1- HANNO MILLE E UNA RAGIONE IL CAINANO E FRATTINI A GRIDARE DISPERATI AL \"COMPLOTTO\" - 2- I DOCUMENTI DI WIKILEAKS SONO UN URAGANO CHE RISCHIA DI ROVESCIARE BERLUSCONI - 3- WASHINGTON NON HA MAI DIGERITO I RAPPORTI STRETTISSIMI - ATTRAVERSO FINMECCANICA, ENI, ENEL - DEL NANO DI ARCORE CON LA RUSSIA DI PUTIN (GASDOTTO SOUTHSTREAM), LA TURCHIA DI ERDOGAN (AEREI ED ELICOTTERI), LA LIBIA DI GHEDDAFI (DALLE AUTOSTRADE ALLE ARMI), PERFINO PER LE RELAZIONI LEGATE ALL’ENERGIA COL MONTENEGRO - 4- SI SUSSURRA CHE NELLA CORRISPONDENZA DIPLOMATICA CHE VERRÀ SVELATA NELLE PROSSIME ORE CI SIA, NERO SU BIANCO, LA RAGNATELLA DI AFFARI PERSONALI DEL PREMIER - 5- ADDIO PREMIO DI MAGGIORANZA: I SONDAGGI DELLA GHISLERI SONO PAUROSI PER IL CAVALIERE INFOJATO: DAL 24,5% DI TRE SETTIMANE FA, IL PDL È CROLLATO AL 22,3. MENTRE LA LEGA GUADAGNA E BALZA AL 13,6. DA PARTE SUA IL PD GALLEGGIA INTORNO AL 23

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1- DAGOREPORT
\"C\'è una strategia contro l\'Italia\", si dispera il maestro di sci prestato al circolo della Farnesina Franco Frattini (che si sente davvero orfano e disperato senza il suo ghost-writer Gianni De Michelis in navigazione sul Nilo con Stefania Tucci e Vito Bonsignore e Cirino Pomicino per festeggiare i suoi primi 70).

JulianJulian Assange Fondatore di Wikileaks

La monnezza napoletana, il crollo a Pompei, i documenti che stanno per essere pubblicati da Wikileaks e, da ultimo, l\'inchiesta su Finmeccanica. Sono tutti indizi, secondo Frattaglie Frattini, non certo di un complotto, ma quantomeno di una strategia mediatica di \"elementi negativi\" che danneggiano il paese di Pulcinella.

SILVIOSILVIO BERLUSCONI FRANCO FRATTINI GIANNI LETTA

Subito doppiato dal Banana di Ruby: \"Sono preoccupato, perchè Finmeccanica è un asset straordinario. Mi auguro queste indagini portino a nulla\". E poi attacca: \"Considero suicida che il Paese proceda contro chi costituisce con la propria capacità operativa la forza del Paese\".

E molti hanno ironizzato sul \"complotto\" a base di Finmeccanica corrotta e Pompei sgarrupata, la monnezza dei bassi napoletani con Wikileaks che scodella i file della diplomazia americana. Che cosa hanno in comune, a parte il fatto banale di un filo tricolore?

Invece, il grido di dolore del Cainano e di Frattini non va assolutamente preso per le solite scemenze di due barzellettieri da cazzo & strapazzo perché ha origine da una combustione chiamata \"affari esteri\". I file del sito guidato dall\'australiano Assange, come spiega ben bene Molinari nel pezzo a seguire, sono un uragano con cui la diplomazia di Washington scodella senza tanti ghirigori di penna fatti e fattacci e business personali di Berlusconi attraverso le aziende a partecipazione statale. Cioè: Finmeccanica, Eni, Enel.

lala home page di wikileaks

L\'imperialismo americano non ha infatti mai digerito l\'autonomia affaristica di Berlusconi. Anzi, si è sempre più mostrato incazzoso per i rapporti strettissimi - attraverso Finmeccanica, Eni, Enel - del Nano di Arcore con la Russia di Putin (il gasdotto Southstream), la Turchia di Erdogan (aerei ed elicotteri), la Libia di Gheddafi (dalle autostrade alle armi), perfino per le relazioni legate all\'energia con lo stato del Montenegro.

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E si sussurra che nella corrispondenza diplomatica che verrà svelata nelle prossime ore ci sia, nero su bianco, la ragnatella di affari personali del nostro amatissimo premier. Ecco perché Berlusconi e pinocchietto Frattini hanno messo le mani avanti, gridando al \"complotto\". E hanno piazzato i loro uomini a seguire 24 ore su 24 i siti del \"New York Times\" e di \"Der Spiegel\", che sono i due canali che Assange ha sempre scelto per far enfatizzare i suoi scoop - del resto, decrittare i files scodellati su Wikileaks è un\'impresa per specialisti: il Pentagono ha messo in campo per i files dell\'Iraq almeno 150 esperti.

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Certo, un governo forte potrebbe fregarsene di eventuali rivelazioni compromettenti risultanti dai files di Wikileaks. Un esecutivo sfilacciato (eufemismo) come il governo Berlusconi potrebbe soccombere invece nel giro di 24 ore, sepolto da verbali che spiattellerebbero, ad esempio, per filo e per segno la joint-venture Berlusconi-Putin. Altro che Ruby e Fini e Carfagna.

GUARGUA,GUARGUA, MARINA GROSSI

PS. Il Banana oggi grida \"al voto! al voto!\" ma è tutta una ammuina. I sondaggi della brava Ghisleri sono paurosi per il Pdl: dal 24,5% di tre settimane fa è crollato al 22,3, mentre la Lega balza al 13,6%. E da parte sua il Pd galleggia intorno al 23%. Quindi, anche con questo sistema-porcata elettorale che premia il partito col maggior numero di voti, il centro-sinistra unito contro il Nano potrebbe farcela.

