vladimir putin hacker russi russia

L'ORO DI PUTIN: LE FAKE NEWS - IL CREMLINO HA TROVATO UN MODO PER FINANZIARE LA CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE IN MOLDAVIA, DOVE IN AUTUNNO SI VOTERA’ IL REFERENDUM SULL'ADESIONE ALLA UE: I CITTADINI RUSSI ENTRANO NEL PAESE CON UN MALLOPPO DI 9.999 EURO IN CONTANTI (IL LIMITE È 10 MILA), CHE VENGONO USATI PER FINANZIARI I PARTITI VICINI A MOSCA. IN TOTALE SONO ARRIVATI IN MOLDAVIA 55 MILIONI DI EURO PROVENIENTI DA MOSCA – LE MINACCE DEGLI HACKER RUSSI ALL’OLANDA, PRIMA PAESE EUROPEO CHIAMATO AL VOTO

1 - CORRIERI RUSSI CON 9.999 EURO IN CONTANTI COSÌ MOSCA COMPRA LE ELEZIONI MOLDAVE

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “La Repubblica”

 

vladimir putin

La campagna russa per interferire con i processi democratici in Europa e influenzarne le elezioni non si limita solo alla disinformazione, ma include anche significative operazioni di corruzione e finanziamenti, fatti arrivare a forze politiche e vari complici che lavorano per destabilizzare il continente e promuovere gli interessi di Mosca. Lo rivelano a Repubblica fonti occidentali con una conoscenza diretta dei fatti.

 

Un esempio molto significativo, perché è un paradigma di quanto può accadere in forme diverse in tanti altri Paesi europei, è il meccanismo che Mosca usa in Moldavia, lo Stato appartenuto all'Unione Sovietica che il Cremlino vuole riportare sotto il proprio controllo, sfruttando la popolazione di origine russa e anche la regione ribelle della Transnistria (che si autopraclamò indipendente nel 1990, pur non essendo riconosciuta a livello internazionale).

 

MOLDAVIA E TRANSNISTRIA

Dopo Kiev, quasi tutti gli analisti concordano sulla previsione che Chisinau sarà un prossimo obiettivo dell'offensiva lanciata da Vladimir Putin per resuscitare l'impero in cui era cresciuto, la cui dissoluzione a suo giudizio è stata la peggior tragedia della storia contemporanea. Anzi, l'operazione sarebbe già in corso: ma non è detto che richieda l'uso della forza, perché la destabilizzazione avviata con la corruzione e altri mezzi potrebbe bastare a completare il lavoro senza le armi.

 

Il capo del Servizio di informazione e sicurezza della Moldavia, secondo denunce riportate anche dal think tank britannico Chatam House, «ha affermato che solo nel 2023 la Russia ha incanalato illegalmente più di 55 milioni di dollari, ovvero quasi lo 0,4% del Pil nominale della Moldavia, per influenzare le elezioni presidenziali e il referendum sull'adesione alla Ue in programma in autunno e acquistare voti nel Paese.

 

putin hacker russi meme

Quindi, prosegue Chatham House, «il servizio di sicurezza nazionale della Moldavia ha accusato gli oligarchi filo-russi fuggitivi - come Ilan Shor che è stato condannato in contumacia con l'accusa di frode - di aver pagato milioni di euro per organizzare proteste antigovernative e commettere frodi elettorali».

 

I soldi, secondo le nostre fonti, non vanno solo ai politici filorussi, ma spesso vengono offerti anche a quelli che vorrebbero restare ancorati all'Europa. Questo perché allargare la rete il più possibile torna sempre utile, allo scopo di reclutare nuove quinte colonne, oppure creare le condizioni per ricattare chi resiste.

 

PUTIN E GLI HACKER

Ma come fa arrivare questi finanziamenti Mosca? Non può impiegare i transfer bancari, perché da una parte sono vietati e dall'altra sono tracciabili. Nello stesso tempo, però, ci sono limiti massimi di denaro contante, stabiliti dalla legge, che una qualunque persona può portare con sé nel momento in cui fa il suo ingresso nel Paese.

