matteo salvini prigione carcere

''PER ARRIVARE LA LIBERTÀ SONO PRONTO ALLA PRIGIONE''. SALVINI DEVE ALLISCIARE GLI EMILIANI IN VISTA DEL VOTO E DUNQUE CITA GUARESCHI (IN PIEMONTE SI SAREBBE SPACCIATO PER SILVIO PELLICO), PER SPIEGARE PERCHÉ HA INTIMATO AI SUOI DI VOTARE A FAVORE DELL'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE: ''VOGLIO STRAPPARE LA MASCHERA A CHI NELLA MAGGIORANZA CONTINUA A SCAPPARE''. IN REALTA' HA PARLATO CON LA BONGIORNO CHE GLI HA GARANTITO LA VITTORIA IN GIUDIZIO: ''LA GREGORETTI? UNA SCELTA COLLEGIALE DEL GOVERNO''

 

  1. GREGORETTI: SALVINI, PER LIBERTÀ PRONTO A PRIGIONE 

matteo salvini a parma con lucia borgonzoni 1

 (ANSA) - "Guareschi diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti, sono pronto". Lo ha detto Matteo Salvini, a margine di un'iniziativa elettorale della Lega a Comacchio, rispondendo a una domanda sul caso Gregoretti e sul voto previsto per il pomeriggio della Giunta per l'immunità del Senato.

 

  1. CRAXI:SALVINI,NOI NATI CONTRO MALAFFARE.GIUDIZI LI DÀ STORIA

 (ANSA) - "Noi siamo nati per combattere un certo tipo di malaffare. Poi certi giudizi li dà la storia. Io non ero ad Hammamet ma sull'Appennino romagnolo. Mi sembra chiara la scelta". Così il leader della Lega Matteo Salvini, arrivando a Comacchio per un incontro elettorale, ha risposto a una domanda sulle commemorazioni per Bettino Craxi ieri in Tunisia

 

 

salvini giorgetti

  1. BONGIORNO: SALVINI HA AGITO IN MODO COLLEGIALE, IL PRESUNTO SEQUESTRO DI PERSONA È AVVENUTO SOTTO GLI OCCHI DEL MONDO E CERTAMENTE DEL GOVERNO''

Dall'articolo di Marco Cremonesi per il ''Corriere della Sera''

 

Giulia Bongiorno: «Hanno deciso di processare Salvini senza nemmeno prendersi la briga di legge le carte. Pretendono di decidere il quando, chiedendo di votare dopo le elezioni. In più, i 5 Stelle fingono di ignorare che quella per la Gregoretti era un’iniziativa collegiale nel perimetro dell’indirizzo politico del governo e vogliono che Salvini sia processato da solo, anche se il presunto sequestro di persona è avvenuto sotto gli occhi del mondo e certamente del governo»

 

 

  1. MATTEO SPIAZZA I SUOI

Emilio Pucci per “il Messaggero”

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

«Non hanno il coraggio di votarmi contro e allora lo faccio io. Basta con questi giochetti, rinuncio all'immunità e vado a processo». Il cambio di linea Salvini lo ha maturato ieri mattina, invitando i suoi a votare sì alla richiesta di autorizzazione a procedere e spiegando di voler «strappare la maschera a quelli della maggioranza che continuano a scappare», a sottrarsi alla battaglia.

 

Ecco la nuova sfida del segretario della Lega. E si tratta di una riedizione dello scontro andato in scena in estate con Conte, quando l'ex ministro dell'Interno chiese al premier di dimettersi, per fare lui poi un passo indietro. Con l'ok all'autorizzazione al processo per aver bloccato nel luglio 2019 oltre 130 migranti sulla Gregoretti il Capitano infatti chiama in causa pure il presidente del Consiglio e l'allora vicepremier Di Maio.