Ecco perché Letta si sta facendo in dodici per riuscire a far entrare Casini nel governo. Ma vuole come condizione sine qua non le dimissioni del Cainano. E qui si riapre il solito problema: Silvio non si fida di una crisi-pilotata, teme che Napolitano, come Scalfaro a suo tempo, gli rifili una fregatura e apra a un governo di emergenza nazionale.

PUTINPUTIN BERLUSCONI

2- L\'URAGANO WIKILEAKS SI ABBATTE SUL MONDO E L\'ITALIA DI BERLUSCONI TREMA
Maurizio Molinari per La Stampa

Politici russi e afghani corrotti, aiuti turchi per Al Qaeda in Iraq, relazioni pericolose con i guerriglieri curdi, giudizi al vetriolo su Israele e opinioni schiette sui leader alleati. E\' solo l\'anticipo di oltre due milioni di documenti Usa top secret che Wikileaks si appresta a pubblicare, ma basta a mettere in subbuglio le cancellerie di mezzo mondo, Italia inclusa.

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Tutto nasce da un twitter con cui il sito Internet fondato dall\'hacker australiano Julian Assange ha svelato l\'imminente pubblicazione di un numero di verbali diplomatici classificati del Dipartimento di Stato «sette volte superiore a quello dei documenti sull\'Iraq» che furono oltre 400 mila.

La task force del Pentagono che sorveglia le mosse di Assange non ha tardato ad appurare la fondatezza dell\'indiscrezione e di conseguenza il Dipartimento di Stato ha iniziato, a partire da lunedì, a contattare «governi partner e alleati per metterli al corrente di quanto potrebbe avvenire» come spiega Philip Crowley, portavoce di Hillary Clinton.

Sebbene Washington non abbia idea di quali verbali Wikileaks renderà pubblici «fra la fine di questa settimana e l\'inizio della prossima», la scelta è stata di chiamare dozzine di capitali per metterle al corrente dei contenuti più imbarazzanti, in genere scritti dal personale delle ambasciate all\'estero. Sono state queste telefonate a innescare il turbine di rivelazioni che ha messo a soqquadro la comunità internazionale perché i contenuti delle conversazioni preventive sono in parte trapelati.

IlIl segretario generale dellOnu Ban Ki Moon il premier turco Erdogan e Silvio Berlusconi

Per il giornale arabo alHayat, di base a Londra, Wikileaks si avvia a svelare che la Turchia ha agevolato i movimenti di Al Qaeda in Iraq mentre gli Stati Uniti hanno sostenuto i ribelli curdi del Pkk in uno scambio di «relazioni pericolose» con movimenti di guerriglia che forse spiegano perché l\'ambasciatore Usa a Baghdad, James Jeffrey, si dica «molto preoccupato per la nuova fuga di documenti».

VOLEMOSEVOLEMOSE BENE TRA GHEDDAFI E BERLUSCONI

Portavoce di Ankara e Washington si sono precipitati a smentire al-Hayat con una foga che ha reso più credibili le indiscrezioni. In Israele è stato Yedioth Aharonot, il giornale più diffuso, a far sapere che il Dipartimento di Stato ha contattato l\'ufficio del premier Benjamin Netanyahu per preavvertirlo sui contenuti delle note scritte dall \' a m b asciata Usa a Tel Aviv, lasciando intendere che potrebbero contenere giudizi non in linea con le relazioni di alleanza fra i due Paesi.

Ma ciò che Washington sembra più temere sono le rivelazioni sui nomi di politici stranieri di cui si parla nei documenti. Inerenti in alcuni casi a episodi di corruzione, come in Russia, Afghanistan, Pakistan e Asia Centrale. Per il quotidiano moscovita Kommersant i documenti più scottanti riguarderebbero colloqui avuti da diplomatici americani con politici russi fra il 2000 e il 2010 proprio su fatti di corruzione.

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Altrettanto spinoso è il capitolo dei giudizi espressi sui leader di Paesi alleati. Di questo i diplomatici Usa hanno parlato al telefono con i colleghi di Gran Bretagna, Canada, Australia, Norvegia, Danimarca e anche Italia. «Ci hanno preavvertito sui possibili contenuti, ma non è il caso di fare speculazioni prima della fuga di notizie» ha detto Steve Falde, portavoce di Downing Street, disponendo tuttavia subito appositi briefing per i direttori delle principali testate nazionali al fine di proteggere «l\'interesse nazionale».

A Roma il ministro degli Esteri Franco Frattini ha parlato di «possibili ripercussioni negative per l\'immagine internazionale sull\'Italia» precisando di aver saputo da Washington che «si tratta di migliaia e migliaia di documenti sui quali loro non commenteranno», mentre «il responsabile della fuga di notizie è stato arrestato» nella persona dell\'analista di intelligence Bradley Manning.

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Per Frattini alcuni testi riguarderebbero «scenari» sulla politica italiana. L\'ambasciata Usa a Roma ha confermato i contatti intercorsi fra il Dipartimento di Stato e Frattini ripetendo il copione delle altre sedi diplomatiche, protagoniste di un\'offensiva di «pr preventive» nel tentativo di neutralizzare in anticipo il nuovo siluro in arrivo da Assange, le cui ultime tracce vengono dalla Svezia dove è inseguito da un nuovo mandato di cattura per stupro, molestie sessuali e coercizione illegale di terzi.

Fra i diplomatici Usa impegnati nell\'operazione antiWikileaks il più esplicito è l\'ambasciatore a Oslo Barry White: «Nei documenti ci sono giudizi molto schietti su leader e partiti politici stranieri». E forse è proprio questa verità nascosta che preoccupa così tanti alleati di Washington.

 

 

 

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