eva kaili pier antonio panzeri michel claise qatar gate qatargate

007: MISSIONE BRUXELLES – L’INCHIESTA QATARGATE È PARTITA DA UNA SEGNALAZIONE ARRIVATA DAGLI EMIRATI ARABI UNITI (GRANDI NEMICI DI DOHA): I SERVIZI SEGRETI DEL BELGIO HANNO EFFETTUATO UNA PERQUISIZIONE A CASA DI ANTONIO PANZERI E HANNO TROVATO CIRCA 700MILA EURO IN CONTANTI. PER QUESTO LA SCORSA SETTIMANA SONO ANDATI A COLPO SICURO – L’OPERAZIONE DI INTELLIGENCE È DURATA MESI E HA COINVOLTO I SERVIZI DI ALTRI 5 PAESI, MA NON QUELLI DELL’ITALIA, NONOSTANTE IL COINVOLGIMENTO DI MOLTI NOSTRI CONNAZIONALI…

Michel Claise

1. QATAR:'SOFFIATA DEGLI EMIRATI AGLI 007 BELGI DIETRO L'INCHIESTA'

(ANSA) - A dare il via all'inchiesta Qatargate, che sta terremotando il Parlamento europeo, sarebbe stata una segnalazione arrivata dagli Emirati Arabi Uniti all'intelligence del Belgio che per mesi ha lavorato con i servizi segreti di altri 5 Paesi, ma non con quelli dell'Italia, "che sarebbero stati esclusi dall'operazione nonostante tutto sembri ruotare attorno a figure di nazionalità italiana".

 

EVA KAILI

E' quanto ricostruisce il Corriere della Sera in un articolo pubblicato oggi. La segnalazione degli Emirati, scrive il Corriere, "ha portato gli 007 sulle tracce di un centro di studi del Marocco a Bruxelles dietro il quale si nascondeva una centrale di spionaggio.

 

I servizi belgi hanno appurato che il centro culturale aveva collegamenti con l'ambasciatore marocchino in Polonia Abderrahim Atmoun che nelle carte dell'inchiesta è citato come colui al quale Panzeri doveva affidare dei regali da lui ricevuti affinché fossero trasferiti in Marocco".

 

"Partito nel 2021 come un caso di 'sicurezza nazionale' per la minaccia di interferenza da parte di un Paese straniero sui processi decisionali del Parlamento europeo - continua il Corriere - il dossier evidentemente ad un certo punto perde di pericolo e si trasforma in una questione di corruzione internazionale, altrettanto grave, ma meno allarmante per gli 007 locali che lo passano alla magistratura ordinaria. I magistrati ci lavorano e puntano anche ai rapporti con il Qatar, specie della vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili".

antonio panzeri 1

 

2. I SERVIZI SEGRETI BELGI DIETRO L'INCHIESTA

Estratto dell’articolo di Lodovica Bulian per “il Giornale”

 

I servizi segreti del Belgio dietro l'inchiesta sul Qatar gate. Mesi prima dell'arresto, venerdì scorso, dell'ex eurodeputato socialista Antonio Panzeri, gli 007 belgi avrebbero trovato somme anomale in cash all'interno del suo appartamento a Bruxelles.

 

I quotidiani Le Soir e Knack, citando fonti investigative, rivelano quello che sarebbe stato l'innesco dell'indagine per corruzione, associazione a delinquere e riciclaggio che sta facendo tremare il Parlamento Ue.

banconote sequestrate a pier antonio panzeri e eva kaili

 

Al centro le presunte mazzette pagate dal Qatar con l'obiettivo di ammorbidire le posizioni delle istituzioni sulle violazioni dei diritti umani e dei lavoratori nella costruzione delle opere per i Mondiali di calcio. […]

 

Già nel 2021, gli apparati di sicurezza avrebbero aperto un'inchiesta sull'interferenza di una potenza straniera . Nell'ambito dell'indagine, secondo questa ricostruzione, gli 007 sarebbero arrivati all'ex eurodeputato Panzeri.

 

Tanto che, nell'ambito di un'operazione segreta di intelligence, avrebbero effettuato una perquisizione nella sua abitazione e avrebbero trovato circa 700mila euro in contanti. Elemento che avrebbe fatto scattare la declassificazione del fascicolo e la sua trasmissione alla Procura federale il 12 luglio 2022. É l'atto che di fatto avrebbe fatto partire l'inchiesta ora coordinata dal giudice Micheal Claise. […]

 

Ma rimbalzano sull'asse BruxellesRoma anche voci di una presunta gola profonda dietro il Qatar gate, un collaboratore che avrebbe parlato con la polizia delle due ong finite sotto la lente degli investigatori, la «Fight for Impunity» di Panzeri e la «No Peace Without Justice».

 

EVA KAILI

Gli inquirenti starebbero cercando conferme sull'utilizzo delle ong - attorno a cui ruotano nomi riferibili alla galassia Panzeri - come «veicolo» della presunta corruzione. Uno dei punti ancora non noti del lavoro dei magistrati riguarda il Marocco e in quale misura la presunta attività di corruzione sia arrivata anche da lì al cuore di Bruxelles e per quali fini.