 

«E li avrei sequestrati da soli? Ci sono precise responsabilità politiche ed amministrative. Tutti sapevano», continua a dire Salvini. Coinvolgendo così l'intero governo, il capitano della nave della Guardia Costiera, perfino i vertici della Difesa. «Ora questo il refrain comincia un'altra frase. E Conte e Di Maio dovranno metterci la faccia, dimostrino le loro accuse». La convinzione è che mettendo sul banco degli imputati un ministro dell'Interno si apre «un precedente pericoloso», ogni componente dell'esecutivo dovrà rispondere per il proprio operato, «è un suicidio per lo Stato, un'assurdità enorme».

giulia bongiorno matteo salvini

 

PROPAGANDA

Conte e Di Maio ritengono che Salvini faccia solo propaganda, che abbia messo su un po' di cinema solo per cercare di conquistare qualche voto in più. In ogni caso l'invito rivolto da Salvini ai suoi è comunque una operazione politica e mediatica. I numeri in Aula per salvarlo non ci sarebbero stati e allora tanto meglio evitare «tentennamenti vergognosi» e potersi servire di un'arma nell'ultima settimana di campagna elettorale in Emilia. E' una mossa che ha spiazzato gli stessi leghisti, anche rischiosa.

 

Nessuno era a conoscenza delle intenzioni del segretario, diversi sono rimasti sorpresi, qualcuno perfino un po' irritato. «Su queste cose non bisognerebbe scherzare, si rischia di mandare un messaggio sbagliato», dice chiaro e tondo un big' del partito di via Bellerio. I cinque senatori del Carroccio presenti in Giunta seguiranno compatti l'ordine del Capitano, ma gli esponenti di Fdi e di FI (in tutto cinque) non modificheranno la propria posizione.

matteo salvini a parma con lucia borgonzoni

 

«Noi siamo garantisti e continueremo ad esserlo», è il coro unanime di azzurri e di FdI. Ma l'esito della partita che si giocherà oggi alle 17 appare scontato. Anche se si registrasse un pareggio la relazione di Gasparri, a norma di regolamento, verrebbe bocciata. Il presidente dell'organismo non aggiungerà altro, ribadirà il suo punto di vista, garantirà tempi l'obiettivo è arrivare a un voto anche se la riunione dovesse prolungarsi fino a tarda sera e procedure. «Gli altri faranno quel che riterranno di fare», spiega il senatore forzista.

 

L'INTERROGATIVO

Ora l'unico interrogativo è legato al comportamento della maggioranza. Alle 15,30 ci sarà un vertice dei capigruppo, poi si vedranno i componenti della giunta. Il Pd proporrà di non partecipare ai lavori, le altre forze politiche che sostengono Conte non hanno avuto nulla da eccepire finora anche se M5S non ha ancora sciolto la riserva.

 

Tra i pentastellati infatti c'è chi vorrebbe essere presente (fonti parlamentari fanno per esempio il nome di Giarrusso) e pure i renziani preferiscono valutare il da farsi. Dovrebbe comunque prevalere la linea di lasciare il centrodestra in totale solitudine, con la convinzione che Salvini ha compiuto un nuovo harakiri. Tanto il parere della Giunta non è vincolante, la vera guerra si terrà in Aula a febbraio. «Ma intanto io tolgo qualsiasi alibi, giochino a carte scoperte senza furbizie e ipocrisie», il ragionamento di Salvini.

 

MARIO MICHELE GIARRUSSO

E' chiaro che con la contromossa di ieri i fari sono tornati ad essere puntati sull'ex ministro. Ai piani alti del Senato c'è il convincimento che con il passo avanti del Capitano cambieranno le carte sul tavolo. La maggioranza in ogni caso non ha dimenticato quello che viene ancora ritenuto un vulnus istituzionale, ovvero la decisione della Casellati di permettere oggi il voto in Giunta. Tuttavia Pd, Iv, M5s e gruppo misto, pur condannando l'operato della seconda carica dello Stato, sposteranno il tiro dal presidente del Senato a Salvini. Dunque niente denuncia, anche se non si esclude un documento politico di censura nei prossimi giorni.

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?