sergio mattarella mattarella bis

I 336 VOTI PER MATTARELLA ALLA SESTA VOTAZIONE SONO IL SEGNO EVIDENTE CHE L’IPOTESI DEL BIS NON È MAI TRAMONTATA. ANZI, È IN CAMPO PIÙ CHE MAI – UGO MAGRI: “SE STAMANE SI PRESENTASSERO AL QUIRINALE I RAPPRESENTANTI DI TUTTI I PARTITI, IL PRESIDENTE PRETENDEREBBE GARANZIE DI TOTALE RISPETTO DEL SUO RUOLO E DELLE SUE PREROGATIVE COSTITUZIONALI” – “NESSUNO DOVRÀ POTER USARE NEI SUOI CONFRONTI L'ARMA DELLA DELEGITTIMAZIONE, E NESSUNO DOVREBBE AZZARDARSI A IPOTIZZARE UN MANDATO BREVE, UNA PRESIDENZA A TERMINE CON LA DATA DI SCADENZA STAMPIGLIATA SULLA CONFEZIONE COME GLI YOGURT. CONCERTARE CON I PARTITI UNA DURATA DIVERSA DAI CANONICI SETTE ANNI SAREBBE UNO STRAPPO INTOLLERABILE DELLA COSTITUZIONE” - DAGO: "È L'UNICA VIA CHE RIMANE PER SALVARE IL GOVERNO (E LA FACCIA): CON 700 VOTI, NON POTREBBE RIFIUTARE IL BIS"

 

FLASH! - DAGO: BRUCIATA LA CASELLATI (ASTENSIONE LETTA-CONTE), L'UNICA VIA CHE RIMANE PER SALVARE IL GOVERNO (E LA FACCIA) SI CHIAMA MATTARELLA: CON 700 VOTI, NON POTREBBE RIFIUTARE IL BIS - CASINI, OVVERO IL RIDICOLO E' IL MIO MESTIERE: PER DIMOSTRARE DI ESSERE SUPER PARTES, E' L'UNICO DEL PD CHE NON SI ASTIENE SULLA CASELLATI...

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/flash-dago-bruciata-casellati-astensione-letta-conte-39-unica-297800.htm

 

Ugo Magri per “La Stampa”

 

meme su sergio mattarella

Intorno a Sergio Mattarella il cerchio, pericolosamente, si è ristretto. Tutte le terne e quaterne di candidati che circolavano nei giorni scorsi sono state spazzate via insieme con la pretesa del centrodestra di intestarsi la scelta del Quirinale. Cosicché adesso rimangono in campo una manciata di nomi, tra i quali figura suo malgrado quello del presidente uscente.

 

Anzi il suo sarebbe davanti agli altri, se l'umore dei «grandi elettori» avesse un peso e si volesse dar retta ai 336 che ieri sera lo hanno indicato nero su bianco nella scheda. Dopo il trionfo dei tecnici, e le mille geremiadi sulla fine della politica, è a dir poco straordinario che il Parlamento stia tentando in queste ore di riappropriarsi del suo destino.

ENRICO LETTA MATTEO SALVINI

 

Ma nonostante la valanga di voti resta ancora uno scoglio, forse il più difficile da superare: occorre che ci sia la disponibilità del diretto interessato. Tanto per cominciare, qualcuno dovrebbe recarsi da Mattarella e chiedergliela. Non questo o quel leader in ordine sparso, perché l'uomo si è chiamato fuori, evitando qualunque tipo di contatti e di incontri.

 

SERGIO MATTARELLA

Ha trascorso la giornata di ieri tra il suo studio presidenziale e l'appartamento in affitto ai Parioli dove sta traslocando, e ci sono ancora gli arredi da sistemare. Nessuna «unità di crisi» con i più stretti collaboratori, che continuano a tenere la bocca cucita come si conviene nei passaggi chiave della storia repubblicana.

 

SERGIO MATTARELLA MARIO DRAGHI

Dai pochi spifferi di palazzo risulta che il presidente è ben saldo nei convincimenti noti; ai suoi occhi l'eventuale «bis» rimane una forzatura della Costituzione che si potrebbe giustificare soltanto alla luce di un'emergenza, per scongiurare un gioco al massacro, e in totale mancanza di soluzioni più praticabili.

