attacco alla statua di andrew jackson davanti alla casa bianca

ABBATTI QUESTO - FINO A 10 ANNI DI CARCERE PER CHI VANDALIZZA LE STATUE. TRUMP PASSA ALLE MISURE FORTI QUANDO DOPO TEDDY ROOSEVELT HANNO INIZIATO A IMBRATTARE PURE IL SUO AMATO PREDECESSORE ANDREW JACKSON DAVANTI ALLA CASA BIANCA - IL PRESIDENTE HA DECISO ANCHE DI SOSPENDERE LA CONCESSIONE DI CERTI VISTI DI LAVORO, PER TUTELARE GLI IMPIEGATI ''NATIVI'', CAUSANDO LA FURIA DELLA SILICON VALLEY CHE SI NUTRE DI CERVELLI IN FUGA

Valeria Robecco per ''il Giornale''

 

donald trump andrew jackson

Fino a dieci anni di carcere per chi vandalizza le statue. Donald Trump usa il pugno duro e afferma di aver «autorizzato il governo federale ad arrestare chiunque vandalizzi o distrugga un monumento, una statua o una proprietà federale negli Stati Uniti». «Questa decisione ha effetto immediato, ma può essere anche retroattiva, non ci saranno eccezioni», ha tuonato il presidente. A scatenare l'ira del tycoon è stato l'assalto, lunedì sera, alla statua di Andrew Jackson da parte di un gruppo di manifestanti. Il monumento all'ex presidente Usa responsabile del cosiddetto «sentiero delle lacrime» (la deportazione forzata dei nativi americani dalle loro terre), idolo di Trump, si trova a Lafayette Square, nei pressi della Casa Bianca.

 

attacco alla statua di andrew jackson davanti alla casa bianca

Un gruppo di 150-200 persone ha cercato di abbatterlo scatenando attimi di caos, e per calmare gli animi la polizia ha utilizzato lo spray al peperoncino, formando un cordone per proteggere l'opera e la residenza presidenziale. La statua di Jackson è uno dei bersagli della rabbia dei manifestanti che da quasi un mese invadono le strade in seguito alla morte dell'afroamericano George Floyd a Minneapolis, ma nel mirino sono finiti molti monumenti. L'ultimo in ordine di tempo era stato quella di Teddy Roosevelt, che il Museo di Storia Naturale di New York ha deciso di rimuovere dall'ingresso davanti a Central Park.

 

E le polemiche hanno riguardato anche le statue del generale sudista Robert Lee e di Cristoforo Colombo, considerate simboli del razzismo e del colonialismo. «Numerose persone sono state arrestate nella capitale per il vergognoso atto di vandalismo alla statua di Andrew Jackson, in aggiunta al deturpamento esterno della St. John Church dall'altra parte della strada - è tornato ad avvertire Trump - Dieci anni di prigione in base al Veteran's Memorial Preservation Act. State attenti». Il Comandante in Capo, nel frattempo, ha ripreso la campagna elettorale dall'Arizona, uno degli stati in bilico fondamentali per la vittoria il prossimo 3 novembre.

attacco alla statua di andrew jackson davanti alla casa bianca

 

Questa volta però non ha organizzato un grande comizio: dopo il passo falso di Tulsa, The Donald ha pensato per ora di rimandare i maxi-eventi. Trump si è prima recato a Yuma, lungo il confine con il Messico, per celebrare il completamento degli oltre 300 km di muro e rilanciare uno dei suoi cavalli di battaglia, la lotta ai clandestini e la sicurezza alle frontiere. Quindi è andato a Phoenix per un incontro con un gruppo di giovani sostenitori alla Dream City Church. La visita ha comunque attirato le critiche dei detrattori, visto il recente aumento dei casi di coronavirus nello stato. Per il candidato democratico alla Casa Bianca Joe Biden il viaggio è stato «sconsiderato, irresponsabile», e «una distrazione dalla sua fallita risposta alla diffusione della pandemia».

donald trump andrew jackson

 

Sempre sul fronte dell'immigrazione, invece, prima di volare in Arizona Trump ha deciso di prolungare fino alla fine dell'anno la sospensione di alcuni visti di lavoro negli Stati Uniti e di estendere le restrizioni sulle emissioni delle nuove carte verdi. Una misura, secondo il presidente, che serve a tutelare i lavoratori americani durante la ripresa economica, e che potrebbe tenere fuori dal paese per mesi fino a 525 mila stranieri. La mossa non è piaciuta ai giganti del web: Amazon ha parlato di «decisione miope», sottolineando che «prevenire gli ingressi di lavoratori altamente specializzati nel paese mette a rischio la competitività degli Usa».

 

«L'immigrazione ha contribuito immensamente al successo economico dell'America e di Google. Delusi dalla decisione continuiamo a stare a fianco degli immigrati», è stato invece il commento del Ceo di Mountain View, Sundar Pichai. Mentre per Twitter la mossa «mina uno dei maggiori asset economici del Paese, la sua diversità».

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