donald trump alamo texas

ABBOCCARE ALAMO – TRUMP SENZA VERGOGNA CONTINUA A FLIRTARE CON I SUOI FAN SVALVOLONI CHE HANNO ASSALTATO IL CONGRESSO E SCEGLIE IL MURO AL CONFINE CON IL MESSICO PER UN COMIZIO AD ALAMO, IN TEXAS, SU CUI SCRIVE IL SUO NOME MANCO FOSSE UN RAGAZZINO IN GITA – “IL MIO DISCORSO? APPROPRIATO. SONO I DEMOCRATICI CHE STANNO PROVOCANDO LA RABBIA IN TUTTO IL PAESE…” – MA ANCHE I REPUBBLICANI LO STANNO ABBANDONANDO, E RISCHIA DI ESSERE INTERDETTO DAI PUBBLICI UFFICI PER SEMPRE…

 

 

 

donald trump comizio ad alamo in texas davanti al muro con il messico

1 – NEL TEXAS DEGLI IRRIDUCIBILI DI DONALD "JOE NON HA VINTO UN BEL NIENTE"

Paolo Mastrolilli per "La Stampa"

 

La scena davanti all'aeroporto di Harlingen, dove atterra l'Air Force One, è sempre la stessa: camioncini che sfilano con le bandiere di Trump, perché secondo il suo popolo ha fatto bene a fomentare l'assalto di mercoledì al Congresso. «Biden - ripete Jim calandosi sulla testa il cappello rosso di MAGA - non ha vinto un bel niente. Perciò il nostro presidente legittimo ha tutto il diritto di usare qualunque mezzo per impedire il furto delle elezioni».

 

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 2

Donald lo sa che gli irriducibili non lo mollano, perciò salendo sull'aereo non mostra il minimo rimorso: «Il mio discorso di mercoledì era perfettamente appropriato». Inutile chiedere le dimissioni o il Venticinquesimo emendamento della Costituzione, e controproducente il secondo impeachment: «E' l'ultima puntata di una caccia alle streghe che dura ormai da quattro anni. E' ridicolo, assolutamente ridicolo. Però sta provocando molta rabbia, in tutto il Paese. Penso causi un enorme pericolo. Io comunque non voglio violenze». Poi al muro ha aggiunto: «Noi crediamo nello stato di diritto non nelle rivolte, è ora di curare le ferite del Paese».

un manifestante pro trump vestito da biden incarcerato

 

Sarà pure così, ma intanto come ultima visita presidenziale lui sceglie la più provocatoria possibile: «Il muro lungo il confine col Messico è stato completato. Un grande successo. Stiamo fermando la droga che arriva nel nostro Paese, e l'immigrazione illegale». Quindi ha chiesto a Biden di non abbatterlo. Dunque tutto finisce dove era cominciato.

trump biden

 

I messicani stupratori, assassini e trafficanti di droga, quando scendendo dalla scala mobile della Trump Tower aveva annunciato la sua improbabile corsa alla Casa Bianca, e i messicani ributtati dall'altra parte del confine grazie al muro, ora che nonostante le bugie sulle frodi elettorali e il tentato colpo di mano a Capitol Hill, sarà costretto ad andarsene. Perché in fondo il filo rosso che lega tutta la storia politica di Donald è questo: il terrore dei bianchi della classe media e bassa di diventare minoranza negli Usa, e quindi di perdere non solo il controllo del Paese o il lavoro, ma il senso della propria esistenza.

 

donald trump comizio ad alamo in texas davanti al muro con il messico 11

Così quattro anni fa aveva attirato gli elettori repubblicani, partendo dai più estremisti delusi dall'establishment, e così cerca ora di tenerli legati a sé. Prima di tutto per evitare l'onta del secondo impeachment, la cacciata dalla Casa Bianca e magari l'incriminazione. Ma poi anche per dimostrare che i 75 milioni di americani che lo hanno votato sono ancora con lui, e quindi con lui dovranno fare i conti gli stessi repubblicani, che decida o meno di ricandidarsi nel 2024.

gas lacrimogeni contro i manifestanti a washington

 

Alamo, dove viene a visitare il suo muro, è al centro della Rio Grande Valley del Texas, dove durante l'amministrazione Obama c'era stato l'assalto dei migranti bambini non accompagnati dai genitori. Una delle tragedie che più avevano scosso la coscienza degli americani, creando il terreno fertile per Trump. Le cose in realtà non sono andate come le rivendica.