 

Ma davvero non ci sarebbero alternative a un suo secondo mandato? Com' è possibile che siamo precipitati così in basso?

 

SERGIO MATTARELLA IN VERSIONE UMARELL

Se stamane si presentassero al Quirinale i rappresentanti di tutti i partiti, o perlomeno di quelli più rappresentativi, e da Enrico Letta a Giuseppe Conte, da Antonio Tajani a Matteo Salvini di comune accordo lo pregassero di restare, Mattarella solleciterebbe risposte chiare a queste domande.

 

Chiunque al suo posto vorrebbe anzitutto capire di cosa si tratta, come diavolo siamo finiti in questa impasse, quali perverse logiche l'hanno determinato, per quale motivo toccherebbe proprio a lui farsene carico e non, per esempio, ad altre figure delle istituzioni che hanno generosamente offerto la loro disponibilità, a cominciare dal premier Mario Draghi.

 

letta meloni salvini

Oltre alle spiegazioni del caso, è lecito immaginarsi che dalle varie forze politiche Mattarella pretenderebbe garanzie di totale rispetto del suo ruolo e delle sue prerogative costituzionali. Troppo facile chiedergli, anzi supplicarlo di restare, salvo tra un anno, qualora dalle prossime elezioni politiche emergessero maggioranze diverse, contestare il presidente e trattarlo come un inquilino abusivo del Quirinale.

 

napolitano mattarella

Nessuno dovrà poter usare nei suoi confronti l'arma della delegittimazione (come invece qualcuno, dalle parti dei Fratelli d'Italia, ieri sera ha cominciato a fare, rimproverando a Mattarella di non opporsi «all'utilizzo del suo nome» nelle schede, come se potesse controllarle a una a una).

 

Si tratta, è ben chiaro, di garanzie molto difficili tanto da ottenere quanto da offrire. Inutile aggiungere che, nel tentativo di convincere Mattarella, nessuno dei leader dovrebbe azzardarsi a ipotizzare un mandato breve, una presidenza a termine con la data di scadenza stampigliata sulla confezione come gli yogurt: un paio d'anni sul Colle e poi finalmente a godersi la compagnia di figli e nipoti.

 

sergio mattarella al plenum del csm

Concertare con i partiti una durata diversa dai canonici sette anni sarebbe, quello sì, uno strappo intollerabile della Costituzione. Nemmeno Giorgio Napolitano, che per ragioni anagrafiche si sapeva poco propenso a concludere il secondo mandato, accettò di dichiarare in anticipo il come e il quando se ne sarebbe andato. Né si sarebbe lasciato strattonare.

 

Ma c'è da chiedersi se questa condizione - che inevitabilmente Mattarella dovrebbe porre - verrebbe accettata dai segretari dei partiti, sempre ammesso che tutti insieme si presentino a chiedergli il sacrificio di trattenersi. E dovrebbero farlo stamane entro le 10 e un quarto oppure dopo le 11, perché nel mezzo è previsto che le più alte cariche dello Stato si presentino al Quirinale per il giuramento del nuovo giudice costituzionale, Filippo Patroni Griffi.

SERGIO MATTARELLA A PALERMO

 

Nella stessa sala, insieme con Mattarella, si ritroveranno altre figure di cui si è molto parlato come possibili candidati al Colle, a cominciare da Franco Frattini, neo-presidente del Consiglio di Stato, e da Giuliano Amato, che si appresta a diventare numero uno della Consulta: curiose coincidenze.

 

L'unica vera certezza, su cui scommettono quanti conoscono meglio il personaggio Mattarella, è che in caso di bis mai tratterebbe i partiti con la stessa sferzante severità con cui Napolitano si rivolse loro, nella celebre reprimenda di nove anni fa dopo aver accettato la richiesta di bis: anche perché di mortificazioni le forze politiche ne hanno già incassate abbastanza. Pure stavolta se lo meriterebbero, ma infierire sarebbe tempo perso.

sergio mattarella mario draghi quirinale by macondo sergio mattarella silvio berlusconi giuliano amato sabino cassese romano prodi gianni letta by macondo SERGIO MATTARELLA - ILLUSTRAZIONE DI Aurora Ferretti - The Skill

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