papa francesco bergoglio

L'INFILTRATO NEI CONFESSIONALI: ''QUESTO NON È IL MIO PAPA''. ''TI ASSOLVO, TANTO LUI NON FA SUL SERIO'' - UN INVIATO DEL 'FATTO' NELLE PARROCCHIE D'ITALIA SCOPRE CHE LA CHIESA ACCOGLIENTE CON GLI IMMIGRATI, TOLLERANTE CON GLI OMOSESSUALI E SEVERA CON CHI RUBA, CORROMPE E NON PAGA LE TASSE, ESISTE SOLO NELLE PAROLE DI BERGOGLIO. NON NELLA REALTÀ

 

Ersilio Mattioni per 'Millennium', il mensile del 'Fatto Quotidiano' diretto da Peter Gomez

 

fatto quotidiano millennium bergogliofatto quotidiano millennium bergoglio

La “rivoluzione” di Jorge Mario Bergoglio si ferma sulla soglia delle parrocchie. E l’idea di una Chiesa accogliente con gli immigrati, tollerante con gli omosessuali e severa con chi ruba, corrompe e non paga la tasse, perché danneggia il prossimo e ignora il cristianissimo concetto di solidarietà, corre il rischio di restare nella mente e nel cuore di un pontefice illuminato. Tanto che contestarlo, dentro un confessionale, non porta ad alcuna conseguenza. Neppure un buffetto, neppure un benevolo rimbrotto, neppure un invito a riflettere. Assoluzione garantita, giusto qualche Padre nostro da recitare davanti all’altare.

 

Di confessionali, tra Milano e provincia, ne abbiamo girati tanti, azzerando il contachilometri. Che alla fine si è fermato poco sotto i trecento. Andare a chiedere il perdono è cosa assai semplice, perché i siti web delle parrocchie forniscono indicazioni e dettagli su giorni e orari. Confessarsi piace, è avvertito come necessario, forse per scaricarsi la coscienza, forse per vivere in pace con se stessi, per dormire sonni più tranquilli pur senza smettere la consuetudine con parole, azioni, opere e omissioni non esattamente cristiane.

 

 Non ci è mai capitato di essere da soli dentro una basilica. Anzi, sovente è capitato di attendere. Intorno, sedute sulle panche, c’erano persone di ogni tipo: giovani, adulti, anziani. Qualcuno dall’aria trascurata, qualcuno vestito di tutto punto. C’è chi è concentrato e attende il turno guardando fisso il confessionale, chi prega a voce alta, chi ne approfitta per sbirciare sullo smartphone, tra mail di lavoro e un giretto su Facebook.

 

Quando tocca a noi, riversiamo sui sacerdoti che ci ascoltano tutta la nostra frustrazione per un Papa che parla di chiedere scusa agli omosessuali, perché li abbiamo offesi; di aiutare i profughi, quando gli italiani non ce la fanno ad arrivare a fine mese; di balzelli da pagare a uno Stato vessatore, che ti munge e in cambio nemmeno ti protegge. Sì, ci siamo finti un po’ leghisti e pure un po’ zotici. L’abbiamo premesso che siamo uomini di fede, che crediamo in Dio. Però non nella Chiesa, in questa Chiesa che Bergoglio rappresenta. Siamo stati insolenti, al limite dell’eretico, arrivando a sostenere di non riconoscerci nel Papa. Insomma, abbiamo incarnato il cattolico medio nel pieno di una crisi valoriale, preda di paure e bassi istinti.

 

 

confessionaleconfessionale

Ma nel piccolo comune di Vanzaghello, ai confini tra le province di Milano e Varese, siamo stati confessati, perdonati e pure incoraggiati a non abbandonare certe posizioni estremiste, che il confessore in cuor suo condivideva. Conosciamo questo paesino di cinquemila abitanti, che da anni combatte la sua battaglia contro l’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa e contro un vecchio inceneritore.

 

Qui c’è un parroco che spesso fa parlare di sé e finisce sui giornali, perché diffonde attraverso il suo bollettino un’idea di Chiesa preconciliare: un po’ di revisionismo storico, che non guasta, unito alla pubblicazione di bizzarri pareri di sconosciuti criminologi. Uno di loro, per esempio, sostenne mesi fa che l’omosessualità è una patologia, uno scherzo della natura. E la definì, ammantando il tutto di valore scientifico, una “anormalità funzionale”.

