creazzo renzi

CON L'ADDIO DI CREAZZO ALLA PROCURA DI FIRENZE, RENZI PUÒ SPERARE IN UNA PROCURA PIÙ MORBIDA NEI PROCESSI CHE RIGUARDANO LUI E FAMIGLIA? - PER "LA VERITÀ" IN POLE POSITION PER LA POLTRONA FIORENTINA CI SAREBBE RODOLFO SABELLI, PROCURATORE AGGIUNTO A ROMA, A CAPO DEL POOL PER I REATI FINANZIARI. NELLA SUA RECENTE CARRIERA HA AVUTO LA FORTUNA DI NON INCROCIARE TIZIANO RENZI E DENIS VERDINI NELL'INCHIESTA CONSIP - IL CSM SCEGLIERÀ NON PRIMA DI LUGLIO-SETTEMBRE - PER LA PROCURA DI MILANO, LA SFIDA E' TRA GIMMI AMATO E MARCELLO VIOLA (CHE POTREBBE LASCIARE LIBERA PALERMO PER DE LUCIA)

Giacomo Amadori per "la Verità"

 

procuratore giuseppe creazzo

Mentre Matteo Renzi rincula dai suoi affari russi, a Firenze cambia il procuratore. Tirerà il Nostro un sospiro di sollievo? Per ora no. Infatti se Giuseppe Creazzo lascia per tornare nella sua Calabria come sostituto procuratore del Tribunale per i minorenni, a sostituirlo temporaneamente sarà l'aggiunto più anziano, ovvero Luca Turco, l'inquirente dell'inchiesta Open, lo stesso che nel 2019 ottenne l'arresto dei genitori dell'ex sindaco di Firenze. Tra i renziani l'addio di Creazzo è stato collegato alla sanzione disciplinare per molestie sessuali che gli ha fatto perdere due mesi di anzianità (contro la decisione il magistrato ha, però, appena depositato ricorso in Cassazione). La realtà è più banale.

 

luca palamara e il procuratore giuseppe creazzo

A giugno Creazzo avrebbe concluso il mandato da procuratore (di 8 anni) e sarebbe rimasto a Firenze da soldato semplice. Per questo nell'autunno scorso ha deciso di cogliere al volo l'occasione di candidarsi per un posto che si era liberato nella sua città, Reggio Calabria, quello alla Procura per i minorenni. Infatti, considerata l'età (quasi 67 anni), non poteva più fare domanda per incarichi direttivi. Creazzo è anche in attesa delle decisioni della Procura di Genova sulla denuncia di Renzi per abuso d'ufficio, una querela presentata anche nei confronti di Turco e del pm Antonino Nastasi, tutti accusati di aver violato le guarentigie da parlamentare dell'ex premier.

LUCA TURCO

 

Ricordiamo che di fronte a una denuncia abbastanza articolata l'iscrizione è un atto dovuto anche a garanzia degli indagati. Creazzo considera la nuova avventura in una funzione mai ricoperta molto stimolante. La sua non è, quindi, una fuga da Firenze e il diretto interessato assicura che non c'è nessun collegamento con le inchieste sul fu Rottamatore e sui parenti e con la condanna disciplinare, non ancora definitiva.

 

Inoltre il trasferimento è deliberato, ma concretamente passeranno diverse settimane perché sia firmato il decreto ministeriale e il nuovo incarico sia pubblicato sul bollettino del ministero della Giustizia, passaggio che lo renderà effettivo. Ma Renzi può cantare vittoria e sperare in una Procura più morbida nei processi che riguardano lui e famiglia? Vedremo.

 

ANTONINO NASTASI

Il bando per le candidature è stato chiuso. In corsa ci sono diversi procuratori, ma nessun big. Il nome che colpisce subito è quello di Roberto Rossi che non era stato confermato come capo degli inquirenti di Arezzo dal Csm, ma poi è stato rimesso al suo posto dal Consiglio di Stato. Per Piercamillo Davigo & C. il peccato di Rossi sarebbe stato di aver gestito in conflitto di interessi un'inchiesta su Pier Luigi Boschi (poi archiviata) per un'evasione fiscale e cioè mentre era consulente del governo Renzi. Considerato a torto o a ragione vicino al Giglio magico Rossi potrebbe essere una scelta non sgradita all'ex premier.

ROBERTO ROSSI

 

Ma secondo le fonti della Verità è considerato in pole position per la poltrona fiorentina Rodolfo Sabelli, aggiunto romano di peso a capo del pool per i reati finanziari. Nella sua recente carriera ha avuto la fortuna di non incrociare Tiziano Renzi e Denis Verdini nell'inchiesta Consip. In corsa anche i procuratori di Livorno (Ettore Squillace Greco), Cremona, (Roberto Pellicano, già pm a Milano), Terni (Alberto Liguori), Crotone (Giuseppe Capoccia) e Paola (Pierpaolo Bruni).

