giuseppe conte de rita

''DATECI PACE!'' - IL GRIDO DI GIUSEPPE DE RITA: ''SIAMO A TRE DPCM IN 12 GIORNI (CON UN QUARTO IN ARRIVO) E ORDINANZE REGIONALI CHE VANNO PER CONTO LORO. L'INCERTEZZA NEL PAESE OGGI È TROPPA. LE STRADE SONO DUE. LA PRIMA È UN LOCKDOWN TOTALE, MA SAREBBE INEVITABILMENTE DIVERSO DALLA PRIMA VOLTA, LA SECONDA INVECE CONSISTE NEL FARE UN DISCORSO PIÙ ARTICOLATO, ANCHE A LIVELLO TERRITORIALE, CHE DIA SICUREZZA. MA QUESTO È PIÙ DIFFICILE, PERCHÉ COMPORTA DEI CAMBIAMENTI RADICALI NEL MODO DI FARE''

Francesco Malfetano per “il Messaggero

 

«Datece pace! Io glielo dico alla romana ma è l' unica cosa che ormai traspare dagli occhi di tutti gli italiani - che poi con la mascherina sono la sola cosa che si riesce a vedere - Non se ne può più di questa incertezza costante che, va detto, non è solo dovuta alla Pandemia ma soprattutto al modo di gestirla giocando con la comunicazione». Da almeno quarant' anni Giuseppe De Rita osserva il Paese.

 

Non c' è da stupirsi quindi se gli italiani li conosce a menadito e sa leggerne emozioni e trasformazioni. Da sociologo e animatore del Censis ha fatto del frantumare il divario tra società, economia ed istituzioni il suo mestiere.

«Ora però - ammette al telefono tra un colpo di tosse che, rassicura, è solo influenza stagionale - mi sento confuso anch' io».

 

giuseppe de rita 4

Professor De Rita. Siamo a tre Dpcm in 12 giorni (con un quarto in arrivo) e ordinanze regionali che vanno per conto loro. Quanto incide questo sugli italiani?

«Moltissimo. Oggi preferiremmo andare in letargo, come fanno gli animali in questa stagione, per risvegliarci in primavera e sperare sia andato tutto per il meglio. L' incertezza nel Paese oggi è troppa tra le manifestazioni di devianza a cui assistiamo fino dalle paure per la dimensione economica più quotidiana di baristi, albergatori e gestori di palestre. Il governo poi la aumenta quando avrebbe modo di non farlo».

 

Dice? E in che modo potrebbe?

«La pace del dateci pace che le dicevo prima può legarsi al raggiungimento di almeno due punti. La prima è un lockdown totale, ma sarebbe inevitabilmente diverso dalla prima volta, la seconda invece consiste nel fare un discorso più articolato, anche a livello territoriale, che dia sicurezza. Ma questo è più difficile, perché comporta dei cambiamenti radicali nel modo di fare».

 

Del tipo?

«C' è un problema ormai vecchio, che risale a marzo, ed è l' assenza di informazione da parte di chi dovrebbe far chiarezza. Alimentano un flusso quotidiano di conferenze stampa tra i dati della Protezione civile e le dichiarazioni di virologi, medici e politici.

Senza però mai affrontare direttamente i problemi».

 

Per cui, al di là delle decisioni prese, sugli italiani incide il modo di comunicarle.

«Assolutamente. Oggi invece di informare si comunica e la comunicazione, per sua stessa natura, crea emozioni - paura talvolta - ma non razionalità. E come se non bastasse la comunicazione si è andata slabbrando già durante il primo lockdown. È diventata talmente a 360 gradi che non informa più nulla. E le dico che questo lo si vede dalle piccole cose».

 

Cioè? Me lo fa un esempio?

GIUSEPPE CONTE – CONFERENZA DECRETO RISTORI

«Guardando la partita della Lazio di oggi (ieri ndr). Quando vedi che nello spazio di due ore Immobile può andare in campo o restare fuori perché il tampone era positivo ma poi è leggermente negativo, cosa ci stanno dicendo? Che i tamponi non valgono più? Con questo modo di fare hanno ammazzato la capacità dei singoli di essere informati. E questo vale per me come per gli altri cittadini. Sempre confusi a chiedersi dove stiamo andando? Teniamo i vecchi in casa oppure li isoliamo? Non si sa. Io da 88enne non sono informato su cosa devo fare di me. Se devo morire, se posso andare a messa o a vedere i miei nipoti. La comunicazione disordinata, come i Dpcm, sono stati il vero problema».

 

Professore prima parlava di livello territoriale delle misure. Cosa intendeva?