 

Ci siamo adeguati alla linea della parrocchia: “Ma come si può sostenere che i gay sono come noi? Allora i valori cristiani, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, dove vanno a finire? Questo Papa alle volte parla a vanvera”.

 

Il sacerdote che ci confessa non fa una piega: “Il nostro pontefice provoca, ma non parla sul serio. È ovvio che i gay non sono come noi, ci mancherebbe. È un modo di dire, una frase inserita in un contesto più grande. Poi i giornali, si sa, scrivono quello che vogliono”. Sollevati, chiediamo se possiamo sempre sentirci parte della Chiesa, pur continuando a pensare che Bergoglio sbagli con le sue esortazioni. Risposta da scolpire nel marmo: “Certo, la Chiesa è per chi crede in Dio e certi valori, anzi, vanno difesi. Oggi un po’ le mode un po’ la televisione un po’ internet ci fanno credere che sia tutto normale”.

 

“Bacio gay? porcheria”

bergoglio confessorebergoglio confessore

A Legnano la musica non cambia. Nella città del Carroccio un anziano prete della parrocchia di Santa Teresa, dopo averci chiesto dove prendiamo queste notizie, ci rimprovera duramente. Per aver criticato il Papa? Macché, per i giornali che leggiamo: “Troppo schierati, non dicono la verità. Abbiamo la nostra stampa, la “buona” stampa, quella obiettiva”. Gli diciamo che l’altra mattina, passeggiando per il centro, abbiamo visto due uomini baciarsi e che ci ha fatto schifo. Eppure Francesco predica la tolleranza. Scuote il capo: “Sono porcherie. Ormai nelle nostre città si vede di tutto, manca il rispetto per il prossimo, come è scritto nel Vangelo”.

 

Proviamo a introdurre un tema più serio: “Dicono che a Legnano” dove la ‘ndrangheta controlla una parte rilevante dei locali notturni “c’è pure la mafia“. L’argomento, però, non lo appassiona: “Non saprei, non ho sentito nulla”. I boss non sono un problema, gli omosessuali sì.

 

E pure i profughi. “Adesso arrivano tutti questi neri”, alziamo i toni “che ci rubano in casa, stuprano le donne e vogliono pure togliere i crocefissi dalle scuole. Eppure il Papa dice che dobbiamo aiutarli. Questi distruggeranno la nostra cultura, le nostre tradizioni”. Di nuovo, scuote il capo: «Noi dobbiamo difendere Cristo, è l’unica cosa importante». Ne spariamo una grossa: “Tanto i Papi, prima o poi, cambiano. Prima ce n’era uno, quello tedesco, che mi sembrava più rigido su certe cose e mi piaceva”. Chiosa il ministro di Dio: “Eh sì, ognuno è fatto a suo modo”.

 

Meno male che ci sono i Frati Minori di Busto Arsizio, nel basso Varesotto. Sono “famosi”, se vera fama è la loro, per essere tolleranti, soprattutto quando si confessano i peccati del corpo, la lussuria, i tradimenti coniugali. Sarà. Con noi non lo sono stati affatto, anzi hanno battuto sul tasto dell’intransigenza: “Il pontefice sta costruendo qualcosa di nuovo, che ci spaventa. Ma essere Chiesa vuol dire aprirsi al prossimo, dare è più bello che ricevere”.

bergoglio  confessorebergoglio confessore

 

L’assoluzione arriva anche stavolta, con un monito: “L’egoismo rende peggiori, l’egoismo non ha nulla di cristiano”. Con i frati bustocchi non attacca neppure la litania sui gay: “Il Papa è stato chiaro, basta rileggere ciò che ha detto: Cristo li accoglierebbe, come fa con tutti gli uomini, perché sono tutti figli suoi”. Tutti, proprio tutti, anche i diversi?

 

“Non sta all’uomo giudicare, questo è un peccato”. E le tasse troppo alte? Diciamo di essere commercianti, strozzati dal fisco. Suvvia, che male c’è a fare una piccola cresta per guadagnare qualcosina in più? Niente, nessuna deroga: “Il cristiano non ruba. Tutti conosciamo i comandamenti a memoria, ma spesso non li mettiamo in pratica”.

