matteo salvini dell aria

''A SALVINI DIRÒ CHE INSEGNO AI RAGAZZI A…'' - PARLA LA PROFESSORESSA SOSPESA DA UN PROVVEDITORE ANSIOSO DI COMPIACERE IL GOVERNO, A CAUSA DEL VIDEO DEI SUOI ALUNNI CHE PARAGONAVA IL DECRETO SICUREZZA ALLE LEGGI RAZZIALI - MA IL SANTINO SETTIMANALE SCELTO DALLA SINISTRA PER TENERE ACCESO IL DIBATTITO SUL FASCISMO DILAGANTE CI TIENE A PRECISARE: ''SONO UNA MODERATA, VOGLIO SOLO TORNARE A INSEGNARE''

 

1. "A SALVINI DIRÒ CHE INSEGNO AI RAGAZZI A PENSARE SEMPRE CON LA LORO TESTA"

Tullio Filippone e Emanuele Lauria per ''la Repubblica''

 

È rimasta chiusa per ore nel suo appartamento della città moderna, mentre studenti e professori ne portavano a spasso l' immagine in due affollati cortei di solidarietà.

Rosa Maria Dell' Aria detta "Rosellina", 63 anni, la prof divenuta simbolo degli antisalviniani, anche nel giorno dell' improvvisa popolarità ha voluto tener fede a un carattere schivo e riservato che l' ha portata a vivere con "disagio", anzi "con sofferenza fisica" le polemiche seguite alla sua sospensione. Poi, a sera, il messaggio del ministro dell' Interno e un' ultima riflessione a cuore aperto.

 

Professoressa, Salvini ora vuole incontrarla.

«Sono sorpresa. Io non ho remore.Ma mi chiedo cosa voglia dirmi».

 

PROFESSORESSA DELL ARIA

Poniamola in modo diverso: lei cosa gli dirà?

«Poche cose: il mio dovere di insegnante è quello di formare buoni cittadini, consapevoli e capaci di pensare con la propria testa, di confrontarsi e accettare anche le opinioni altrui. Questo ho sempre fatto e continuerò a fare finché sarò in servizio».

 

Insomma, non si rimprovera nulla.

«Il metodo che ho applicato in 40 anni di insegnamento non lo trovo sbagliato. Ruota attorno allo sviluppo del pensiero critico.

Ciascuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, basta che siano frutto di elaborazione libera e non di pregiudizio».

Salvini, in realtà, dice che il paragone fra le leggi razziali e il decreto sicurezza, contenuto nel lavoro fatto dai suoi ragazzi, è una «forzatura sciocca e fuori dal tempo».

«Ognuno ha il suo punto di vista. Ma nulla vieta, credo, che in una discussione un gruppo di lavoro possa esprimere una visione critica del decreto sicurezza. Altri ragazzi, parlando in classe, hanno invece difeso la normativa. Il mio ruolo è far discutere tutti, non censurare».

 

Dica la verità: quanto c' è di suo in quel lavoro finito nel mirino?

«Il lavoro è dei ragazzi, ma si basa su fonti culturali autorevoli. Su romanzi, ad esempio, che ho proposto io, secondo una metodologia di tutti gli insegnanti: come il libro che ha vinto il premio Strega giovani, "Questa sera è già domani" di Lia Levi, o come "Il mare nero dell' indifferenza" di Civati e Segre. Non sono testi rivoluzionari».

Lei dice: non ho forzato le idee di nessuno.

«E ci mancherebbe. I ragazzi hanno esposto il loro pensiero e io sono intervenuta solo per sintetizzare i concetti e suggerire il lessico giusto».

 

PROFESSORESSA DELL ARIA

Quando ha visto scorrere le immagini assemblate dai suoi studenti, seduta in aula magna, non ha avuto la minima percezione che fossero in arrivo guai?

«No, in alcun momento. I problemi sono nati quando un estremista ha manipolato e travisato il senso di quelle slide e l' ha proposto sui social. Ma non si è inneggiato contro nessuno, non c' è stato un paragone fra Salvini e Hitler. Un incidente, diciamo così, figlio dei tempi»

 

È figlia dei tempi anche una sospensione per motivi apparentemente ideologici?

«Ah, questo non lo so. Certo, non mi era mai capitato in 40 anni, ho sempre lavorato in armonia con tutti i miei allievi, che fanno a gara in queste ore per chiamarmi e ringraziarmi per avere insegnato loro a pensare. Il provveditore, in questo caso, ha invece ritenuto opportuno darmi questa sanzione.

Quando ho avuto notificata la sospensione il dolore, senza iperboli, è stato immenso, fisico. Non mi stancherò di ripetere che in questa vicenda, da parte mia, non ci sono stati intenti politici né faziosità».

SALVINI AL TELEFONO

 

Un' ondata di dichiarazioni di sostegno da parte soprattutto del Pd. Ma lei è una donna di sinistra?

«Sono una donna libera, che ama i valori della Costituzione. Una moderata, se proprio lo vuole sapere.

Che non ama esporsi e vive con disagio queste ore di celebrità: ho ricevuto più sms e whatsapp oggi che nel resto della mia vita».

 

E ora cosa attende? Salvini?

«Attendo che giunga il 27 maggio, fine del periodo di sospensione, per tornare finalmente nella mia scuola. Mi creda, mai l' ho sentita così mia».