 

3. INTRIGO INTERNAZIONALE

Estratto dell’articolo di Giuseppe Salvaggiulo e Monica Serra per “La Stampa”

 

[…]  Il 19 luglio, dopo una «ispezione clandestina» in casa Panzeri, un dettagliato rapporto è stato consegnato nelle mani del giudice istruttore Michel Claise. […] Quando, una settimana fa, ha ordinato ai poliziotti dell'Ufficio centrale per la repressione della corruzione di fare irruzione nella residenza di Antonio Panzeri, ex eurodeputato di Pd e Articolo 1, e del suo ex assistente Francesco Giorgi, ha agito a colpo sicuro. Sapevano che avrebbero trovato il tesoro in contanti già visto nella «ispezione clandestina».

 

Michel Claise.

Contattata dal quotidiano belga Le Soir, l'agenzia di sicurezza non ha confermato. Ma lo ha fatto il ministro della Giustizia Vincent Van Quickenborne, definendo l'indagine «un punto di svolta» e plaudendo all'uso efficace di tecniche investigative già sperimentate con successo contro la mafia, come il cracking dei telefoni criptati.

 

[…] Qatar e Marocco, dunque, ma forse le «innumerevoli interferenze straniere» sono anche altre. In estate un report del Copasir, richiamato ieri dal ministro Adolfo Urso che allora lo presiedeva, aveva certificato «ingerenze di Qatar, Emirati, Arabia Saudita e altri Paesi».

 

Eva Kaili Francesco Giorgi Niccolo Figa-Talamanca Pier Antonio Panzeri

L'inchiesta procede seguendo le tracce dei soldi. A Bruxelles, come a Milano, dove sabato è arrivato un ordine di investigazione europeo finito sulla scrivania del procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, a capo del pool Anticorruzione internazionale. Immediate sono scattate le perquisizioni dell'aliquota di polizia giudiziaria della Guardia di finanza e gli accertamenti su sette diversi conti correnti bancari italiani, riconducibili alla famiglia di Panzeri, al suo ex assistente Giorgi, e al segretario del sindacato mondiale (Ituc) Luca Visentini, inizialmente fermato, poi rilasciato dagli investigatori belgi.

 

I movimenti su quei conti potrebbero fornire nuovi spunti per ricostruire che giro facessero i soldi che, a palate, arrivavano dal Qatar. O magari altre conferme alle ipotesi di un'indagine che continua ad allargarsi. E che punta a identificare tutti i nomi degli europarlamentari che - questa è l'ipotesi - a partire almeno dal gennaio 2021 erano a libro paga dell'organizzazione criminale che ruotava attorno alla Ong Fight Impunity e alla figura di Panzeri.

 

FRANCESCO GIORGI

Nella sua casa di famiglia, a Calusco sull'Adda, 8 mila abitanti nella Bergamasca, la Guardia di Finanza milanese ha sequestrato orologi di valore, computer, cellulari e 17 mila euro in contanti nascosti nell'armadio, mentre la moglie Maria Dolores Colleoni e la figlia Silvia, assistite dall'avvocato Angelo De Riso, sono ai domiciliari in attesa delle udienze del 19 e 20 dicembre, in cui la Corte d'Appello di Brescia deciderà sulla loro estradizione.

Denaro cash come i 20 mila euro sequestrati a Giorgi.

 

francesco giorgi eva kaili

Nella villetta dei suoi genitori, in una strada tranquilla e residenziale di Abbiategrasso, a una ventina di chilometri da Milano, dov' è cresciuto e dove ha vissuto fino all'università, quando poi è partito per far carriera da assistente parlamentare a Bruxelles, i finanzieri domenica sera hanno trovato la chiave di una cassetta di sicurezza. La filiale della banca chiaramente nel weekend era chiusa. Ci sono tornati martedì e hanno trovato 20 mila euro, sempre in contanti.

 

niccolo figa talamanca

Sarà quasi impossibile scoprire da dove siano arrivati quei soldi e quando Giorgi li abbia chiusi in quella cassetta. Viceversa parte dei soldi trovati a Bruxelles, sia in casa Panzeri che in casa Giorgi, hanno lasciato una traccia. La fascetta che li avvolgeva consente di risalire ai conti correnti belgi da cui sono state prelevati.

 

Ciò potrebbe permettere di identificare chi li abbia consegnati a Panzeri, nella doppia presunta veste di corrotto e corruttore di altri parlamentari e funzionari. Soldi di cui Eva Kaili, compagna di Giorgi ed ex vicepresidente socialista del Parlamento europeo, continua a dire di non sapere niente. Inoltre riferisce tutte le sue iniziative sul Qatar come «pianificate ai più alti livelli dell'Ue». Una strategia difensiva che, unita alla richiesta di rinvio dell'udienza di convalida dell'arresto, pare delineare la volontà e il tentativo di sganciarsi dal destino processuale di Giorgi.

EVA KAILI no peace without justice Eva Kaili Francesco Giorgi Niccolo Figa-Talamanca Pier Antonio Panzeribanconote sequestrate a panzeri e eva kaili 6BERSANI PANZERIantonio panzeri 4

 

EVA KAILI FRANCESCO GIORGIfrancesco giorgi soldi trovati a casa di eva kaili e panzeriUNO DEGLI UFFICI DEL PARLAMENTO EUROPEO SIGILLATI PER ORDINE DELLA MAGISTRATURA osho su eva kailisilvia panzeriantonio panzeri 5antonio panzeri 2banconote sequestrate a panzeri e eva kaili 3

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…