luigi di maio e giuseppe conte con vladimir putin

ALL'ARMI, SIAM PACIFISTI! - PURE DI MAIO SI ACCODA A CONTE NEL DIBATTITO SULLE ARMI PESANTI DA MANDARE IN UCRAINA: "DOBBIAMO SUPPORTARE KIEV E IL SUO ESERCITO E ALLO STESSO TEMPO L'ITALIA CONTINUERÀ A LAVORARE PER LA PACE. MA NON POSSIAMO PENSARE DI FORNIRE ARMI PER COLPIRE IL SUOLO RUSSO" - ANCHE LEGA E FORZA ITALIA PROVANO A SMORZARE I TONI. CALENDA: "DARE LE ARMI A LUNGA GITTATA SIGNIFICA UNA REAZIONE…"

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera

 

di maio conte

Continua a tenere banco nel dibattito politico il ruolo dell'Italia nel conflitto ucraino, a partire dall'invio di armi pesanti. «Quello che ha detto Giuseppe Conte sulla legittima difesa credo sia condivisibile. Dobbiamo supportare l'Ucraina e il suo esercito e allo stesso tempo l'Italia continuerà a lavorare per la pace - ha detto Luigi Di Maio alla trasmissione Rai Che tempo che fa -. Ma non possiamo pensare di fornire armi per colpire il suolo russo».

 

SALVINI PUTIN CONTE DI MAIO

Il ministro degli Esteri si è lamentato dello stallo diplomatico: «Il negoziato purtroppo è fermo, ma noi come italiani non abbiamo mai smesso di ravvivarlo», ha detto, per poi precisare: «Vorrei vedere molti più Paesi europei più attivi in questo momento storico per rimettere in piedi il negoziato, partendo dalle concessioni fatte da Zelensky». Di Maio ha sottolineato che in Ucraina sono attualmente presenti circa 120 cittadini italiani e «la stragrande maggioranza vuole restare lì».

 

matteo salvini con le armi 6

«Il governo di unità nazionale serve proprio per garantire e proteggere l'Italia dal rischio di instabilità delle crisi», ha rimarcato l'esponente M5S. Che ha sottolineato: «La visita di Draghi a Washington serve a ribadire che noi stiamo dalla parte della democrazia» e «sarà molto importante per rafforzare l'unità dell'Unione Europea e dell'Alleanza atlantica».

 

matteo salvini con le armi 4

Il fronte pacifista intanto si allarga. «Spero che la missione americana di Draghi porti Biden a toni più pacati e moderati e lo faccia tornare a parlare di pace e non solo di guerra e di armi», dice invece Matteo Salvini.

 

Il leader della Lega interviene anche su Twitter: «Le parole del Santo Padre si confermano sagge e preziose: mi auguro che tutti i leader ci riflettano con grande attenzione» (papa Francesco aveva detto all'Angelus che «le armi non portano mai la pace» e che la guerra è «un'insensata sciagura», ndr). Il leader leghista si dice d'accordo con l'ex ministro dem Graziano Delrio che alla Stampa aveva detto: «È il disarmo l'unica logica, non quella bellica».

 

ANTONIO TAJANI MATTEO SALVINI

Intanto a Rete 4 il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani afferma: «Le armi dell'Occidente vanno usate in Ucraina. Non sono d'accordo con Johnson. Le armi non vanno usate in Russia».

 

Per Carlo Calenda «dare le armi a lunga gittata significa una reazione. Sono favorevole a dare le armi all'Ucraina perché altrimenti la prossima volta Putin si rivolge ai Paesi baltici, ma deve essere fatta in un certo modo».

 

carlo calenda a l'aria che tira

Il segretario nazionale di Azione, a Mezz'ora in più su Rai3 attacca poi il M5S: «Conte dice no ai termovalorizzatori perché inquinano? È una assurdità. Tutte le città del mondo li usano. Conte è passato da essere un leader istituzionale a essere un Di Battista con la pochette».

 

Contro l'esecutivo invece si scaglia Vito Petrocelli, il senatore filorusso presidente della commissione Esteri: «L'unica scelta politica vera è fermare l'invio di tutte le armi e togliere la fiducia a Draghi. Il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale, perché tutti i partiti hanno votato la delega in bianco per armare l'Ucraina fino a dicembre 2022».

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…