 

 

2. IL VIMINALE: LA PROF SOSPESA TORNI IN CLASSE

Cristiana Mangani per ''il Messaggero''

 

 

Il primo a volere gettare acqua sul fuoco è proprio il ministro dell' Interno Matteo Salvini. La sospensione dall' attività scolastica per 15 giorni della professoressa Rosa Maria Dell' Aria, accusata di non aver vigilato sull' attività dei suoi studenti che in alcune slide hanno paragonato il decreto sicurezza alle leggi razziali fasciste del 38, si rivela l' ennesima bomba politica: Lega e 5stelle, l' un contro l' altro armati, a pochi giorni dalle elezioni europee.

 

Qualcosa che non piace al leader del Carroccio, che cerca di stemperare gli animi e annuncia: «Giovedì prossimo sarò a Palermo a testimoniare la lotta alla mafia e per onorare la memoria del giudice Falcone e dei caduti della strage di Capaci. Sono sicuro, e ne sarei felice, che ci sarà anche modo di incontrare la professoressa Rosa Maria Dell' Aria, che mi auguro possa tornare quanto prima al suo lavoro a scuola, e gli studenti per spiegare cosa sto facendo per la sicurezza del mio Paese e la distanza abissale tra le mie idee e progetti e le leggi razziali del periodo fascista».

salvini decreto sicurezza

 

Una mossa che ha un principale obiettivo: chiudere la vicenda senza troppi strascichi. Se anche gli studenti dell' Istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo hanno più volte accostato la sua immagine a quella di Mussolini, in questo momento poco importa.

L' insegnante, dal canto suo, è pronta a raccogliere la palma della pace. Lei che di guerre non ne ha mai fatte, pacata e avvilita com' è per quanto è successo.

 

«Non ho alcuna remora a incontrare il ministro - dice - se può essere un' occasione di dialogo e di confronto, ben venga. Certamente sono disposta ad ascoltarlo assieme ai miei studenti». E chiarisce: «Non avevo visionato quella parte del power point (del video incriminato, ndr). La slide è stata inserita all' ultimo momento, perché non si voleva entrare in polemica con nessuno né c' era un orientamento politico».

 

mussolini leggi razziali

IL TWEET Deve averla pensata diversamente l' attivista di destra che ha deciso di segnalare la notizia attraverso un tweet indirizzato al ministro dell' Istruzione Marco Bussetti. E chissà, poi, quale peso politico è stato dato alle opinioni di questi ragazzi se - cosa veramente rara che non si è vista neanche nei durissimi anni 70 - nell' Istituto è entrata la Digos. In base a quale mandato i poliziotti si sono recati nella scuola per sentire la versione degli insegnanti? «Si è trattato solo di una visita per capire cosa era successo - replicano dalla questura di Palermo - Due agenti della Digos si sono recati presso l' Istituto e si sono limitati ad ascoltare la dirigenza scolastica».

 

La cosa, però, non è passata inosservata, e a chiedere spiegazioni sono stati in tanti, a cominciare dalle senatrici a vita Liliana Segre ed Elena Cattaneo. «Sono del tutto incomprensibili le ragioni che vedono gli organi di polizia entrare nella scuola per ricostruire l' accaduto - affermano la sopravvissuta dell' Olocausto e la scienziata -.

 

Alla ferita democratica inferta da una articolazione dello Stato deputata all' ordine pubblico, che entra in una scuola per interessarsi di un lavoro didattico frutto della libera elaborazione di alcuni studenti, vorremmo rispondere con l' invito alla professoressa e ai suoi alunni presso il Senato per accoglierli nel cuore dell' istituzione repubblicana che sulla Costituzione e i suoi valori trova il fondamento». Invito accolto, perché - dichiara l' insegnante - «sarà un ulteriore momento di confronto».

leggi razziali

 

IL PROVVEDITORE

In attesa che si decida se revocare o meno il provvedimento emesso nei suoi confronti, ieri Lega e 5stelle se le sono date di santa ragione.

Il Movimento ha attaccato gli alleati, a cominciare dal ministero dell' Istruzione retto da Marco Bussetti. Con Salvini che ha preferito tagliare corto, dicendosi pronto a incontrare la professoressa. Mentre il provveditore di Palermo, Mauro Anello, ha continuato a rivendicare la sua decisione: «Ho agito secondo coscienza e giustizia», ha insistito.

 

La cronaca di un' altra giornata ad alta tensione è cominciata, quando il presidente della Commissione cultura della Camera, Luigi Gallo, ha pubblicato un post su Facebook spiegando che il movimento aveva presentato un' interrogazione sulla vicenda. Domande alle quali Bussetti ha risposto: «È stata una scelta autonoma dell' ufficio scolastico provinciale di Palermo.

 

Se non vedo le carte non posso giudicare». La dichiarazione non ha fatto che aumentare le critiche: «Fatemi capire - è intervenuto il segretario del Pd Nicola Zingaretti - in Italia CasaPound deve essere libera di dire e fare quello che vuole. Mentre un' insegnante deve essere sospesa per le opinioni di un suo studente che critica Salvini e le leggi varate dal governo Lega-5Stelle. Ma siamo pazzi?». Dello stesso avviso migliaia di persone che in tutta Italia hanno raccolto le firme a sostegno della docente, mentre e a Palermo si sono svolte anche due manifestazioni.

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...