 

Se non ci piace il Paese in cui viviamo, abbiamo un’alternativa: “Fare politica, provare a cambiare. L’impegno civile è importante, soprattutto per chi, come i cristiani, è portatore di valori, di etica”. Lasciando la chiesa dei frati, per un attimo, abbiamo la sensazione che il confessore abbia fiutato il trappolone. Poi, confrontandoci con chi ci va spesso, cambiamo idea: sono entusiasti di questo Papa e non lo nascondono.

 

PAPA FRANCESCO BERGOGLIO SULLA COPERTINA DI THE ADVOCATE MENSILE DELLA COMUNITA GAYPAPA FRANCESCO BERGOGLIO SULLA COPERTINA DI THE ADVOCATE MENSILE DELLA COMUNITA GAY

Ma sono un’anomalia nel nostro viaggio. In Duomo a Milano, dove ci si può confessare più volte nella stessa giornata, i toni non sono gli stessi della provincia, è vero, anche se nessun sacerdote ci redarguisce, quando definiamo il Papa «di sinistra», «comunista», «amico degli omosessuali e dei neri». Al più ci viene detto che Bergoglio “ogni tanto parla controcorrente, per farsi capire da tutti”.

 

A Milano cambiamo tre confessionali, senza uscire dal Duomo. Tentiamo di citare a memoria, le parole esatte del capo della chiesa cattolica. “Ho accompagnato nella mia vita di sacerdote, vescovo e anche di Papa persone con tendenze e pratiche omosessuali. Le ho avvicinate al Signore. E mai le ho abbandonate”. E ancora: “Io credo che la Chiesa debba chiedere scusa ai gay che ha offeso”. Di più: “Una corruzione tentacolare e un’evasione fiscale egoista hanno assunto dimensioni mondiali (…), negando la giustizia sociale”. Infine: “Spero che questa solidarietà (quella di chi accoglie i profughi, ndr) possa contagiare un po’ il mondo”.

 

“Infallibile? Mica tanto”

Recitata con diligenza la nostra parte, introduciamo il concetto dell’infallibilità ex cathedra. Ci sentiamo rispondere che non è questo il caso. Perplessi, chiediamo spiegazioni, perché siamo sicuri di averlo letto da qualche parte. La replica è spiazzante: “Quando il Papa parla di dottrine o di dogmi di fede, allora sì che è infallibile. Ma quando esprime un parere, come sulla politica, può anche sbagliare. Come tutti noi”.

 

Curioso, a sentire la maggioranza dei sacerdoti si ricava l’immagine di un Papa opinionista, che si è liberi di ascoltare oppure no, di elogiare o criticare. Quasi fossimo dentro una sorta di talk show, dove ognuno dice la sua, si butta tutto in caciara e poi, quando il programma è finito, si spegne la tv e si va a letto.

 

BERGOGLIO CON SCIARPA GAYBERGOGLIO CON SCIARPA GAY

Un po’ ovunque, dove ci siamo confessati, abbiamo ripetuto le stesse cose, sempre citando a memoria il pontefice. A Magenta, nella basilica di San Martino, sono stati più freddi: “Il Papa va ascoltato. Dice anche cose scomode, ma che fanno riflettere”. Nella vicina Marcallo con Casone – seimila anime, paese noto per essere un feudo leghista da quasi vent’anni – il sacerdote è invece più conciliante: “Essere perplessi di fronte a certe affermazioni è naturale, ma non devi mai prendere per oro colato quello che leggi, perché spesso è scritto apposta per far litigare e per dividere la comunità”.

 

Di rado, ascoltando i ministri di Dio, si ricava l’impressione di un papa che sia anche un pastore, una guida morale da seguire, un’autorità indiscussa per i cattolici. In confessionale, di fronte a un cristiano che sprizza intolleranza, la parola “carità” sembra non esistere. Né trovano ospitalità concetti come temperanza, prudenza e sobrietà. Al contrario, è concesso tutto o quasi. Se l’evasione fiscale, per il Papa, è anticristiana, per i parroci quasi non esiste.