 

Secondo le norme attuali, la cifra è fissata a 10.000 euro. Così gli emissari del Cremlino danno 9.999 euro a cittadini di origini russe, quindi un importo perfettamente legale, e li mettono su un volo per Chisinau. A prima vista 9.999 euro possono sembrare pochi, ma se li moltiplichi per 300 passeggeri di un volo fanno quasi 3 milioni di finanziamenti illeciti che entrano legalmente nel Paese. Se poi ripeti l'operazione cento volte la somma diventa ingente, sufficiente ad avere un impatto sulla stabilità di un Paese come la Moldavia. […]

 

2 - OLANDA, HACKER DI PUTIN SUL VOTO EUROPEISTI AVANTI NEGLI EXIT POLL MA WILDERS LI INCALZA DA VICINO

Estratto dell’articolo di Daniele Castellani per “La Repubblica”

 

putin moldavia

Pronti, via, ed è subito allarme russo. Ieri sono iniziate in Olanda le prime votazioni per le elezioni europee, e hacker filo-Mosca hanno attaccato i siti di diversi partiti. È stato lo stesso collettivo HackNeT ad annunciare su Telegram l'operazione con un riferimento diretto al rinnovo dell'Europarlamento: «I Paesi Bassi sono i primi a votare e sono quindi i primi a subire i nostri attacchi».

 

HackNeT, sostenitori dell'agenda internazionale del Cremlino, avevano colpito nelle ultime settimane anche Svezia e Spagna, e questa volta hanno messo ko i siti di due partiti di estrema destra – in realtà non certo ostili al Cremlino – come il Pvv di Geert Wilders e il Forum per la Democrazia di Thierry Baudet, oltre ai cristianodemocratici di Cda, che lo hanno definito «un attacco a elezioni libere e democratiche».

 

Dick Schoof Geert Wilders

L'operazione arriva a poche ore dalla pubblicazione dell'allarme lanciato dal Parlamento europeo, di cui ieri Repubblica ha riferito: la Russia sta intensificando in questi giorni – soprattutto in Italia – il bombardamento dei social occidentali con fake news che puntano a delegittimare l'Ue e, alimentando l'astensionismo, a favorire i partiti antisistema e filorussi.

 

Proprio una di queste forze è la grande favorita delle elezioni in Olanda. È appunto il Pvv di quel Wilders che nel febbraio 2018, quattro anni dopo l'invasione della Crimea, andò alla Duma per dire «Basta alla russofobia» e che è contrario a nuovi aiuti militari all'Ucraina, sebbene questi siano stati comunque confermati ora dal nuovo esecutivo tecnico da lui fatto nascere dopo il trionfo alle elezioni di novembre.

 

matteo salvini geert wilders

Alle europee l'Olanda può essere un test significativo delle tendenze attuali nell'Ue. Il centrosinistra europeista e filo-ucraino è fedelmente rappresentato dai progressisti dell'ex presidente della Commissione Ue Frans Timmermans. I liberali dell'ex premier Mark Rutte e i centristi di Nsc sono ora - tra le polemiche - al governo con Wilders e rappresentano dunque quelle parti di Renew e Ppe che guardano all'estrema destra.

 

geert wilders con manifesto nemmeno un centesimo all italia 2

E poi appunto c'è Wilders, sovranista euroscettico che è nel gruppo Id di Matteo Salvini e Marine Le Pen e ha l'ambizione di dire adesso la sua anche a Bruxelles, magari tramite un'alleanza con il gruppo dei conservatori di Ecr, che include Fdi di Giorgia Meloni ma anche estremisti di destra come gli spagnoli di Vox, il Pis polacco, i Democratici svedesi e i Veri finlandesi. […]

volodymyr zelensky alla foto di gruppo del summit della comunita politica europea in moldavia

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