tfr

AIUTO, SI SONO CIUCCIATI IL TFR - IN DODICI ANNI IL FONDO CHE RACCOGLIE I TRATTAMENTI DI FINE RAPPORTO PRESSO L'INPS HA RACCOLTO 68 MILIARDI, TUTTAVIA OLTRE 36 SONO SPARITI - UN PEZZO DELLA BUSTA PAGA DI 3,3 MILIONI DI ITALIANI È SPARITO IN 40 VOCI DI BILANCIO - TRANQUILLI: I SOLDI VOLATILIZZATI LI METTERÀ LO STATO QUANDO SARÀ IL MOMENTO DELLA PENSIONE MA QUESTO SIGNIFICA CHE…

Giuliano Zulin per “Libero quotidiano”

 

ROMANO PRODI

Oddio, mi è sparito il Tfr. Ben 3,3 milioni di lavoratori hanno deciso di "lasciare in azienda" la loro quota della liquidazione, che ammonta a circa il 7% della retribuzione. Peccato che se il dipendente è assunto in un' impresa superiore ai 50 addetti, il Tfr maturando (si chiama così) non resta in azienda. Finisce all' Inps, che in teoria dovrebbe "lavorare" questa somma in modo da consegnare una mini rendita all' operaio o all' impiegato quando andranno in pensione.

 

Per legge la remunerazione prevista è dell' 1,5% più il 75% dell' incremento dell' inflazione, solo che siccome quest' ultima voce è praticamente nulla dato che i prezzi al consumo sono fermi, al lavoratore non resta che una misera rivalutazione. Ma tant' è, piuttosto di niente è meglio piuttosto, no?

 

pasquale tridico 1

Il problema è un altro. Dal 2007, quando il governo Prodi decise che il Tfr non poteva più restare a disposizione delle aziende bensì doveva migrare all' ente previdenziale, gran parte dei soldi versati dagli italiani è stata utilizzata per altri scopi. I denari dei dipendenti sono stati spesi in giro, di qua e di là, a seconda delle evenienze. Insomma, all' Inps usano le liquidazioni degli italiani come bancomat. Le cifre sono spaventose.

 

In dodici anni il Fondo Tfr presso l' Inps ha raccolto 68 miliardi, tuttavia oltre 36 sono spariti, come ha rivelato Il Sole24Ore di ieri. Pochi mesi fa la Corte dei Conti ha provato a capire dove siano finiti questi quattrini. E le risposte uscite dal governo sono da mani nei capelli. Il Ministero dell' Economia ha passato la palla a quello del Lavoro, che ha scaricato la patata bollente all' ente previdenziale presieduto da Tridico, il quale a sua volta ha citato leggi senza offrire risposte esaustive. Resta un fatto: un pezzo della busta paga di 3,3 milioni di italiani è sparito in 40 voci di bilancio, che l'esecutivo non ha intenzione di comunicare.

 

inps-3

In realtà, nel 2007, il comma 758 della Finanziaria aveva stabilito che le somme affluite all'Inps avrebbero dovuto essere utilizzate per "promozione edilizia ad alta efficienza energetica, fondo salvataggio e ristrutturazione imprese in difficoltà, imprese pubbliche, alta velocità, spese funzionamento della Difesa, rifinanziamento per investimenti". Chi li ha visti questi 36 miliardi spesi?

 

È più facile ipotizzare che siano finiti nel calderone generale, alla faccia delle speranze degli iscritti al fondo Inps. Avvertiamo subito i lavoratori: i soldi volatilizzati li metterà lo Stato quando sarà il momento della pensione. Tranquilli... Questo però significa che il debito pubblico aumenterà. Magari di 68 miliardi. D' altronde il governo Prodi aveva etichettato le quote Tfr come entrate, non come passività. Capite? Avevano già intenzione di spendere e spandere gli stipendi dei lavoratori...

 

pensione

Una beffa senza eguali, considerando la perdita di liquidità che hanno subìto le aziende dopo la riforma di 12 anni fa. Di punto in bianco hanno rinunciato, appunto, a 68 miliardi. Finiti a ingrassare le casse bucate dell' Inps e sottratte al ciclo economico. Per le imprese il danno non è comunque terminato: quando un occupato si congederà dal lavoro causa età, sarà lo stesso imprenditore che dovrà anticipare la liquidazione al dipendente. Sì, poi potrà chiedere un conguaglio sui contributi dovuti per gli altri lavoratori ancora attivi. Ma se la società dovesse chiudere? O se l' azienda non avesse debiti nei confronti dell' Inps? Di fatto la restituzione del Tfr al dipendente sarà un' altra tassa.

 

Intanto l' Inps incassa e regala soldi, magari pure ai brigatisti. E dire che ieri, ad Assolombarda, Conte ha sentenziato: «L' azione politica non deve essere una lotta per l' appropriazione di risorse nell' immediato ma un progetto riformatore pienamente condiviso anche per il futuro». Lo dica pure ai 3,3 milioni di italiani beffati.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...