 

Soldi in nero in oratorio

“Non si dovrebbe fare, meglio evitarla”, ammonisce blando un coadiutore di Legnano, nella centralissima parrocchia di San Magno, la più ricca della città, dove ci mettiamo mezz’ora solo per trovare parcheggio. Poi si lascia andare: “Se nei nostri oratori non ci fosse chi fa qualche lavoretto o chi ci dà quattro soldi per tirare avanti, non so come faremmo. Forse saremmo costretti a chiuderli. Non è che si sta sempre a registrare tutto. Centesimo più centesimo meno, ci si arrangia. Ovvio, è fatto a fin di bene”. Una concezione che piace agli italiani, cattolici compresi. In fondo, non pagare un po’ di tasse non è poi così grave. Lo si fa per la famiglia, per i figli.

 

COMUNITA GAY ARGENTINA PROTESTA CONTRO BERGOGLIO COMUNITA GAY ARGENTINA PROTESTA CONTRO BERGOGLIO

Il Papa dice il contrario? “Lui deve dirlo, non può incoraggiare la gente a evadere. Poi i giornali lo prenderebbero di mira. La teoria è una cosa, la pratica un’altra». È un leitmotiv questo dei giornalisti utilizzati come parafulmine, una volta pronti a impallinare il pontefice se non parla e un’altra pronti a stravolgerne il pensiero «per fare i titoloni”. Da ciò un originale consiglio, che ci forniscono nella già citata parrocchia di Vanzaghello: “Leggere meno i quotidiani e di più la Bibbia“. Di quello che succede nel mondo, possiamo fare a meno.

 

Sorprende quanto il pensiero di Bergoglio risulti ostile a tanti sacerdoti. Eppure questi prelati appaiono in perfetta sintonia con i loro fedeli. Tanto che a Castano Primo, un comune alle porte di Malpensa, il parroco si è attirato le ire della comunità cristiana perché ha spalancato le porte della Chiesa ai musulmani durante il Ramadan: non avevano un posto per pregare.

 

E anche perché, di fronte a un sindaco che ha risposto picche sull’accoglienza ai migranti, ha preso tre alloggi della Curia e li ha messi a disposizione dei profughi. Apriti cielo, i cattolici si sono sfogati sui social network. Per la verità fu il Papa, due anni fa, durante il Giubileo della misericordia, a lanciare un appello: “Parrocchie, monasteri e santuari d’Europa accolgano una famiglia di profughi, a iniziare da Roma e dal Vaticano”.

papa profughi adn papa profughi adn

 

Le parole del pontefice sono chiare e l’occasione, per noi, è ghiotta: “Siete stati costretti a prendere i neri?”. Le risposte sono varie e variegate, sempre evasive. Ma un prete che parla chiaro c’è. Siamo a Busto Garolfo, cittadina di dodicimila abitanti, dove l’immigrazione è tra le più alte del territorio: “Ho detto che non abbiamo posto, punto e basta. Nessuno mi ha più chiesto niente”. Problema risolto. Per lui, per loro.

 

“Basta avere fede”

E per noi, che non abbiamo commesso nessun peccato nel rivolgere al pontefice e alle sue visioni “rivoluzionarie” aspre critiche e qualche invettiva. “L’importante è avere fede”, hanno insistito in Duomo. “E comportarsi bene”, ci hanno ripetuto in provincia. Tanto basta. La preoccupazione dei preti cattolici, incalzati dal Papa su questioni tanto vive quanto scomode, non pare quella di aprire un varco, in una Chiesa ancorata a vecchi schemi, per far fiorire le nuove idee del pontefice.

 

Si rischierebbe di allontanare qualche fedele. Invece la Chiesa ha da sempre scopi contrari: includere e trattenere, espandersi e fare proseliti. Difficile spiegarlo meglio di Carl Schmitt, controverso giurista tedesco che, nel 1928, pubblicò Cattolicesimo romano e forma politica, introducendo un concetto decisivo: la Chiesa come complexio oppositorum, commistione di qualunque opposto vi sia dentro il reale.

 

Così coabitano Vecchio e Nuovo Testamento, corpo e anima, orgoglio e umiltà, ragione e superstizione, cultura e ignoranza, accoglienza e rifiuto. È il trionfo dell’et-et, sia questo sia quello. Il cattolicesimo romano è una pozione magica, che porta l’uomo dentro un confessionale e lo toglie dagli impicci, scioglie le sue lacerazioni. Lo fa con il perdono, che è appannaggio di chiunque. Basta chiederlo.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...