«E un problema che io da vecchio localista avevo già individuato a marzo, parlando di un approccio articolato sul territorio. Che la situazione di Bergamo fosse diversa da quella di Matera era evidente, e lo è ancora. Rispolverando un mio slogan di alcuni rapporti Censis, l' Italia è un arcipelago e come tale va trattato. Se nel comitato tecnico scientifico ci fossero non solo epidemiologi ma anche sociologi ed esperti della struttura del Paese come Aldo Bonomi o Enzo Rullani non saremmo arrivati al lockdown. Peccato che invece nessuno si prenda la responsabilità e noi cittadini tra governo, regioni e comuni aspettiamo».

 

Si. Ma cosa? Un altro lockdown nazionale. Cosa comporterebbe per i cittadini a livello sociologico stavolta?

«Quello di marzo è stato una furbata subita dai cittadini con rigore ma oggi sarebbe diverso. Il dateci pace che dicevo prima non va letto come un chiudiamo tutto' perché ora le aziende rischiano di morire. E anche di parlare di bonus crea incertezza. L' intervento economico post-pandemia, da maggio in poi, gestito attraverso i bonus, ha reso tutto indifferenziato. Ma non può fare di tutta l' erba un fascio perché si crea incertezza».

 

E le proteste invece? Sono un' altra causa o una risposta all' incertezza? Come si conciliano con quella pace di cui parla?

Giuseppe De Rita

«Le proteste aiutano il letargo. Immagini tutte le persone che vedono queste truppe, perché è quello che sono, che fanno casino. Non è che tutti si mettono ad interpretare a livello socio-politico, c' è gente che è stanca e si affaccia dalla finestra e dice basta e il letargo si avvicina. Ma stare fermi è l' unica cosa che non possiamo permetterci perché siamo fragili, economicamente e sociologicamente.

Ultimi Dagoreport

macron netanyahu trump

DAGOREPORT - MACRON SARÀ UN GALLETTO BORIOSO, MA SA COME CONDURRE AL SUCCESSO UN VERTICE INTERNAZIONALE, TRA I PIU' DIFFICILI E CRUCIALI - AL G7 DI EVIAN, IL PRIMO TROFEO E' STATA LA PRESENZA DI TRUMP (È BASTATO TRATTARLO COME UN “RE SOLE”) - MA IL PIU' GRANDE RISULTATO RAGGIUNTO È STATA L'APPOGGIO DI TRUMP SULLA QUESTIONE UCRAINA CHE IL TYCOON VUOLE CHIUDERE PRIMA DELLE MIDTERM DI NOVEMBRE, DOVE RISCHIA DI PERDERE CAMERA E SENATO - IL TRUMPONE E' CONVINTO CHE, INCORONANDOSI NOBEL PER LA PACE PER LA FINE DELLA GUERRA IN IRAN E DEL CONFLITTO RUSSO-UCRAINO, RICONQUISTERA' IL CONSENSO PERDUTO – L’ENORME NON DETTO È CHE IL MERITO DELLA “SVOLTA” TRA USA E TEHERAN NON È SUO MA, VIA PAKISTAN, DELLA CINA (CHE LO STESSO TRUMP HA RINGRAZIATO: “XI JINPING È STATO UN VERO GENTILUOMO”) - MENTRE PUTIN NON VEDE L'ORA DI FINIRE LA GUERRA, TRUMP TEME LE MATTANE MISSILISTICHE DI NETANYAHU: L'UNICA VIA PER DISINNESCARLO E' LA SUA SCONFITTA ALLE ELEZIONI DI OTTOBRE...

claudia conte dove nascono i silenzi

FLASH – “DOVE NASCONO I SILENZI”. È IL TITOLO DEL NUOVO LIBRO DI CLAUDIA CONTE. L’EX AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI POTREBBE COMINCIARE RACCONTANDOCI DOVE (E PERCHÉ) NASCE IL SUO, DI SILENZIO: DOPO AVER RIVELATO AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO, PROMETTENDO DI RACCONTARE “TUTTO” SULLA STORIA D’AMORE, SI È CHIUSA IN UN MUTISMO SELETTIVO. STRAPARLA DI TUTTO (DALLA POLITICA ALLE QUESTIONI INTERNAZIONALI, FINO AL FEMMINICIDIO), TRANNE DELL’UNICA COSA CHE LA RIGUARDA A INTERESSARE IL PUBBLICO – LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME CON INTERVENTI DI FRANCESCO PIONATI (EX DIRETTORE DEI GR RAI) E DEL MEDICO SERGIO TIBERTI, SI TERRÀ A ROMA, IN VIA SARDEGNA. INTERNO 2-3, PIANO 4: CHE È, UNA CASA? LONTANI I TEMPI IN CUI LA PREZZEMOLONA CIOCIARA PORTAVA LE SUE FATICHE LETTERARIE ALLA CAMERA…

