matteo salvini luca palamara

''È NORMALE CHE DEI MAGISTRATI DIANO DELLA M… AL MINISTRO DELL'INTERNO NELLE LORO CHAT PRIVATE?'' - SALVINI LEGGE LE INTERCETTAZIONI SULLA CHAT DI PALAMARA E CHIAMA MATTARELLA: ''IL DOTTOR PALAMARA, PUR RICONOSCENDO LE RAGIONI DELLA MIA AZIONE POLITICA, INDIVIDUAVA NELLA MIA PERSONA UN OBIETTIVO DA ATTACCARE A PRESCINDERE. COME ALTRI MAGISTRATI''. SE VERRÒ CONDANNATO, MANDA A DIRE SALVINI, NON SARÀ PER AVER SEQUESTRATO I MIGRANTI A BORDO DELLE NAVI, MA PERCHÉ QUALCUNO VUOLE IMPEDIRE A COLPI DI SENTENZE CHE IL CENTRODESTRA POSSA VINCERE LE PROSSIME ELEZIONI

 

1. COSA C'È NELL'ARTICOLO DE ''LA VERITÀ''

Da www.agi.it

 

"Mi domando se è normale che due magistrati diano della m... al ministro dell'Interno e che ritengano che vada attaccato anche se sugli sbarchi ha ragione. Mi sembra che possa funzionare così in Cina, in Venezuela, in Corea del Nord non in una democrazia libera come quella italiana", ha poi commentato Salvini, a Tg2 Post.

 

 

MATTEO SALVINI SMARTPHONE

2. LE CHAT DELLE TOGHE SU SALVINI: «ANCHE SE HA RAGIONE LUI ADESSO DOBBIAMO ATTACCARLO»

Simone Di Meo per “la Verità

 

«Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando. Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell' Interno interviene perché questo non avvenga. E non capisco cosa c' entri la Procura di Agrigento.

Questo dal punto di vista tecnico al di là del lato politico.

Tienilo per te ma sbaglio?».

 

Confidando nella segretezza di Whatsapp così ragionava non un ultrà leghista, ma il capo della Procura di Viterbo, Paolo Auriemma. A rispondergli Luca Palamara, oggi indagato a Perugia per corruzione: «No hai ragione... Ma ora bisogna attaccarlo». Le loro - e tante altre - chat sono agli atti dell' inchiesta umbra che ha terremotato il Csm. Auriemma (non indagato) dissente però dalla pugnace proposta del boss di Unicost, siamo nell' agosto 2018, e replica a sua volta: «Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui...E tutti pensano che ha fatto benissimo a bloccare i migranti che avrebbero dovuto portare di nuovo da dove erano partiti...».

 

Auriemma teme che la difesa dell' immigrazione a opera della magistratura possa prosciugarne l'«appoggio sociale». E anche su Matteo Salvini, finito nel mirino dei pm siciliani, è tranchant: «Indagato per non aver permesso l' ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili. Indifendibili».

 

Salvini e Mattarella

Lo sbarco della nave Diciotti è al centro pure dello scambio di battute con Renato Panvino, all' epoca capocentro della Direzione investigativa antimafia di Catania, citato nelle carte dell' inchiesta perugina (non indagato) per l' acquisto di un anello da regalare a un' amica di Palamara. Lui e il pm discutono della competenza delle Procure di Agrigento e Catania, e Palamara confessa che «è una cosa complessa...Sarà comunque un casino». Al che Panvino chiosa: «Io credo che rafforzano Salvini così», incassando analogo convincimento dal suo interlocutore: «Lo temo anche io».

 

Palamara, che per anni è stato idolatrato dai magistrati di sinistra per le sue pose progressiste (ma oggi ci risulta che la sua delusione per come è stato scaricato dai vecchi compagni di ventura sia forte e il pentimento altrettanto pungente) nelle chat non nascondeva il suo disagio in presenza del leader del Carroccio e in più occasioni ha evitato di incrociarlo. Ne parla sia con l' ex presidente dell' Anm, Francesco Minisci («C' è anche quella merda di Salvini, ma mi sono nascosto») sia con il consigliere del Csm, Nicola Clivio («Cazzo ho Salvini davanti»). (…)

Mattarella con Palamara

 

 

3. SALVINI TEME I GIUDICI E CHIAMA MATTARELLA

Ugo Magri per “la Stampa

 

Matteo Salvini sente il cerchio stringersi. Teme l' offensiva contro la Lega in Lombardia, ma soprattutto avverte un brutto clima giudiziario sulle vicende che lo riguardano personalmente. Il 4 luglio dovrà presentarsi a Catania per il caso Gregoretti e, se il Senato darà il via libera, l' ex ministro dell' Interno verrà chiamato a rispondere pure per la Open Arms.

palamara

 

Coglie una certa fretta di giudicarlo, né si attende dai giudici un trattamento di favore, semmai sospetta che qualcuno voglia approfittarne per farlo politicamente fuori a colpi di condanne. Ieri mattina ha trovato su «La Verità» una conferma dei suoi incubi: le intercettazioni di alcune chat in cui l' ex grande manovratore dell' Anm, Luca Palamara, parlava mesi addietro del «Capitano» e di come andasse fermato. Raccontano alla Lega: «Matteo ci è rimasto malissimo, perché un conto è immaginare certe manovre, altra cosa trovarsele nero su bianco».

 

In realtà, era proprio l' occasione che Salvini andava cercando per tentare di rompere l' assedio. Ha alzato il telefono e ha protestato direttamente con il capo dello Stato, nella sua veste di presidente del Csm. Non è la prima volta che Salvini si rivolge al Quirinale, anzi ormai è diventata quasi una consuetudine. Due mesi fa, ad esempio, aveva chiamato il Colle per denunciare l' atteggiamento di chiusura del premier. Stavolta ha manifestato a Sergio Mattarella viva preoccupazione sullo stato dell' economia italiana.

 

Gli ha espresso amarezza per gli attacchi contro la gestione della sanità lombarda. E poi è arrivato al dunque: quelle chat di Palamara sono inaccettabili, prefigurano un atteggiamento persecutorio. L' ha messo nero su bianco pure in una lettera preannunciata a Mattarella durante il colloquio e che, tempo pochi minuti, il Quirinale si è ritrovato sulle agenzie di stampa. Il linguaggio non è quello solito di Salvini, colorito e diretto, ma un filo avvocatesco: «Le frasi di Palamara palesano, invero, una strategia diffusa di un' offensiva nei miei riguardi da parte della magistratura».

salvini diciotti 5

 

Nelle chat, scrive Salvini a Mattarella, «si concorda su come attaccare la mia persona per la politica sull' immigrazione le intercettazioni documentano come l' astio nei miei riguardi travalichi una semplice antipatia».

 

Non si hanno notizie della risposta di Mattarella. Il Quirinale, particolarmente asciutto anche rispetto ai suoi soliti standard, si limita a confermare: la telefonata c' è stata e stop. Il poco che filtra, proviene da fonti molto vicine al leader della Lega.

 

Ma sembra certo che il presidente abbia ascoltato con attenzione Salvini senza promettere nulla, anche perché (argomentano dalle sue parti) Mattarella non avrebbe strumenti per intervenire sul contenuto di una chat privata tra magistrati, priva a quanto pare di risvolti penali o anche solo disciplinari. Né Salvini si aspetta dal presidente iniziative particolari: la sua telefonata al Colle è stato un modo per accendere i riflettori su di sé e, in vista dei processi, vestire i panni del perseguitato politico.

 

francesco minisci anm

Se verrò condannato, manda a dire Salvini, non sarà per aver sequestrato i migranti a bordo delle navi, ma perché qualcuno vuole impedire a colpi di sentenze che il centrodestra possa vincere le prossime elezioni. Una tattica di cui un tal Berlusconi era maestro.

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