AJO, OJO E CAMPIDOGLIO: LA RAGGI SI METTA L’ANIMA IN PACE, ZINGARETTI NON CEDE SULLA SUA RICANDIDATURA A ROMA. AVREBBE CONTRO TUTTO IL PD – IL GIOCO DEL CERINO TRA CALENDA E I DEM – SU NAPOLI UNA CONVERGENZA PD-M5S SI PUO’ OTTENERE SUL NOME DI FICO. MA IN CORSA CI SONO ANCHE AMENDOLA E MANFREDI…

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Marco Antonellis per “Italia Oggi”

 

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Nel Pd si parla molto della vicenda Roma, con i Dem che attendono le mosse di Carlo Calenda. In settimana ci sarà il primo tavolo cittadino della coalizione, e questo servirà a far capire al Pd che ruolo vorrà giocare l' ex ministro: «È Calenda che deve scegliere non il Pd», dice un autorevole dirigente del Pd romano in prima fila sul dossier. «Vuole contribuire alla costruzione di un progetto di rinnovamento e a un' alleanza larga per la Capitale?

 

O vuole dividere e disarticolate l' arco di forze che si sta preparando alla battaglia contro la Raggi? Il Pd la sua scelta l' ha fatta: massima disponibilità a Calenda, con Azione che è invitata alla riunione dell' alleanza per decidere tutto. Ora sta a Calenda. Vedremo quale sarà il suo gioco: unire e fare il sindaco di tutti o dividere e fare solo il leader di Azione?».

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E sempre sulla Capitale, nonostante le aperture (per la verità subito rientrate) di Di Maio, c' è un punto che Zingaretti ha estremamente chiaro e dal quale non intende derogare per nessun motivo: stop a qualsiasi accordo con la Raggi e con i 5 Stelle. Spiegano dal Nazareno: «Decidono i territori, i dirigenti locali, e se con loro parli della Raggi e dei grillini capisci che , giustamente, è un capitolo chiuso. D' altronde basta guardare come è ridotta la città e ricordare che i nostri consiglieri da cinque anni solo all' opposizione all' attuale sindaco. Quindi hanno perfettamente ragione».

 

NICOLA ZINGARETTI E VIRGINIA RAGGI NICOLA ZINGARETTI E VIRGINIA RAGGI

Intanto anche a Napoli si fanno i conti con le prossime elezioni e manco a dirlo si tratterà di un gioco ad incastri con tutti gli altri comuni che andranno al voto il prossimo anno e anche in questo caso nel centrosinistra si cercherà di fare la «sintesi», se possibile, tra l' anima piddina e quella grillina. In pole position c' è l' attuale presidente della Camera Fico, molto gradito anche agli attuali vertici del Nazareno.

 

Ci sarà però da fare i conti con il vero dominus della situazione, il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca. «È impossibile prendere una decisione da quelle parti senza il suo benestare» spiegano fonti che stanno seguendo da vicino il dossier. In pista, oltre a Fico, ci sono anche due dem purosangue: il ministro dell' Università Manfredi e quello per gli Affari europei Amendola.

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