''IL RAZZISMO NON STA PEGGIORANDO, È CHE ORA CI SONO I VIDEO'' (WILL SMITH) - IL MOVIMENTO ''BLACK LIVES MATTER'' NASCE NEL 2014, QUANDO C'ERA OBAMA ALLA CASA BIANCA, IL SEGNALE CHE IL PRIMO PRESIDENTE NERO NON HA CAMBIATO LE RELAZIONI RAZZIALI NEL PAESE, CHE RESTANO TESISSIME - LO SCRITTORE PERCIVAL EVERETT: ''I POLIZIOTTI SONO ABITUATI A FARLA FRANCA QUANDO MALTRATTANO GLI AFROAMERICANI SENZA MOTIVO. LA GENTE CHIEDE GIUSTIZIA CON TANTA VIOLENZA PERCHÉ SANNO CHE NON LA OTTERRANNO''

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WILL SMITH DISSE, NEL 2016: ''IL RAZZISMO NON STA PEGGIORANDO, è CHE ORA CI SONO I VIDEO'' - (RACISM ISN'T GETTING WORSE, IS GETTING FILMED)

 

 

 

EVERETT "NEANCHE CON OBAMA L'AMERICA HA CAMBIATO VOLTO"

Anna Lombardi per “la Repubblica

 

«Ne ho visti troppi di giovani uomini morire così. E ogni volta mi spezza il cuore, perché so che la loro morte sarà stata vana. George Floyd ha sofferto atrocemente e senza motivo.

percival everett percival everett

Sei anni prima era toccato a Eric Garnier, allo stesso modo. Non saranno gli ultimi. Purtroppo, fatti come quelli di Minneapolis, accadranno ancora». Al telefono dalla sua casa di Los Angeles, la voce dello scrittore Percival Everett, 64 anni, è stanca. È uno dei più stimati autori afroamericani, e ha affrontato il tema del razzismo in romanzi come "Io non sono Sidney Poitier".

 

Col suo ultimo lavoro, "Telephone", ha provato a dare uno scossone all' ineluttabilità delle cose, dando tre finali diversi al racconto (impossibile scegliere, la copertina è la stessa e i testi si somigliano tranne alcune cruciali parole). Ora però dice di non poterne davvero più: «Continua a succedere. Qui se sei nero sai che il prossimo potresti essere tu. Ne ho appena parlato con i miei figli. Abbiamo avuto una conversazione molto dura».

 

Che cosa vi siete detti?

«Henry e Miles hanno 12 e 14 anni. Cominciano a uscire da soli ed è ora che capiscano. "Non importa chi è tuo padre e quanto puoi essere educato" gli ho detto. "Se sei un ragazzo afroamericano troverai sempre chi ti considererà un pericolo". Gli ho spiegato che se un poliziotto li ferma devono fare tutto quello che chiede. Inginocchiarsi, sdraiarsi, lasciarsi umiliare. Mi creda, non è una bella cosa da dire ai tuoi figli. È stato straziante. Ma per un ragazzo afroamericano è importante capire di non dover dare mai a nessuno il pretesto di fargli del male».

percival everett percival everett

 

Nemmeno George Floyd si era opposto all' arresto...

«Le immagini sono terribili. Il problema è che alcuni poliziotti - non tutti, va detto - agiscono così perché sanno di essere impuniti. La fanno sempre franca. Le storie di afroamericani fermati senza una ragione e maltrattati sono quotidiane. Nessuno ci fa nemmeno più caso».

 

Minneapolis è in fiamme. Ci sono proteste anche a Los Angeles, a Memphis. Una risposta violenta alla violenza dove può portare?

 

«Non la approvo, ma la comprendo. Quei poliziotti sono stati licenziati ma non basta. Forse verranno arrestati, ma non basterà ancora. La gente chiede giustizia sapendo che sarà difficile ottenerla. Il processo ai poliziotti di Los Angeles autori del pestaggio di Rodney King nel 1992, che scatenò la rivolta, fu una farsa. Nella giuria non c' erano neri. Quegli agenti vennero scagionati. Succede ogni volta. Ecco perché la gente chiede giustizia con tanta furia. Sa che non l' avrà».

 

rogo alla stazione di polizia rogo alla stazione di polizia

All' epoca dei fatti di Ferguson che nel 2014 portarono alla nascita del movimento Black Lives Matter, c' era ancora Barack Obama. Con Donald Trump la situazione è cambiata?

 

«Certo. All' epoca le istituzioni almeno riconoscevano certi comportamenti come inaccettabili. Trump, ricordiamocelo, non volle condannare la marcia dei neonazisti a Charlottesville, tre estati fa, dove pure morì una ragazza. Ora chiede giustizia: ma coma fa, se lui è il primo a non riconoscere come sbagliati certi comp ortamenti? Il senso di impunità di certa gente, è pure colpa sua».

will smith will smith

 

Il razzismo sembra un male a cui non si trova cura perfino nel pieno di una pandemia. Penso a episodi "minori" come il caso della signora a Central Park, New York, che ha chiamato la polizia perché un afroamericano la aveva chiesto di tenere il cane al guinzaglio...

 

«L' America è cambiata e indietro è impossibile tornare. Ma l' immaginario dell'"uomo nero" costruito da letteratura e film è duro da abbattere. Il razzismo è diverso da una malattia perché non c' è bisogno che ci siano tanti "contagiati" per renderlo pericoloso. Basta un solo "malato". Un solo poliziotto violento. Una sola donna spaventata. E a finire nei guai, perfino a morire, è quasi sempre un innocente che voleva solo farsi i fatti suoi».

 

«Se quel ragazzo fosse stato bianco questo non sarebbe successo», ha detto il sindaco di Minneapolis...

«È così e lo sappiamo tutti. Per questo ho parlato ai miei figli. "C' è gente, lì fuori, che non guarda a chi siete realmente. Vede solo il colore della vostra pelle. Vede solo quel che vuole vedere", ho detto loro».

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