L'INCONTRO RENZI-LETTA E' SERVITO SOLO A FAR EMERGERE LE DISTANZE TRA I DUE - MATTEUCCIO NON VUOLE ALLEANZE CON IL M5S E SOGNA UN "GRANDE CENTRO" (PD, ITALIA VIVA, CALENDA, BONINO E FORZA ITALIA) - ENRICHETTO SI GIOCA TUTTO ALLE AMMINISTRATIVE: SE IL PD PRENDE BATOSTE, LO RIMANDANO A PARIGI - I DUBBI SU TORINO E NAPOLI, LA FUGA SOLITARIA DI BEPPE SALA A MILANO (CHE HA SPERNACCHIATO I DEM) E LA GRANA ROMA: SE LA RAGGI VA AL BALLOTTAGGIO, CHE FARA' IL PD? 

Dagoreport

 

MATTEO RENZI ENRICO LETTA MEME

Cosa si sono detti, nel loro incontro, Letta e Renzi? Il faccia-a-faccia è servito più a un necessario disgelo dopo 7 anni di livori che a progettare il futuro, tali sono le distanze politiche tra i due. Dopo i soliti convenevoli e le chiacchierate di rito, si sono "annusati" con rapido scambio di vedute su campagna di vaccinazione, Recovery plan, semestre bianco di Mattarella e elezioni amministrative.

 

E' bastato poco a Enrichetto e Matteuccio per prendere atto della distanza siderale che li separa, sia in termini di alleanze che di orizzonti politici: il fu Rottamatore, dopo aver fatto cadere il governo Conte, non vuole vedere i Cinquestelle neanche in fotografia. Non è disposto a condividere con Di Maio, Casalino e "Giuseppi" neanche un raffreddore.

 

calenda renzi

Il suo sogno è appollaiarsi in un "grande centro" pastrocchiato con dentro Italia Viva, Pd, Bonino, Calenda e Forza Italia de-Berlusconizzata. Il neosegretario del Pd, invece, non ha intenzione di scaricare il M5s convinto com'è (a ragione) che i Dem non abbiano la forza di andare soli al voto né la solidità di sperimentarsi in nuovi pastrocchi al sapore di paranza. E poi manca all'appello il vero motore di ogni potenziale alleanza: una legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza. Senza quella, si ragiona di aria fritta.

enrico letta matteo renzi campanella

 

Sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica, Letta ha tastato il terreno con Renzi per capire se ci sono margini per proporre un Mattarella-bis: "Tu che lo hai voluto (al posto dell'allora papabile Giuliano Amato, ndr), saresti disponibile a rieleggerlo per un anno e mezzo, come avvenne per Napolitano?". Risposta: "L'ho voluto io, figuriamoci se potrei mai essere in disaccordo…".

 

le borracce di beppe sala 1

Sulle elezioni amministrative, Letta sa di giocarsi gran parte del credito di cui gode. Se il Pd viene mazziato a ogni latitudine, da Napoli a Torino, ci sarà mezzo partito pronto a rispedirlo in Francia con la stessa celerità con cui l'ha ipocritamente acclamato. E se aleggiano nubi di incertezza sui candidati da presentare a Napoli e a Torino (dove il centrodestra ha già lanciato la corsa di Paolo Damilano), i nodi più intricati sono Milano e soprattutto Roma.

 

LETIZIA MORATTI CON LA U-MASK

Sotto la Madunina, Beppe Sala viaggia in solitaria. Mollato il Pd e divenuto "verde", l'eco-sindaco ha il vento in poppa e ha umiliato il Pd, costringendolo a inseguirlo. La sua riconferma è così probabile che il centrodestra lombardo, temendo la batosta, non ha ancora designato un candidato (è in ballo l'ipotesi Letizia Moratti, ora assessore alla Sanità in Regione Lombardia).

 

GUIDO BERTOLASO CON ATTILIO FONTANA E LETIZIA MORATTI

La speranza è che una robusta ed efficace campagna di vaccinazione faccia dimenticare i pataracchi di Attilio Fontana e riattizzi l'elettorato mal-destro più disamorato. Lo stesso governatore leghista, però, come dago-anticipato, potrebbe dimettersi entro la fine di aprile a causa degli assalti dei magistrati alla sua poltrona (è da poco indagato per autoriciclaggio e false dichiarazioni nell'inchiesta sulla fornitura dei camici alla Regione. Ed era già indagato per “frode in pubbliche forniture”, con la Procura di Milano che ha chiesto una rogatoria alle autorità svizzere per accertare la provenienza di 5,3 milioni di euro che fino al 2015 erano conservati alle Bahamas con due trust intestati alla madre). Se saltasse il tappo-Fontana, le carte si potrebbero rimescolare e la candidatura della Moratti per Palazzo Marino potrebbe essere dirottata sul Pirellone.

 

GUIDO BERTOLASO ATTILIO FONTANA LETIZIA MORATTI

E poi c'è la grana Roma. Virginia Raggi, come rivelato oggi da "la Stampa", gode di un robusto consenso nelle periferie romane. La sua candidatura è meno peregrina di quanto apparisse qualche mese fa: il suo bacino elettorale oscilla tra il 25 e il 30%. Se la sindaca dovesse arrivare al ballottaggio, magari contro il candidato del centrodestra (Bertolaso?), cosa farà il Pd? Enrico Letta sosterrà fino in fondo la sindaca, mettendosi contro la borghesia romana del Pd che pur di non votare la Raggi si consegnerebbe alla destra?

virginia raggi foto di baccoBEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

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