una visione "sovranista". Il popolo della terra - i contadini - ha sempre mangiato con le mani perché non poteva permettersi le posate (e non c'era nessuno che insegnasse ad usarle). Abbandonare coltelli e forchetta potrebbe essere anche concepibile, da chi vuole vederla così, come un rassicurante italico ritorno a pratiche culinarie arcaiche.

 

Elogio del mangiare con le mani

di Allan Bay

edito da Il Saggiatore

 

Allan Bay mangia il Panettone con le manimangiare con le mani - Allan Bayallan bay

mangiare con le mani mangiare con le mani

 

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...