manifestazioni anti aborto 1

ABORTO, VIETATO DISSENTIRE  - DA OGGI IN SPAGNA MANIFESTARE CONTRO LE INTERRUZIONI DI GRAVIDANZA PUÒ COSTARE IL CARCERE DA TRE MESI A UN ANNO: È ENTRATA IN VIGORE LA LEGGE CONTRO CHI “OSTACOLA UN DIRITTO” - “AVVENIRE” SI SCANDALIZZA: “VENGONO CRIMINALIZZATI QUANTI CERCANO DI PERSUADERE LE DONNE CHE UN'ALTRA SCELTA È POSSIBILE. SPESSO PREGANDO, RECITANDO SLOGAN, MOSTRANDO CARTELLI O PICCOLI FETI DI PLASTICA O...”

Paola Del Vecchio per “Avvenire

 

manifestazioni anti aborto 2

Molestare o infastidire le donne che si recano in ospedale o in clinica per abortire è diventato un reato in Spagna, in virtù della riforma del Codice penale approvata dal Senato.

 

E che entra in vigore oggi, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Secondo il testo promosso dal Partito socialista del premier Pedro Sánchez, tutti quelli che, «per ostacolare l'esercizio del diritto all'interruzione volontaria di gravidanza», infastidiscono una donna «con atti molesti, offensivi, intimidatori o coercitivi che ledano la sua libertà» saranno puniti col carcere da tre mesi a un anno, o con il lavoro comunitario.

 

pedro sanchez

Le stesse sanzioni sono previste per chi viene accusato di voler intimidire medici e professionisti che lavorano nei centri sanitari nei quali si pratica l'interruzione di gravidanza (Ivg).

 

Le associazioni in difesa della vita hanno espresso il loro «rifiuto unanime» alla normativa, che «nella pratica criminalizza quanti cercano di persuadere le donne che un'altra scelta è possibile».

 

manifestazioni anti aborto 1

Spesso pregando, recitando slogan, mostrando cartelli o piccoli feti di plastica o invitando le donne a salire sull'«Ambulanza Vita» alle porte delle cliniche, «perché possano sentire il battito del feto all'ecografo». Tutte forme sul cui stile si può anche dibattere e dissentire, ma non certo passibili del carcere. Almeno fino a oggi.

 

«Pregare non è un reato, e continueremo a offrire il nostro aiuto alle donne perché vedano che l'aborto non è l'unica soluzione», ha protestato Inmaculada Fernández a nome della Piattaforma «Derecho a Vivir», assieme ai rappresentanti di 140 associazioni dell'Assemblea per la Vita concentrati davanti al Senato.

 

manifestazioni anti aborto 4

Contro il via libera alla norma hanno votato il Partito Popolare e Vox, che valutano di impugnarla davanti alla Corte costituzionale. Mentre la piattaforma «One of Us» denuncia «il grave attentato alla libertà di espressione e di manifestazione».

 

A esprimere preoccupazione è la coordinatrice della federazione europea, Ana Del Pino, per la quale «si è imposto il business, la pressione della potente lobby delle cliniche private sui chi difende i valori della vita». Il nuovo reato poi «colpisce le stesse donne, privandole della possibilità di ricevere aiuto o informazione su una decisione così importante».

 

manifestazioni anti aborto 5

Secondo un recente rapporto dell'Associazione spagnola delle cliniche accreditate per l'Ivg (Acai), l'89% di coloro che hanno abortito nei centri privati in Spagna si sono sentite molestate e il 66% minacciate. Già nel 2019 il Difensore del Popolo aveva aperto un dossier per verificare presso le forze di polizia quale fosse stato l'esito di denunce per «violazione del diritto all'intimità e all'integrità fisica e morale» presentate da donne che si erano sentite «ostacolate nel diritto all'aborto».

 

manifestazioni anti aborto 3

L'interruzione di gravidanza è legale in Spagna dal 1985. «Se la nuova norma punta a perseguire atti coattivi o intimidatori, questi erano già codificati nel Codice penale - spiega Carlos Pérez del Valle, docente di Diritto penale dell'Università San Pablo Ceu -. Ora si fa riferimento ad atti molesti e offensivi, un concetto molto più aperto in termini di coercizione, poiché soggettivo, e che converte in intimidazioni le azioni che presuntamente non lo sono».

 

Secondo il penalista «quando questo concetto è applicato ai centri sanitari privati, che possono percepire come molestie anche atti che oggettivamente non lo sono, come le preghiere, l'unico scopo è criminalizzare gli attivisti per la vita, in un modo che si ripercuote sulla libertà di espressione e manifestazione».

 

ZAPATERO

Nella Spagna a forte tradizione cattolica, l'aborto era stato depenalizzato per tre soli motivi: stupro, grave rischio per la donna o malformazione del feto. Nel 2010 è stato legalizzato in tutti i casi fino alla 14esima settimana con la legge Zapatero, sulla quale pende ancora il ricorso di incostituzionalità presentato dal Pp.

 

Nel frattempo, sulla cosiddetta 'controriforma', promossa nel dicembre 2013 dall'esecutivo di Rajoy, si è infranta una delle più promettenti carriere dei Popolari; quella del ministro della Giustizia Alberto Ruiz-Gallardón, costretto a dimettersi, uscendo dalla scena politica.

 

manifestazioni pro aborto negli usa 19

Secondo i dati del Ministero della Sanità, nel 2020 l'84,5% delle Ivg sono state realizzate in cliniche convenzionate e solo il 15,5% in ospedali pubblici, dato l'alto numero di medici obiettori. In Andalusia, Aragona, Castilla-La Mancha, Estremadura, Madrid e Murcia neanche l'1% degli aborti fra il 2010 e il 2020 è stato realizzato in strutture pubbliche.

 

E in almeno 11 province non si praticano Ivg, con le donne che vanno in altre regioni. Per questo la ministra dell'Uguaglianza Irene Montero, di Unidas Podemos, intende riformare la legge entro l'anno, con la creazione di un registro dei medici obiettori.

 

manifestazioni pro aborto negli usa 2

Al progetto si oppone la titolare della Sanità, la socialista Darias, che ha escluso di regolare per legge l'obiezione di coscienza. Nella «nota dottrinale» approvata a marzo dalla Commissione per la Dottrina della fede la Chiesa spagnola ha ricordato che «occorre che una persona anteponga il dettato della propria coscienza a quanto ordinato o permesso dalle leggi. Questo non giustifica la disobbedienza alle norme promulgate dalle autorità legittime», chiariscono i vescovi, evidenziando che «lo Stato non deve restringere o minimizzare» il diritto all'obiezione «con il pretesto di garantire l'accesso delle persone a certe pratiche riconosciute legalmente, e presentarlo come un attentato ai 'diritti degli altri'».

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…