giuseppe conte matteo salvini sergio mattarella

L'OPPOSIZIONE FA LE BIZZE E INTERVIENE MATTARELLA CON UNA CHIAMATA A SALVINI: ''UNITI DI FRONTE AGLI ITALIANI'' - MA IL CAPITONE NON MOLLA: ''CONTE MI CHIAMI PER MODIFICARE IL DECRETO CURA ITALIA'' - RACCONTANO CHE NELL'INCONTRO A PALAZZO CHIGI, PRESENTI ANCHE MELONI E TAJANI, IL PREMIER NON ABBIA MAI GUARDATO IN FACCIA IL SUO EX MINISTRO DELL'INTERNO

 

 

Amedeo La Mattina per “la Stampa

 

Salvini e Mattarella

Il capo dello Stato sta facendo di tutto per tenere unito il Paese e le forze politiche di maggioranza e di opposizione. Sa quanto sia difficile mantenere lo spirito di unità nazionale, ma sa pure che in questo momento di emergenza, con centinaia di cittadini che muoiono per il coronavirus, il suo appello a non dividersi è destinato ad essere ascoltato. Ed è questo che lo ha mosso a telefonare ai leader del centrodestra ma, attenzione, anche al premier Giuseppe Conte.

 

Tutti i protagonisti devono venirsi incontro, collaborare. Un messaggio nelle due direzioni per evitare che quando il decreto Cura Italia arriverà al Senato, la prossima settimana, non ci sia una spaccatura davanti agli italiani. L' auspicio del presidente della Repubblica è che nelle Commissioni e poi in aula ci sia un voto unanime, come è successo con il Dcpm che ha esteso la zona rossa a tutto il territorio nazionale.

 

SALVINI CONTE

Il premier a questo punto dovrebbe chiamare Salvini, Meloni e Berlusconi, ma dovrebbe soprattutto accogliere almeno in parte le proposte dell' opposizione. «Cosa che finora non è avvenuta - dice Salvini - mentre noi dovremmo votare un testo di 127 articoli a scatola chiusa». L' acredine tra Salvini e Conte è una vecchia storia.

 

Raccontano che nell' incontro a Palazzo Chigi, quando erano presenti anche Meloni e Tajani per Forza Italia, il presidente del Consiglio non abbia mai guardato in faccia il suo ex ministro dell' Interno. Un particolare che la dice lunga. E non l' ha guardato in faccia non per timore, ovviamente, ma per la disistima che ha per l' ex alleato. Ricambiata apertamente. La verità è che il premier pensa che il suo ex ministro dell' Interno non abbia una sincera volontà di collaborazione: continua a fare propaganda irresponsabile. Considera invece più responsabili Meloni e Berlusconi.

 

Tuttavia il premier, fanno notare a Palazzo Chigi, ha sempre tenuto conto delle opposizioni, le ha ringraziate per il contributo.

Mattarella Salvini

Una telefonata non c' è stata, fino a ieri sera, ma Conte non può far finta di niente, dice Salvini, che vede il dialogo in salita. La premessa indispensabile per votare il decreto infatti è scorporare le norme sulla concessione dei domiciliari ad una parte della popolazione carceraria. Meloni è meno spigolosa, ma sul merito non fa sconti. Spiega di aver dato piena disponibilità al governo e di avere accolto l' appello di Mattarella.

 

«Fdi è sempre stata disponibile a collaborare ma Fratelli d' Italia lavora per modificare il decreto: il voto lo decidiamo a valle di questo lavoro non a monte. La collaborazione ha bisogno di due attori».

 

matteo salvini e giorgia meloni alla foiba di basovizza per il giorno del ricordo

E per il momento manca il governo. Per cui, afferma Salvini, Conte non può andare avanti e far finta di niente mentre da tutte le categorie economiche, dalle partite Iva, dai lavoratori autonomi arrivano richieste di modifiche. «Non possono chiederci di imbavagliarci. Io sono rimasto a Roma per essere chiamato, ascoltato». E comunque, chiede il leader leghista, cosa c' entra lo «svuota-carceri» con l' emergenza economica? Il leghista non ci sta «a votare un indulto mascherato». Poi, sul merito della parte economica, Salvini propone «un anno fiscale bianco per tutto il 2020, un anno di pace fiscale». Proposte che il ministro dell' Economia considera irricevibili.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)