emmanuel macron mark rutte sebastian kurz andrej babis mario draghi angela merkel

L'UE A PEZZI: IL CONSIGLIO EUROPEO DELLA PROSSIMA SETTIMANA SARÀ UNA SFILATA DI LEADER DIMEZZATI – NON SOLO LA MERKEL CHE VA IN PENSIONE E MACRON CHE RISCHIA LA BATOSTA ELETTORALE: KURZ SI È DIMESSO, RUTTE NON RIESCE A FORMARE UN ESECUTIVO. IL CECO BABIS PRESTO DOVRÀ LASCIARE E GLI ESECUTIVI SCRICCHIOLANO ANCHE IN ROMANIA E BULGARIA – L’UNICO CON L’AUTORITÀ PER TENERE IN PIEDI LA BARACCA È MARIO DRAGHI…

Marco Bresolin per “La Stampa”

 

angela merkel mario draghi. 5

Travolti da scandali politici, azzoppati dai risultati elettorali, incapaci di gestire la crisi sanitaria: il vuoto di potere rischia di diventare il principale protagonista dell’autunno europeo che sta accompagnando l’uscita di scena di Angela Merkel.

 

Al Consiglio europeo che si riunirà a Bruxelles la prossima settimana ci sarà una sfilata di leader dimezzati, privi della legittimazione democratica necessaria per dare un impulso all’Agenda Ue. Mark Rutte si presenterà ancora senza un governo, Merkel da quasi pensionata, il ceco Andrej Babis con il timore di dover cedere presto il suo posto.

mark rutte 3

 

Nel frattempo è caduto il governo in Romania (proprio ieri è stato nominato premier l’eurodeputato liberale Dacian Ciolos), la Bulgaria è alle prese con nuove elezioni e l’Austria ha appena cambiato cancelliere.

 

BABIS

In queste condizioni non è facile far funzionare la macchina del Consiglio europeo, sempre più il vero centro decisionale dell’Unione. Il summit del 21-22 ottobre si occuperà di questioni di strettissima attualità e di azioni di medio-lungo respiro, come la strategia per siglare accordi con i Paesi di origine e di transito dei migranti con l’obiettivo di frenare i flussi.

mateusz morawiecki jaroslaw kaczynski

 

Nel menu ci saranno anche la crisi energetica, le sfide del digitale e l’emergenza Covid per via dell’andamento della pandemia in Romania e Bulgaria, due Paesi che ora si trovano di fatto senza un governo. L’attualità ha poi riportato al centro dell’attenzione anche la questione del rispetto dello Stato di diritto, specialmente dopo la sentenza della corte costituzionale polacca.

 

Alexander Schallenberg

Proprio ieri la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha iniziato a esaminare il ricorso presentato dalla Polonia e dall’Ungheria contro il meccanismo che vincola l’erogazione dei fondi del bilancio Ue al rispetto dello Stato di diritto. Un’agenda piena per un gruppo di leader alle prese con il vuoto di potere. Il prossimo Consiglio europeo segnerà l’esordio di Alexander Schallenberg, che ieri ha giurato come cancelliere e che fino a tre anni fa partecipava alle riunioni soltanto come sherpa del suo governo.

 

sebastian kurz

L’ex ministro degli Esteri ha preso il posto di Sebastian Kurz – dimessosi dopo lo scandalo sondaggi per le accuse di corruzione e abuso d’ufficio – di cui è un fedelissimo. Di più: per l’opposizione sarebbe soltanto una sorta di prestanome perennemente in bilico, in attesa che il giovane leader stacchi la spina per tornare al voto. Angela Merkel, impegnata nel tour europeo di commiato, tornerà a Bruxelles con le mani alzate: a Berlino continuano i negoziati per formare una coalizione e dunque lei non potrà schierarsi sulle decisioni politicamente più sensibili.

 

angela merkel mario draghi 10

Discorso simile per Mark Rutte: è ancora in carica (da 11 anni) e spera di restarci fino al 2025, ma da gennaio guida il governo senza una piena legittimazione (basti pensare che non ha ancora presentato il Recovery Plan nazionale). Dopo le dimissioni per lo scandalo sui sussidi, il premier ha affrontato le elezioni di marzo ma non è ancora riuscito a trovare un accordo di coalizione.

 

MERKEL RUTTE

Nelle ultime settimane c’è stata un’accelerata e si è avvicinata l’intesa tra il suo partito (Vvd), i socio-liberali (D66), l’unione cristiana (Cu) e i cristiano democratici (Cda), ma i Pandora Papers hanno travolto il ministro delle Finanze Wopke Hoekstra e questo potrebbe avere ripercussioni sulla nascita dell’esecutivo. A Est, traballa il ceco Andrej Babis. Alla luce dei risultati elettorali non sarà facile per il premier in carica formare un governo. E il ricovero in terapia intensiva del presidente Milos Zeman, che dovrebbe conferirgli l’incarico, complica ulteriormente le cose.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…