 

donald trump comizio ad alamo in texas davanti al muro con il messico

Negli ultimi quattro anni sono state costruite 452 miglia di muro, o per meglio dire recinzione, ma solo 12 sono nuove. Il resto esisteva già, ma è stato rinforzato con una barriera alta nove metri. Il costo è stato 15 miliardi di dollari, sottratti in gran parte al bilancio del Pentagono, perché il Congresso si è rifiutato di finanziare il progetto e ha stanziato solo 4,5 miliardi.

 

jake angeli

Inutile dire che il Messico non lo ha mai pagato, come invece giurava Donald durante i comizi. Dunque la promessa di recintare tutte le 1.954 miglia del confine meridionale non è stata mantenuta, ma il punto non è mai questo. Fin dal principio questa proposta era stata concepita come un segnale di richiamo per i bianchi terrorizzati dalla trasformazione demografica dell'America, e in diversi casi razzisti.

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 1

 

Il punto non era fermare davvero i narcos o gli illegali col muro, ma lanciare il messaggio che la politica sull'immigrazione andava cambiata, e chi ci teneva doveva votare Trump. Infatti poi erano seguite le gabbie dove rinchiudere i bambini, separati dai genitori che in parecchi casi non sono stati ancora ritrovati, ma anche la proposta di ridurre i visti per i giornalisti stranieri allo scopo di cacciarli dal Paese che aveva scolpito la libertà di espressione nel Primo emendamento della Costituzione.

 

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 3

«I numeri dimostrano che l'operazione non ha funzionato, neppure secondo i parametri di Trump», denuncia il deputato democratico di questa regione Joaquin Castro. Infatti secondo la Custom and Border Protection dal 2018 al 2019 gli arresti degli illegali al confine sono quasi triplicati, da 396.579 a 851.508. Nel 2020 c'è stata una frenata provocata dal Covid, ma già tra aprile e luglio c'è stata una nuova impennata del 137%. Trump ha ammesso che «ora sembra esserci una crescita degli arrivi. Alcune carovane si stanno formando, perché pensano di avere vita facile, ma noi siamo in grado di fermarle».

 

assalto al congresso usa

Castro replica così: «Il problema dell'immigrazione non è mai stato come lo ha dipinto Trump, e infatti non lo ha risolto. Il suo approccio ha fallito, perché Usa e America Latina hanno bisogno uno dell'altro per trovare la soluzione, non la banale idea del muro. Però lui, invece di rispondere delle violenze provocate mercoledì che devono portare all'impeachment, viene qui a seminare altro odio e divisione. E' stata la cifra della sua presidenza, resterà come la sua eredità storica».

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo

 

2 – TRUMP IN TEXAS SENZA RIMORSI «IL MIO DISCORSO? APPROPRIATO»

Giusepep Sarcina per il "Corriere della Sera"

 

Nessun passo indietro. Donald Trump non ha nulla da rimproverarsi per l'assalto del 6 gennaio a Capitol Hill. Il suo discorso, tenuto prima degli incidenti davanti al Monumento di Washington, è all'esame della Procura generale del District of Columbia, ed è anche il nerbo dell'impeachment avviato dai democratici alla Camera: «incitamento all'insurrezione».

 

donald trump ad alamo in texas

E in serata, per la prima volta, diventa concreta la possibilità che possa essere condannato dal Senato ed espulso per sempre dalla politica americana. Il New York Times scrive che il leader dei senatori Mitch McConnell, sarebbe «contento» per la procedura di impeachment avviata contro il presidente. McConnell, aggiunge il quotidiano, «odia quello che ha fatto Trump nei giorni scorsi».