RODOLFO SABELLI

 

Tra i candidati, oltre ad alcuni altri aggiunti, anche Filippo Spiezia, vicepresidente dell'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust). Il Csm, che sta rispettando l'ordine cronologico delle vacanze, sceglierà il nuovo procuratore di Firenze (che formalmente scadrà a giugno) non prima di luglio-settembre, ma la decisione potrebbe essere rimandata all'insediamento del nuovo consiglio, previsto proprio per l'inizio dell'autunno.

 

giovanni melillo

Tempi più ristretti invece per la nomina del procuratore di Milano, a cui seguiranno le scelte del capo della Direzione nazionale antimafia (favoritissimo Giovanni Melillo) e della Procura di Palermo. Ieri la quinta commissione del Csm, deputata alla designazione degli aspiranti agli incarichi direttivi, si è spaccata sui candidati da far vagliare al plenum per la poltrona di capo degli inquirenti meneghini, posto lasciato libero a novembre da Francesco Greco. Il Palazzo di giustizia di Milano è diventato una polveriera dopo l'esplosione del caso dei verbali del faccendiere Piero Amara.

 

francesco greco

A sorpresa ieri è saltata la candidatura del procuratore della Spezia Antonio Patrono, membro di Autonomia & indipendenza, considerato da alcuni media una scelta trasversale che avrebbe potuto mettere tutti d'accordo. Ma evidentemente al Csm non è stata trovata la quadra. Sebastiano Ardita, proprio di A&i e Antonio D'Amato di Magistratura indipendente hanno votato per Marcello Viola, Pg di Firenze, già bocciato nella corsa a procuratore di Roma a causa delle intercettazioni dell'hotel Champagne, da cui emergeva il gradimento nei suoi confronti di Luca Palamara & C.. Per quegli apprezzamenti ricevuti in propria assenza non ha mai ricevuto contestazioni né a livello penale, né disciplinare. Per questo la sua posizione oggi è piuttosto forte.

SEBASTIANO ARDITA

 

Sul suo nome potrebbero convergere oltre ai consiglieri togati conservatori (Viola è di Mi) anche molti laici, che hanno potuto apprezzare il suo sfaccettato curriculum. Per 11 anni è stato gip a Palermo, funzione in cui ha sviluppato «competenze ed esperienze di altissimo livello in ogni settore della criminalità organizzata», e per cinque anni e mezzo ha fatto il pm, di cui tre e mezzo nella Direzione distrettuale antimafia. Nei cinque anni da procuratore di Trapani ha guidato un ufficio di medie dimensioni considerato, però, peculiare per la presenza di «complesse strutture criminali di tipo mafioso».

 

marcello viola 2

Da sei anni è procuratore generale di Firenze. Il suo avversario più forte è un altro magistrato già stimato da Palamara, Giuseppe Amato, detto Gimmi, che è stato procuratore sia a Trento che a Bologna, dove ha guidato per sei anni una procura distrettuale antimafia. In commissione per lui ha votato un suo compagno di corrente, quella di Unicost, Michele Ciambellini. Ma sul suo nome potrebbe confluire anche lo schieramento progressista riunito nel cartello di Area. In commissione la consigliera Alessandra Dal Moro ha, per il momento, scelto un candidato di bandiera, l'unanimemente stimato Maurizio Romanelli, aggiunto milanese.

 

giuseppe amato

A complicare la corsa di quest' ultimo, però, c'è il precedente di Michele Prestipino, procuratore romano la cui nomina è stata bocciata dal Consiglio di Stato per mancanza di titoli non avendo mai diretto una Procura, situazione analoga a quella di Romanelli. Amato potrebbe essere la soluzione per chi nel campo progressista non vorrà cedere una roccaforte di Md a un magistrato dell'ala conservatrice.

 

Su Amato potrebbero pesare le parole di Palamara che dopo la propria espulsione dall'Anm (tra i probi viri anche Gimmi) ha dichiarato polemicamente di essersi speso per la sua nomina e di averlo introdotto personalmente presso i consiglieri laici. Ma, come detto, l'ombra del magistrato radiato pesa anche su Viola e questo potrebbe annullare il malus collegato a quel nome. A sbloccare l'impasse meneghina potrebbe essere la scelta del procuratore di Palermo. Qui uno dei due candidati forti è il procuratore di Messina (una Dda) Maurizio De Lucia, esponente di Area.

 

MICHELE PRESTIPINO

L'unico in grado di fermare la sua corsa è proprio Viola. I progressisti sceglieranno di continuare a dare battaglia a Milano per Romanelli, di sostenere un candidato non loro (Amato) oppure preferiranno astenersi a favore di Viola, lasciando libera poltrona nel capoluogo siciliano per uno dei loro? La risposta arriverà entro aprile, quando il facente funzioni Riccardo Targetti andrà in pensione. Se i tempi si allungheranno lo scettro passerebbe (temporaneamente) all'aggiunto anziano Fabio De Pasquale, indagato a Brescia per omissione di atti d'ufficio per la gestione dell'inchiesta Eni. E la situazione potrebbe davvero diventare incandescente.

FABIO DE PASQUALE

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO