joe biden volodymyr zelensky missile palianytsia

ZELENSKY FA MALE A PUTIN CON IL “MISSILONE” FATTO IN CASA – GLI UCRAINI HANNO COLPITO IN PROFONDITÀ NEL TERRITORIO RUSSO, A 400 CHILOMETRI DAL CONFINE, E HANNO DISTRUTTO UN ENORME DEPOSITO DI ARMI, MANDANDO IN FUMO 30MILA TONNELLATE DI PROIETTILI E MISSILI – KIEV HA UTILIZZATO IL DRONE A LUNGO RAGGIO “PALIANYTSIA”, DI FABBRICAZIONE UCRAINA, SIMILE A UN MISSILE CRUISE – L’ATTACCO È UN MESSAGGIO A BIDEN PER DIMOSTRARE CHE “IL PIANO ZELENSKY” PUÒ CHIUDERE LA GUERRA...

https://www.repubblica.it/esteri/2024/09/19/news/russia_attacco_ucraina_ultime_notizie-423508400/?ref=RHLF-BG-P5-S1-T1

 

1. TESTATA L’ARMA SEGRETA DI KIEV: APOCALISSE NEL CUORE DELLA RUSSIA

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

deposito di armi distrutto a tver in russia

In oltre trenta mesi di guerra e orrore non c’è mai stato nulla di così apocalittico. La notte è stata squarciata da una serie di gigantesche colonne di fuoco, che si sono alzate nel cielo simili a funghi atomici. Come nelle esplosioni nucleari, i sismografi di tutto il mondo hanno registrato un’energia pari a un terremoto di magnitudo 2,8 seguita pochi minuti dopo da una seconda scossa: epicentro alle porte di Toropets, 410 chilometri a Nord-Ovest di Mosca, sede di uno dei più grandi depositi di armamenti dell’esercito russo.

 

MISSILE UCRAINO PALIANYTSIA

Ieri prima dell’alba uno sciame di nuovi droni ucraini si è abbattuto sulla santabarbara estesa per 13 chilometri quadrati, con dozzine di bunker dove prima del conflitto erano custodite 19mila tonnellate di proiettili e missili: una riserva che secondo alcune fonti nell’ultimo anno sarebbe diventata di 30mila tonnellate. Le immagini satellitari delle scorse settimane mostrano casse di munizioni accatastate nei piazzali, senza le minime precauzioni.

 

Dopo l’attacco, invece, le foto dallo spazio documentano una situazione infernale: l’intera base è costellata di roghi, mentre proseguono le detonazioni e una nuvola colossale si spande nell’atmosfera. È come se un vulcano si fosse risvegliato all’improvviso nel cuore della Russia.

 

Zelensky esulta, lodando «il successo militare molto importante ottenuto in territorio russo». Il presidente ha ringraziato il servizio di sicurezza Sbu, l’intelligence militare Gur e le forze speciali: l’operazione deve quindi essere stata realizzata con la presenza di uomini in prossimità dell’obiettivo.

 

IL DEPOSITO DI MISSILI DI TOROPETS IN RUSSIA COLPITO

Proprio il giorno prima aveva trasmesso alla Casa Bianca il suo piano per «vincere la guerra e obbligare il Cremlino a negoziare»: il bombardamento di Toropets sembra essere la premessa a un’ ondata di incursioni in profondità, questa volta condotte con un’arma ucraina in grado di supplire a quelle che gli alleati non permettono di utilizzare oltre il confine.

 

Nei video si sente il rumore di motori a reazione, a indicare il probabile impiego del Palianytsia: un sistema top secret a lungo raggio chiamato drone ma in realtà molto più simile a un missile cruise. Prende il nome dalla parola usata dagli ucraini per smascherare gli infiltrati russi, che non riuscivano a pronunciarla correttamente. Zelensky ne ha rivelato l’esistenza sui social lo scorso 25 agosto: «È stato progettata in patria per distruggere il potenziale offensivo del nemico».

 

deposito di armi distrutto a tver in russia

L’unica immagine presentava un piccolo ordigno con ali tozze, tanto che si ipotizzava trasportasse meno di trenta chili di tritolo. Nello stesso post su X veniva però mostrata una catena di montaggio con cilindri di dimensioni notevoli destinati a comporre un missile molto più potente. L’esordio è avvenuto a inizio settembre contro un altro deposito di munizioni a Bryansk. Poi il raid di ieri mattina a Toropets, in cui le prime tre armi ucraine sono penetrate nei bunker e li hanno fatti saltare in aria.