donald trump giorgia meloni

FLASH – TE LA DO IO LA “PACE”! LASCIATE PERDERE LE CRONACHE MELLIFLUE DEI QUOTIDIANI ITALIANI: TRUMP NON HA AFFATTO PERDONATO GIORGIA MELONI. PER CAPIRLO, BASTA GUARDARE IL GRUGNO DEL “BOSS” DELLA CASA BIANCA MENTRE LA DUCETTA, CON OCCHI DA CERBIATTONA, PROVAVA A SMINARE LA MALIZIOSA DOMANDA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO, ANTONIO COSTA (“QUINDI SIETE TORNATI AMICI”?) – IL TYCOON DAL CIUFFO PLATINATO È RIMASTO FERMO NELLE SUE POSIZIONI: HA MESSO UN PIETRONE SOPRA LA SORA GIORGIA DAL 31 MARZO, QUANDO IL GOVERNO ITALIANO HA DETTO NO ALL’USO DELLA BASE DI SIGONELLA PER I BOMBARDAMENTI IN IRAN (SUCCESSE ANCHE CON CRAXI, E PER BETTINO NON FINÌ BENISSIMO)

zaia salvini striscione

DAGOREPORT! “GRAZIE MATTEO MA…ZAIA SEGRETARIO ORA”. DIETRO GLI STRISCIONI CONTRO SALVINI COMPARSI IN OTTO CITTÀ ITALIANE, CI SAREBBE LO ZAMPONE DI UNA RETE DI GIOVANI MILITANTI E DIRIGENTI TERRITORIALI DEL CARROCCIO. PECCATO CHE ABBIANO PUNTATO SU QUEL "CUOR DI MELONI" E CACADUBBI DI ZAIA – SECONDO QUANTO RISULTA A DAGOSPIA, CIRCA UN MESE FA, L’EX "DOGE" AVREBBE INCONTRATO IN VENETO IL GRUPPO DI RIBELLI DEL CARROCCIO - I PROMOTORI DELL’INIZIATIVA SI SAREBBERO MESSI A SUA DISPOSIZIONE PER SOSTENERNE L’ASCESA ALLA SEGRETERIA DELLA LEGA - ZAIA HA INCASSATO, SENZA FARE UN PLISSÈ, E NON HA DATO INDICAZIONI OPERATIVE O POLITICHE. COME DICEVA MANZONI: IL CORAGGIO, CHI NON CE L’HA, NON SE LO PUO’ DARE…

marina berlusconi giorgia meloni roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - LO "STABILICUM" VEDRÀ MAI LA LUCE? GIORGIA MELONI INIZIA AD AVERE PESANTI DUBBI SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE - L'INATTESA IMPENNATA DI "FUTURO NAZIONALE" NEL SONDAGGIO SWG-LA7 DELL'EX PARÀ (NEO PARA-GURU) CHE VELEGGIA AL 5%, ALLA PARI CON LA LEGA, RISCHIA DI RENDERE VANO IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL "MELONELLUM": SENZA I VOTI DI FUTURO NAZIONALE, L'ARMATA BRANCA-MELONI RISCHIA DI PERDERE. E IMBARCARLO NELLA COALIZIONE È MOLTO DIFFICILE - NEL CASO DI UN INGRESSO 'LAST MINUTE' DI VANNACCI NELLA COALIZIONE, A FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI NON RESTEREBBE ALTRO CHE ABBANDONARE AL SUO DESTINO MELONI E CAMERATI...

angelo bonelli palazzo sansevero napoli

FLASH - “ONOREVOLE, LE FACCIO VEDERE UNA COSA CHE LE RESTA NEL CUORE. SOLO PER LEI…” - SORPRESA E STUPORE ALLA CAPPELLA DI SANSEVERO A NAPOLI QUANDO UNO DEI DIPENDENTI DEL MUSEO, DEFERENTE ED ECCITATO, PROPONE AD ANGELO BONELLI & FAMILY UNA “VISITA PRIVATA” IN UN’AREA DI PALAZZO SANGRO DEI PRINCIPI DI SANSEVERO. PER LA PRECISIONE UN TOUR AL LABORATORIO ARTISTICO DEL MAESTRO ESPOSITO, LUOGO CHIUSO AL PUBBLICO PER I COMUNI MORTALI MA ACCESSIBILE, IN VIA PREFERENZIALE, PER IL “TRIBUNO DELLA PLEBE” DI AVS - DOPO AVER ACCETTATO ALCUNI DONI DALLO SHOP DEL MUSEO (ALCUNE AGENDINE E UN QUADERNINO PER LA FIGLIA), L’IMBARAZZATO BONELLI AVRÀ SDEGNOSAMENTE RIFIUTATO IL “PRIVILEGIO” PROPOSTO DALL’OSSEQUIOSO FUNZIONARIO DEL MUSEO? CERTO CHE NO! ACCOMPAGNATO DA UNA DELEGAZIONE DI DIECI PERSONE, TRA ADULTI E BAMBINI, HA ACCHIAPPATO AL VOLO LA PROFFERTA TRA LO STUPORE DEI PRESENTI…