''NON SI GOVERNA CONTRO IL NORD'' - IL GRAN CAPO DI BANCA INTESA CARLO MESSINA AVVISA I GIALLO-ROSE’: UN GRANDE ERRORE MANOVRARE PER PENALIZZARE LOMBARDIA E VENETO E TUTTE LE REGIONI GESTITE DAL CARROCCIO SOLO PERCHÉ È IL PARTITO DI MATTEO SALVINI E DUNQUE DI UN AVVERSARIO POLITICO - “NON SI PUÒ ACCELERARE LA CRESCITA ANDANDO IN CONTRASTO CON CHI È DETENTORE DELLA CRESCITA DEL PAESE. IL 35% DEL PIL VIENE DA LOMBARDIA E VENETO”

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Claudio Antonelli per ''la Verità''

 

carlo messina carlo messina

Va dato atto a Carlo Messina, consigliere delegato di banca Intesa, che negli ultimi anni non ha solo ampliato il perimetro del principale istituto italiano, ma ha aggiunto un quid personale a quella che già era la funzione di banca di sistema per antonomasia. Più d' una volta ha preso posizioni assertive nei confronti della politica, inviando messaggi diretti. E ponendo Intesa come un conglomerato con visioni macroeconomiche e di strategia. Basti ricordare la proposta di avviare un grande fondo immobiliare per fare patrimonio contro debito.

 

Uno schema che permetterebbe all' Italia di abbattere la massa debitoria di almeno 200 miliardi in poco più di un decennio.

CARLO MESSINA A DAVOS CARLO MESSINA A DAVOS

Stavolta, però, Messina si è spinto oltre e ha parlato per conto del Nord Italia spiegando al governo giallorosso e ai suoi supporter esterni come Matteo Renzi che se vogliono promuovere la crescita devono fare scelte inclusive. Governare a favore di qualcosa e non contro qualcosa o peggio ancora contro qualcuno. Guai ai giallorossi se penalizzano il Nord, la Lombardia, il Veneto e chi le amministra.

carlo messina carlo messina

 

«Non ci può e non ci deve essere contrapposizione tra questo governo e le regioni del Nord. Immaginare di governare contro la Lombardia e il Veneto dove governa, secondo me molto bene, la Lega è un elemento che deve essere tenuto in grande considerazione», ha detto in occasione di un convegno sul mondo delle assicurazioni. «È indispensabile», ha proseguito Messina trovare un meccanismo e trovare dei temi comuni rispetto alle Regioni del Nord, perché uno dei grandi problemi che abbiamo in questo Paese è lo sbilanciamento tra Nord e Sud. Non puoi non usare il Nord come motore di sviluppo di tutto il Paese». In pratica, il messaggio diretto al Pd, ai 5 stelle e alla formazione renziana è più che mai schietto: un grande errore manovrare per penalizzare Lombardia e Veneto e tutte le Regioni gestite dal Carroccio solo perché è il partito di Matteo Salvini e dunque di un avversario politico. «Indispensabile avere come priorità l' accelerazione della crescita non si può accelerare la crescita andando in contrasto con chi è detentore della crescita del Paese. Il 35% del Pil viene da Lombardia e Veneto.

Salvini on the beach Salvini on the beach

 

Se si aggiunge il Piemonte si arriva oltre il 40% e se mettete anche l' Emilia Romagna fate un altro 10%. Più del 50% del Pil è nel Nord Italia», ha specificato. Quasi mai capita di sentire un manager esporsi così tanto. Dobbiamo dunque pensare che sappia qualcosa che molti non sanno sulle opportunità del centrodestra nei prossimi mesi. Di solito banchieri o finanzieri criticano ministri o premier solo dopo che si sono dimessi, mai quando sono in carica. Aggiungere poi che Lombardia e Veneto sono ben governate, rende il discorso di Messina esplosivo.

 

giuseppe conte luigi di maio giuseppe conte luigi di maio

Non vogliamo parlare di endorsement, perché sarebbe scorretto, ma non possiamo non sottolineare che le politiche fiscali e d' investimento del centrodestra (rappresentato da chi guida le due Regioni in questione) sono opposte a quelle che l' accozzaglia di sinistra sta già sventolando dalle finestre di Palazzo Chigi.

 

Messina ha però tenuto a precisare dopo l' esternazione pro Lega che l' abbassamento drastico dello spread è una manna per l' Italia. «La riduzione dei tassi d' interesse e degli interessi passivi che inerzialmente si determinerà porta un grosso beneficio a chi governerà il Paese nei prossimi mesi».

carlo messina giovanni bazoli carlo messina giovanni bazoli

 

Il banchiere ha ricordato poi di essere «sempre stato uno dei pochi che ha detto che lo spread in Italia nei fondamentali dovrebbe essere tra 100 e 150 punti, cosa che si è verificata nel momento in cui è venuta meno negli investitori internazionali la paura che ci potesse essere un' uscita dall' euro», ha concluso. Come dire, il futuro è dentro l' Ue e l' euro. Meglio se la Lega smette di esporre Pontida i soliti striscioni contro la moneta unica. Una bella missiva diretta a Salvini che sembra invitato a farsi circondare più spesso da Giancarlo Giorgetti e Luca Zaia. La Lega che piace di più alla finanza.

 

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