 

deposito di armi distrutto a tver in russia

Le fonti ufficiali di Mosca parlano di tredici feriti, tra cui alcuni bambini, ma il bilancio non sembra credibile: i villaggi dei dintorni stanno venendo evacuati e ci sono case praticamente sventrate dall’onda d’urto.

 

Difficile quantificare l’impatto dell’attacco sulle sorti del conflitto ma sarà sicuramente rilevante. Durante la Guerra Fredda furono costruite in Russia tredici mega-polveriere: Toropets è l’unica completamente ristrutturata tra il 2015 e il 2018. Il suo compito era custodire le scorte per affrontare la sfida con la Nato sul fronte più caldo: il confine con la Polonia e i Paesi Baltici.

 

Dopo l’invasione dell’Ucraina l’importanza è aumentata, trasformandosi dal 2023 nel centro di smistamento di tutta la produzione bellica per sostenere “l’operazione militare speciale”.  Secondo alcune fonti, custodiva anche i proiettili e i missili arrivati dalla Corea del Nord. E per l’intelligence di Kiev l’assalto ha incenerito pure le riserve di missili Iskander e di bombe plananti Kab, i due strumenti con cui i russi infieriscono di più sulle città ucraine. […]

 

https://www.repubblica.it/esteri/2024/09/19/news/ucraina_usa_piano_zelensky_guerra-423508155/

 

2. L’ATTACCO PER DIRE A BIDEN CHE “IL PIANO ZELENSKY” PUÒ CHIUDERE LA GUERRA

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

volodymyr zelensky joe biden

«Pensiamo presenti una strategia e un piano che possono funzionare». È positivo il giudizio dell’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas Greenfield, dopo che il governo ucraino ha informato il segretario di Stato Blinken su come intende portare a termine la guerra.

 

I dettagli del “piano per la vittoria” annunciato dal presidente Zelensky non sono ancora noti, anche perché il programma prevede che lo illustri a Joe Biden durante l’incontro che avranno la settimana prossima, a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu. […]

 

Zelensky sa che le elezioni del 5 novembre comporteranno un’accelerazione sul fronte dell’invasione russa. Se vincesse Trump, il suo vice Vance ha già lasciato intendere che cercherebbe di porre fine al conflitto creando delle zone demilitarizzate nei territori ucraini occupati da Mosca. Di fatto un passaggio sotto il controllo del Cremlino, anche se non ufficiale.

 

David Lammy e Antony Blinken a Kiev

I combattimenti così si fermerebbero, ma in cambio Kiev dovrebbe affermare la propria neutralità, rinunciando ad entrare nella Nato, e forse anche nell’Ue. Se vincesse Harris ci sarebbe più continuità, perché lei ha confermato di considerare l’aggressione di Putin come una minaccia per la sicurezza dell’intera Europa e degli interessi Usa.

 

[…]

 

Zelensky da diverse settimane ha annunciato che sta lavorando ad un “piano per la vittoria”, che porti alla fine del conflitto senza la capitolazione. L’offensiva a Kursk è stata un’anticipazione, che serviva a distrarre le forze armate russe dal Donbass e prendere territori da usare come merce di scambio nell’eventuale negoziato. Il piano punta a rafforzare le posizioni di Kiev, in modo da avere leve nelle trattative.

 

ANTONY BLINKEN SUONA LA CHITARRA IN UN PUB DI KIEV

A questo scopo, però, servono le armi a lunga gittata e il permesso ad utilizzarle contro il territorio russo per colpire le basi militari e logistiche da cui partono gli attacchi verso le città ucraine, consolidare e possibilmente ampliare le conquiste fatte oltre il confine. Kiev però ha sviluppato anche le sue armi in grado di raggiungere il territorio russo, come dimostra l’attacco con i droni a Toropets.

 

Il capo del Pentagono Austin ha detto che il piano non è stato discusso durante l’ultimo incontro a Ramstein, ma emissari del governo hanno già portato a Washington la lista degli obiettivi che vorrebbero colpire. L’8 settembre Zelensky ha rivelato di aver discusso alcuni elementi del piano anche con una delegazione parlamentare, e martedì il portavoce del dipartimento di Stato Miller ha confermato che è stato anticipato a Blinken la settimana scorsa a Kiev. Il via libera definitivo però potrà venire solo dall’incontro con Biden la settimana prossima.

deposito di armi distrutto a tver in russia

JOE BIDEN E ZELENSKY

deposito di armi distrutto a tver in russiadeposito di armi distrutto a tver in russia

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...