creazzo lotti

''CREAZZO VA TOLTO DAI COGL***'': I TRANQUILLI DOPOCENA TRA LOTTI E I CONSIGLIERI DEL CSM, IN CUI PARLAVANO DEL PROCURATORE CAPO DI FIRENZE, QUELLO CHE INDAGA SUI GENITORI DI RENZI. IL CUORE DELLA DISCUSSIONE COMUNQUE RESTA LA NOMINA DEL PROCURATORE DI ROMA, DOVE LOTTI È IMPUTATO, CHE VEDRÀ VINCERE AL PRIMO VOTO MARCELLO VIOLA, SOSTENUTO ANCHE DAI MEMBRI LAICI ESPRESSI DA M5S E LEGA

Antonella Mascali e Antonio Massari per il “Fatto quotidiano

 

Per Luca Lotti erano i "ragazzi". Invece erano magistrati in forza alla procura di Roma e consiglieri del Csm. Avrebbero dovuto evitare di discutere con il parlamentare Pd, per di più imputato proprio nella Capitale, delle future nomine.

Ma ne parlavano eccome. Il gruppo si preoccupava non solo dei vertici di Roma, ma anche di quelli di Torino.

 

GIUSEPPE CREAZZO

"Però a Torino chi ci va? Scusate se faccio questa domanda", dice Lotti a quelli che più volte interpella come "ragazzi". Gli risponde il pm Luca Palamara: "Torino secondo me ormai è aperta". "Non so - continua l' ex sottosegretario allo Sport - però per me è un pizzico legata alla difesa d' ufficio che devono fare loro due di una situazione fiorentina che sinceramente ve lo dico con franchezza è imbarazzante". "Cioè - interviene l' ormai ex consigliere del Csm Luigi Spina - l' unico che se ne va (incomprensibile) e noi te lo dobbiamo togliere dai coglioni il prima possibile omissis)".

 

A giudicare dalla conversazione il magistrato che bisogna "togliere dai coglioni" sembra proprio l' attuale procuratore capo di Firenze. "Ma non ha fatto domanda per Torino Creazzo", interviene un terzo interlocutore. "No, no", risponde Lotti. E Palamara: "Non perché lui se lo mandi a Reggio, liberi Firenze". Lotti replica ancora: "Se quello di Reggio va a Torino è evidente che quel posto è libero e quando lui capisce che non c' è posto per Roma fa domanda non lo sposta nessuno ammesso che non ci sia come voi mi insegnate". "Un altro motivo", interviene il terzo uomo. " A norma di regolamento un altro motivo", conclude Lotti.

luca palamara

 

Il punto è che su Creazzo c' è un esposto che la procura di Genova ha fatto confluire in un fascicolo (nel quale non risulta essere indagato, ndr) e che agli intercettati non pare per nulla pretestuoso. È Palamara che, riferendosi all' esposto presentato da un collega fiorentino di Creazzo, dice: " che ha raccolto tutte queste cose in un dossier, tutte le cose che non andavano su questa inchiesta e su Creazzo e ha fatto l' esposto quindi non è proprio una cazzata". L' esposto su Creazzo riguarda un' inchiesta fiorentina sulle nomine nell' università di Medicina.

 

 

Corrado Cartoni

Oltre Creazzo, il consesso commenta anche i comportamenti del vice presidente del Csm David Ermini. Dice il consigliere del Csm Corrado Cartoni: "Ho problemi anche al disciplinare, ho problemi con Ermini". Gli risponde Palamara: " e appunto fammi capi' questo".

 

Interviene Lotti: " Eh ragazzi, vanno affrontate queste cose". "Digli qualcosa, si deve sveglia'", dice Cartoni.

Ferri aggiunge: "Lo mette sempre in minoranza raccontagli". "Corra' - dice Lotti - te che non c' eri all' inizio ma Ermini non è che però qualche messaggio gli va dato forte". I quattro raccontano un ulteriore episodio che però negli atti viene omissato. "Sentito che è successo oggi?", dice Cartoni. "Sì, diglielo dai" interviene Ferri. E dopo aver raccontato l' episodio Lotti commenta: "Questo non va bene però". Trovando l' accordo di Palamara: "Non va bene no".

 

E Lotti: "Mica me lo avete detto questo".

GIANLUIGI MORLINI

Il cuore della discussione comunque resta la nomina del procuratore di Roma, che vedrà vincere al primo voto il procuratore generale di Firenze Marcello Viola. Il consigliere del Csm Gianluigi Morlini, è scritto nelle carte, indica "citando il nome di un componente del Csm, Alessio Lanzi, che il risultato di questa conta portava a un ipotizzabile consenso di 13 membri". Ferri chiede: "Ma Lanzi tiene?". Interviene Palamara: "Ma Lanzi non lo vedo manco se Lanzi vota Viola". E Lotti: "Si vira su Viola, sì ragazzi".

 

Poi si passa ai futuri procuratori aggiunti di Roma. "Semmai si fa prima il procuratore", dice Ferri. "Però - risponde Lotti - entro l' estate gli aggiunti li chiudete?". E Spina: "No, prima". "La fine di maggio", precisa Palamara, "una volta che fai il procuratore".

Un altro dei presenti dice: "Poi è tutto a scendere, fatto quello è tutto a scendere". Nell' atto di incolpazione contro Morlini si sottolinea che lo stesso Palamara era "tra gli aspiranti alla funzione di procuratore aggiunto di Roma" e i "consiglieri presenti a tale conversazione" attuavano secondo l' accusa "un indebito comportamento scorretto".

 

marcello viola procuratore generale firenze 2

E sempre sulla nomina di Viola al vertice della procura di Roma Morlini dice: " ci sono in commissione quattro intenzioni di voto a favore di Viola, un' intenzione di voto a favore di Lo Voi, un' intenzione di voto a favore di Creazzo () fatta da me () si dice riflettiamoci un attimo perché sarebbe opportuno non avere un frazionamento a tre, quattro giorni per arrivare al lunedì successivo. Noi contattiamo Creazzo e gli diciamo: 'Peppe guarda che qui noi ti possiamo votare, ci sono cinque voti nostri e magari un laico, ma tu qua perdi, che si fa?'". Su Viola invece immaginano di migliorare il profilo della candidatura: "Se avessi un rapporto di fiducia con (omissis) io potrei dire: fai in modo che il profilo di Viola sia bello", dice Morlini.

Ultimi Dagoreport

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...