 

stop the steal le truppe trumpiane senza mascherina al congresso

I tumulti nel Congresso hanno causato cinque morti, tra cui l'agente di polizia Brian Sicknick. Vedremo se l'indiscrezione sarà confermata dai fatti. Se cioè McConnell voterà davvero per la condanna di Trump. E, nel caso, quanti repubblicani farebbero la stessa cosa? Ne servono 17 per raggiungere il quorum dei due terzi necessario per una sentenza di colpevolezza.

 

la guardia nazionale

 Il vecchio blocco repubblicano, schierato nella difesa a oltranza di Trump, sta franando. Vedremo fino a che punto. Oggi almeno dieci deputati potrebbero votare con i democratici per avviare formalmente l'impeachment alla Camera.

 

nancy pelosi

Di sicuro tra loro ci sarà Liz Cheney, la figlia dell'ex vice presidente e numero tre nella gerarchia repubblicana nella House. Cheney ha diffuso una nota durissima: «Quello di Trump è il più grave tradimento della Costituzione nella storia. Voterò per il suo impeachment». Inoltre, secondo i media americani, il suo vice Mike Pence non esclude il ricorso al 25° emendamento, cioè alla possibilità di rimuovere il presidente «qualora non sia in grado di assolvere i suoi doveri».

ivanka e melania trump by osho

 

E persino sua figlia Ivanka starebbe pensando di partecipare alla cerimonia di Inaugurazione di Biden, dove, invece, Trump non andrà, come ha annunciato con il suo ultimo tweet prima del bando, lo scorso 8 gennaio. Ma il presidente in carica insiste: «Se leggete il mio discorso del 6 gennaio vedrete che è stato del tutto appropriato». Trump si è fermato a parlare con i cronisti del pool, pochi minuti prima di imbarcarsi per Alamo, Texas, dove nel pomeriggio ha tenuto un comizio per «celebrare la promessa mantenuta» di costruire 450 miglia di Muro al confine con il Messico.

 

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 3

Ecco la sua versione, simile a quella di alcuni «anchor» di Fox News : «Guardate a ciò che altri hanno detto, politici ad alto livello, sulle orribili rivolte dell'estate scorsa a Portland e a Seattle e in altri posti. Questo è il vero problema». E sull'impeachment: «Per quanto mi riguarda io non voglio violenze. Ma l'impeachment è davvero la continuazione della più grande caccia alle streghe della storia politica.

 

donald trump autografa il muro con il messico ad alamo 4

È ridicolo, assolutamente ridicolo... e sta causando un pericolo enorme per il nostro Paese e una rabbia enorme. Io non voglio violenza». Trump, dunque, cerca di capovolgere la dinamica della crisi, respingendo ogni responsabilità e, soprattutto, mantenendo a livelli allarmanti lo scontro politico. Ce n'è anche per i social che lo hanno oscurato, in via provvisoria o, come Twitter, per sempre: «Le big tech stanno facendo una cosa orribile al nostro Paese. Penso che sarà un errore catastrofico per loro. Stanno dividendo le persone... Questo indurrà altri a fare la stessa cosa e ciò causerà molti problemi e molti pericoli. Un grande errore...Tuttavia c'è sempre una possibile contromossa. Non ho mai visto tanta rabbia come ora e questa è una cosa terribile. Ma bisogna sempre evitare la violenza. E noi abbiamo un immenso sostegno».

supporter di trump assaltano il congresso usa polizia davanti alla casa bianca gary cohn jared kushner ivanka trump ivanka trump distribuisce pacchi alimentarifreedom protest a los angeles manifestazioni pro trump in texas palle di neve contro gli anti trumpiani in nebraska un poliziotto si fa un selfie con i supporter di trumpproteste oregon un poliziotto aiuta una supporter di trum pmanifestazioni pro trump a austin, texas una ghigliottina a phoenix, arizonamanifestanti pro trump alla city hall di los angeles proteste in mississipisupporter di trump assaltano il congresso usa 1

 

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...