roberto cingolani gas

UN 2022 DI ROTTURE DI PALLE A TUTTO GAS - A PRESCINDERE DAL COVID, SARÀ UN ANNO COMPLICATO: POTREBBERO PIOVERCI IN TESTA 11 MILIARDI DI COSTI EXTRA NELLE BOLLETTE DI LUCE E GAS, GRAVANDO SULLE FAMIGLIE E FRENANDO LA RIPRESA - DI FRONTE ALLA CRISI ENERGETICA, HA SCATENATO UN CASINO LA CONTROVERSA PROPOSTA DEL MINISTRO DELLA TRANSIZIONE ENERGETICA CINGOLANI DI RADDOPPIARE LA PRODUZIONE ITALIANA DI METANO PER RISPARMIARE SULLE IMPORTAZIONI…

Luigi Grassia per “La Stampa

 

rincaro energia e aumento delle bollette 8

A prescindere dal Covid, il 2022 si annuncia come un anno complicato. Uno studio della Confcommercio valuta in 11 miliardi di euro i costi extra che durante i dodici mesi dovranno subire i consumatori in Italia per i rincari delle bollette di luce e gas; questa singola voce raggiungerà il 6,4% delle spese totali delle famiglie e sottrarrà spazio a tutti gli altri consumi, rallentando la ripresa economica, senza contare il salasso (aggiuntivo rispetto agli 11 miliardi citati) che riguarderà le imprese e ne peggiorerà i bilanci, costringendone alcune a interrompere o addirittura a cessare l'attività, con ulteriore danno per la ripresa dell’economia.

 

rincaro energia e aumento delle bollette 6

Nonostante la stretta nelle forniture di metano dalla Russia, dovuta anche al blocco del gasdotto Yamal, ieri il prezzo del gas importato in Italia attraverso le contrattazioni sul mercato giornaliero è calato a 176 euro per MegaWatt/ora, grazie al provvidenziale arrivo di navi cargo con gas naturale liquefatto provenienti dagli Stati Uniti; ma il prezzo di 176 resta vicino al massimo storico di 187 euro per MWh toccato qualche giorno fa (indice Ttf olandese che fa da riferimento in Europa); e un altro rapporto, stilato da Confindustria, calcola che il prezzo del metano in Italia al 20 dicembre corrispondeva a un esorbitante +850% (e non è un refuso, è proprio +850%) rispetto alla stessa data del 2020.

 

rincaro energia e aumento delle bollette 5

Di fronte a questa crisi tiene banco la controversa proposta del ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani, di raddoppiare la produzione italiana di metano per risparmiare sulle importazioni e contrastare il caro-bollette.

 

Ieri c'è stata una levata di scudi delle associazioni ambientaliste: secondo Greenpeace, Legambiente e Wwf, pensare di risolvere il problema attraverso una maggiore estrazione di gas fossile nazionale «è insensato» e distrae dall'obiettivo dello sviluppo delle fonti rinnovabili.

 

CINGOLANI

Gli ecologisti sostengono inoltre che la proposta di Cingolani è a breve termine, perché «al ritmo attuale di estrazione, nell'arco di 10 anni l'Italia avrà comunque esaurito le riserve certe al momento conosciute».

 

Invece Greenpeace, Legambiente e Wwf dicono che per ridurre il costo dell'elettricità e del metano «bisogna eliminare tutti gli oneri di sistema impropri che gravano sulle bollette elettriche, e accelerare la transizione energatica investendo davvero nelle fonti rinnovabili».

 

riserve di metano nel mar adriatico 7

I tecnici dell'estrazione di gas sostengono invece che la proposta del ministro Cingolani sia da prendere in considerazione, ma avvertono: una volta presa la decisione bisognerebbe farla seguire a cascata da comportamenti coerenti da parte di tutte le pubbliche amministrazioni statali e regionali, per agevolare l'iter delle autorizzazioni, altrimenti non si riuscirebbe a realizzare niente.

 

riserve di metano nel mar adriatico 6

Il responsabile di una grande impresa del settore, sentito da La Stampa, fa questi calcoli: «L'Italia dispone di riserve di gas naturale accertate pari a 92 miliardi di metri cubi. Ce ne sono poi altre stimate, che fanno salire il totale a 150 o 200 miliardi. Il costo di estrazione è attorno ai 30 centesimi al metro cubo, metre il gas importato nei giorni scorsi ha sfiorato i 2 euro.

 

rincaro energia e aumento delle bollette 7

Fino a una decina d'anni fa si trivellavano nuovi pozzi ogni anno, mentre da un decennio è tutto fermo. Si sa che sotto ai fondali dell'Alto Adriatico c'è un giacimento con almeno 30 o 40 miliardi di metri cubi, non ci sarebbe neanche bisogno di cercarlo, ma lì è vietato estrarre il gas, perché si dice che possa provocare fenomeni di subsidenza a Venezia. Io non ci credo, ma intanto i croati estraggono il metano da quello stesso giacimento».

 

rincaro energia e aumento delle bollette 4

Quanto tempo ci vorrebbe a fare quello che suggerisce Cingolani? Un altro tecnico delle trivellazioni fa questi calcoli: «Nei mari italiani, soprattutto l'Adriatico, sono operative circa 100 piattaforme. La loro capacità produttiva si riduce gradualmente, a meno che non ricevano una periodica manutenzione che rivitalizzi l’estrazione.

 

riserve di metano nel mar adriatico 8

Ma da anni non si investe più in queste operazioni, ci si è rassegnati a produrre sempre meno metano in Italia per importarlo a costo molto superiore». Quanto tempo ci vorrebbe per rivitalizzare queste piattaforme? Basta girare una manopola? L'interlocutore risponde di no: «Ci vorrebbero circa sei mesi. Invece per esplorare nuovi giacimenti e approntare nuove piattaforme, come si faceva una volta, servirebbero dai 18 ai 24 mesi».

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