philonise floyd fratello di george

''STOP THE PAIN'' - SI TORNA A PARLARE DELL'UNICA COSA CHE CONTA: LA BARBARA UCCISIONE DI GEORGE FLOYD. IL FRATELLO DAVANTI AI DEPUTATI: ''QUANTO VALE LA VITA DI UN NERO? VENTI DOLLARI?''. IL RIFERIMENTO ERA ALLA BANCONOTA CONTRAFFATTA CHE FECE SCATTARE L'ARRESTO E POI IL SOFFOCAMENTO: ''HO CONTINUATO A RIVEDERE QUELLE IMMAGINI, OTTO MINUTI CHE MI SONO SEMBRATI OTTO ORE. NON SI TRATTA COSÌ NEANCHE UN ANIMALE. QUESTO È IL 2020'' - AMAZON TOGLIE ALLA POLIZIA L'ACCESSO AL SUO RICONOSCIMENTO FACCIALE

 

riconoscimento facciale amazon polizia americana

 

USO RICONOSCIMENTO FACCIALE, STOP DI AMAZON A POLIZIA

(ANSA) -  Amazon ha annunciato che vieterà per un anno l'uso delle sue tecnologie per il riconoscimento facciale alla polizia. La decisione dopo le pressioni su tutte le aziende hi-tech perchè diano anche loro una risposta agli episodi di violenza e razzismo come la morte di George Floyd. "Esortiamo i governi a varare leggi più severe sull'uso di queste tecnologie", spiega l'azienda.

 

 

Federico Rampini per ''la Repubblica''

 

«Stop the pain», fermate la sofferenza: è l'appello lanciato da Philonise Floyd, fratello di George, nel suo intervento alla Camera dei deputati di Washington. «Io vi chiedo - ha detto ai parlamentari - cosa vale la vita di un nero? Venti dollari?». Il riferimento era alla banconota contraffatta che fece scattare l'arresto di George Floyd, poi ucciso per soffocamento in un video che il fratello ha ricordato: «Ho continuato a rivedere quelle immagini, otto minuti che mi sono sembrati lunghi otto ore. Non si tratta così neanche un animale. Questo è il 2020. È ora di dire basta. Tutti quelli che protestano nelle strade ve lo dicono: basta».

riconoscimento facciale amazon polizia americana

 

E ha chiesto una legge contro le violenze della polizia. Una rivoluzione culturale, sotto il segno dell'antirazzismo, sembra soffiare impetuosa negli Stati Uniti. Investe anche il mondo dei media vecchi e nuovi. Fra i segnali c'è la cancellazione della 33esima stagione di una serie televisiva accusata di apologia dei poliziotti violenti, Cops .

 

Ci sono le dimissioni di capiredattori di testate importanti, dal direttore delle pagine dei commenti del New York Times ad altri nel Wall Street Journal e Philadelphia Inquirer , in seguito a contestazioni delle loro redazioni sul taglio scelto per le cronache o i commenti sulla questione razziale e sulle manifestazioni di protesta. Dopo le statue di personaggi controversi abbattute, c'è la decisione della US Navy di abolire da ogni base della marina militare le residue bandiere confederate, cioè quelle del Sud schiavista sconfitto nella guerra civile. La rivoluzione culturale però suscita la resistenza di Donald Trump. Il presidente si è schierato contro un'altra iniziativa, volta a ribattezzare le basi militari intitolate ai generali dell'esercito sudista, come Fort Bragg in North Carolina, Fort Hodd in Texas, Fort Benning in Georgia.

philonise floyd

 

«Queste potenti e monumentali basi - ha twittato Trump - sono diventate parte dell'eredità della nostra grande storia, una storia di vincitori, di vittorie e di libertà. Abbiamo addestrato e schierato i nostri eroi in territori sacri, e hanno vinto due guerre mondiali. Perciò la mia amministrazione non prenderà mai in considerazione di rinominare queste magnifiche e mitiche installazioni». La rivoluzione culturale investe da tempo anche i social media, con il precedente di Twitter che da due settimane ha cominciato ad ammonire gli utenti quando le affermazioni di Trump risultano fake news o possono incitare la violenza.

 

philonise floyd fratello di george

Ieri Trump ha attaccato Snapchat, social media diffuso tra i più giovani, per aver rimosso dalla bacheca Discover il profilo della sua campagna per la rielezione. Si tratta dell'iniziativa più radicale intrapresa finora da una piattaforma digitale nei confronti di Trump e alza ulteriormente lo scontro tra il presidente e la Silicon Valley dopo la decisione di Twitter. Continua invece la politica di neutralità di Mark Zuckerberg, ma all'interno di Facebook la decisione del fondatore di non censurare Trump è oggetto di crescenti contestazioni.

 

philonise floyd fratello di george

Un veterano delle battaglie per i diritti civili e contro il razzismo, il reverendo Al Sharpton che ha celebrato il funerale di Floyd, teme che la rivoluzione culturale in corso sia una fiammata di politically correct destinata ad esaurirsi presto. Sharpton ha lanciato l'appello per una manifestazione nazionale a Washington il 28 agosto (57esimo anniversario della marcia di Martin Luther King e del discorso "I Have a Dream") anche per dare al movimento contro le violenze della polizia un orizzonte temporale più lungo.

 

disuguaglianze razziali negli stati uniti

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"?