tagliaferri meloni renzi

ALE’, ALES! NEL PIENO DELLA BUFERA BOCCIA-SANGIULIANO, IL PRESIDENTE E AD DI ALES,FABIO TAGLIAFERRI, MOLTO VICINO A ARIANNA MELONI, HA PRONTO UN PIANO CHE PREVEDE 4 NUOVE ASSUNZIONI AI MASSIMI LIVELLI NELLA SOCIETA’ BRACCIO OPERATIVO DEL MINISTERO DELLA CULTURA – RENZI: “CI INTERESSA SAPERE SE ALES HA FATTO ASSUNZIONI MARCHETTA OPPURE NO, CI INTERESSA SAPERE SE CHI HA RICEVUTO SOLDI DA ALES HA FINANZIATO E IN CHE MODO FRATELLI D'ITALIA, CI INTERESSA SAPERE SE SANGIULIANO HA SCELTO TAGLIAFERRI PERCHÉ QUALCUNO GLIEL'HA DETTO…”

FABIO TAGLIAFERRI

(Nova) - "A me interessa sapere che cosa fa un ministro in ufficio, non cosa fa a letto". Lo dichiara nella Enews il leader di Italia viva, Matteo Renzi. "E le cose al momento stanno cosi' - continua l'ex premier -.

 

Nella principale azienda che gestisce la cultura in Italia, Sangiuliano ha nominato un consigliere comunale di Frosinone privo di curriculum e credibilita' imprenditoriale e culturale oltre che molto discusso nella sua citta'.

 

Pare che la scelta di puntare su di lui, tal Tagliaferri, derivi direttamente da una delle sorelle Meloni.

 

Ci interessa sapere quale delle due sorelle, ci interessa sapere se Ales ha fatto assunzioni marchetta oppure no, ci interessa sapere se chi ha ricevuto soldi da Ales ha finanziato e in che modo Fratelli d'Italia, ci interessa sapere se Sangiuliano ha scelto Tagliaferri perche' lo conosceva o perche' qualcuno gliel'ha detto. Perche' la prima azienda per servizi culturali in Italia deve essere trasparente e pulita, no?"

 

Fabio Tagliaferri

 

 

ALES, L’AD TAGLIAFERRI (FDI) MOLTIPLICA IN SEI MESI DIRIGENTI E CONSULENTI

Estratto dell'articolo di Gabriella Cerami per "La Repubblica" - Estratti

 

 

 

Un documento riservato, illustrato ai componenti del Consiglio di amministrazione, ai dirigenti e agli organi sindacali. Fabio Tagliaferri, esponente di Fratelli d’Italia di Frosinone, molto vicino alla capo segreteria del partito Arianna Meloni e nominato nel febbraio scorso presidente e amministratore delegato di Ales, ha pronto un piano che prevede nuove assunzioni ai massimi livelli, proprio mentre sul ministero della Cultura si è abbattuta la bufera legata alle nomine e in particolare a quella mancata di Maria Rosaria Boccia, costata il posto all’ex ministro Gennaro Sangiuliano.

 

 

POST FACEBOOK DI FABIO TAGLIAFERRI PER ARIANNA MELONI

 

Il piano prevede quasi un raddoppio del numero dei dirigenti all’interno della società in house che supporta il dicastero nelle sue attività: dagli attuali cinque si arriverebbe a nove, con l’assunzione quindi di quattro nuove figure apicali, selezionate e scelte direttamente dal presidente.

 

 

 

Tutto questo potrebbe avvenire a stretto giro, a meno che il nuovo ministro della Cultura Alessandro Giuli non decida di fermare la delibera anche per non alimentare quelle voci secondo cui, dall’insediamento di Tagliaferri, Ales sarebbe diventato un «assumificio della destra». E quattro nuovi dirigenti, stando alla media degli attuali stipendi, verrebbero a costare circa 500 mila euro in più.

 

Fabio Tagliaferri

In Parlamento ci sono già due interrogazioni depositate, una a firma Italia viva, l’altra Pd. In entrambe viene chiesto un report delle assunzioni fatte in Ales da febbraio, mese di insediamento di Tagliaferri, ad oggi. In particolare il renziano Francesco Bonifazi scrive che la nomina del presidente e amministratore delegato, che percepisce un compenso complessivo di 146 mila euro, «suscita diverse perplessità considerato il curriculum privo di qualsiasi requisito ed esperienza professionali in ambito culturale». E riguardo le nuove assunzioni intende «verificare se i criteri di assegnazione di nomine e incarichi non siano stati i semplici rapporti di appartenenza politica e amicali».

 

Fabio Tagliaferri

C’è infatti tutto un capitolo assunzioni già avvenute tramite bando pubblico, a cui in molti casi ha partecipato una sola persona. In sette mesi, ma nei primi venti giorni di presidenza non si registrano assunzioni, sono stati stipulati 88 nuovi contratti di consulenza e collaborazione, come emerge dal sito.

 

(...)

giorgia arianna meloni

 

 

GIORGIA MELONI CON LA SORELLA ARIANNAmatteo renzi e sempre cartabianca 1Fabio Tagliaferri

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…