bossi villa gemonio

ADDIO ALLA LEGA CHE FU: BOSSI VENDE LA VILLA DI GEMONIO – PER LA SUA STORICA RESIDENZA IL PADRE FONDATORE DELLA LEGA CHIEDE 430 MILA EURO. LA CASA RIEVOCA LE IMMAGINI DEI SUMMIT ANNI ‘90 CHE HANNO SEGNATO IL PASSAGGIO DELLA LEGA DI BARRICATA A QUELLA DI GOVERNO: BERLUSCONI RILASSATO IN MANICHE DI CAMICIA, FINI SORRIDENTE O UN ROBERTO CALDEROLI IN PANTALONCINI CORTI - LA VILLA NEGLI ANNI '70 LA SEDE DI...

Andrea Camurani per il “Corriere della sera - Edizione Milano”

 

bossi villa gemonio

Un nome, Bossi, un paese, Gemonio: non importa se il Senatùr per l' anagrafe è nato a Cassano Magnago, paesone della bassa provincia di Varese, perché casa sua da decenni è qui sulle Prealpi varesine a una ventina di chilometri scarsi dal capoluogo e non distante da Laveno, sul Lago Maggiore.

 

Aria buona, tanto verde. Da ieri però in questo comune di neanche 3 mila residenti ci si sente un po' più in periferia, almeno da quando si è sparsa la voce che la residenza del padre fondatore della Lega è in vendita. Prezzo base: 430 mila euro.

 

E per convincere gli acquirenti che è un buon affare, sul sito dell' immobiliare di «Sognocasa» di Caronno Pertusella sono state pubblicate anche le foto - 14 - che riprendono da diverse angolazioni questa dimora dove si vedono imposte aperte, un po' di disordine nel giardino che degrada per diverse decine di metri verso il fondovalle da dove passa il treno e la statale.

 

bossi villa gemonio berlusconi fini

 Ma l' immagine che a molti tornerà alla memoria è quella delle giornate degli anni 90 che hanno segnato il passaggio della Lega di barricata a quella di governo, quando il partito che oggi ha perso ogni connotazione geografica nel simbolo si chiamava Lega Nord e di cui Umberto Bossi era segretario federale. La casa si prestava ai summit.

 

Gli incontri avvenivano sia fra gli alleati di governo, sia fra i colonnelli del partito che arrivavano con scorta in borghese e berline fatte passare dai carabinieri in divisa fermi a presidiare la via Verbano, quasi un viottolo che scende dalla strada principale, non molto distante dall' ex sede locale della Lega Nord di via Marsala chiusa da qualche anno.

 

bossi villa gemonio

Bastava questo fermento di forestieri per capire che in paese stava succedendo qualcosa di importante che si distingueva dagli incontri fra gli amici di sempre: erano le giornate con mezzo Governo che si dava appuntamento sotto al bersò fatto di viti e glicini, dove capitava di poter vedere di sfuggita un Silvio Berlusconi rilassato in maniche di camicia, un Gianfranco Fini sorridente o un Roberto Calderoli in pantaloncini corti: istantanee di un tempo.

 

Oggi tutti si chiedono dove andranno ad abitare i Bossi qualora un acquirente dovesse farsi avanti (anche se per il momento, dicono dall' immobiliare, «non sono in corso trattative»). L' altra domanda è: perché vendere? La risposta potrebbe nascondersi nell' annuncio che descrive la casa come «disposta su quattro livelli». Immobile di pregio, insomma, ma con volumi d' inizio Novecento che vuol dire scale e dislivelli forse non più idonei allo stile di vita del suo inquilino che ha avuto un problema di salute lo scorso febbraio: la famiglia ha chiesto discrezione sulle condizioni ma non è impossibile pensare che l' idea di spostarsi possa riguardare proprio l' esigenza di avere spazi diversi.

bossi villa gemonio berlusconi fini

 

La casa è stata ristrutturata nel corso degli anni '80 ma anche in seguito vennero fatti lavori e migliorie. Alcune delle somme rubricate come «casa capo lavori» figurano nelle causali scritte sulle matrici di alcuni assegni finiti nel «caso Belsito», processo per appropriazione indebita di fronte al tribunale di Milano poi finito in appello col «non doversi procedere» per gli imputati, tra cui lo stesso Umberto Bossi.

 

E pensare che questa casa fu suo malgrado teatro di giochi politici su tavoli molto meno importanti ma non per questo meno gustosi legati alle vicissitudini della vita politica locale: nel 1970 fu la culla per un accordo fra democristiani e socialisti che portò a una inedita amministrazione di centrosinistra che vinse le elezioni comunali. L' anima di quegli esperimenti politici ha convissuto nelle stanze della villa, almeno fino ad oggi.

bossi villa gemonio berlusconi fini

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….