davide casaleggio giuseppe conte

ALL’AVVOCATO DEL POPOLO SERVE UN AVVOCATO - LO SCONTRO TRA IL MOVIMENTO 5 STELLE E CASALEGGIO STA SCIVOLANDO VERSO UNA GUERRA GIUDIZIARIA TOTALE - CONTE HA PROVATO A MEDIARE OFFRENDO UNA PARTE DEI SOLDI CHE ROUSSEAU RIVENDICA IN CAMBIO DEI DATI CON GLI ISCRITTI, MA IL PRESIDENTE DI ROUSSEAU HA RIFIUTATO - CRIMI: “STA MACCHIANDO LA STORIA DI SUO PADRE”

Ilario Lombardo per "la Stampa"

 

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 2

«Se l' intera architettura della piattaforma Rousseau è stata costruita con i soldi del M5S, allora significa che, oltre agli iscritti, anche Rousseau dovrà restare al Movimento». Giuseppe Conte affila le armi che conosce meglio. Quelle del diritto e delle aule di tribunale.

 

Lo scontro con Davide Casaleggio sta precipitosamente scivolando verso una guerra giudiziaria totale. Chi ha parlato con l' ex premier e avvocato nelle ultime ore, lo ha trovato molto combattivo, ma anche stufo del comportamento dell' imprenditore. Conte ha provato una mediazione: il M5S avrebbe offerto una parte dei soldi che Casaleggio rivendica (450 mila euro) e lui, in cambio, avrebbe consegnato il database con gli iscritti, lasciando il M5S ad arrangiarsi con un' altra piattaforma online.

 

IL NUOVO BLOG DELLE STELLE

Entrambe le parti ne sarebbero uscite con una mezza vittoria e con una mezza sconfitta. Così non è avvenuto. E di fronte al muro di Casaleggio Conte ha alzato l' obiettivo. È convinto che attraverso una procedura di emergenza il M5S potrà prendersi i dati sui militanti e poi avviare una causa per sfilare dalle mani del manager la sua creatura, dimostrando che è stata creata all' ombra del Movimento e potenziata attraverso i versamenti degli oltre trecento parlamentari.

 

davide casaleggio

Anche dal punto di vista umano, ormai, il rapporto tra M5S e Casaleggio si è disintegrato. Basta vedere cosa è accaduto ieri. I legali e i periti informatici che si erano recati presso la sede dell' Associazione Rousseau per ricevere nomi e dati degli iscritti sono stati "rimbalzati". «Un fatto gravissimo e palesemente illegittimo», accusa il M5S in una nota.

 

giuseppe conte intervento su zoom assemblea m5s 7

Casaleggio, scrivono i grillini senza mai citarlo, «si assumerà tutte le responsabilità penali, civili e amministrative per il danno che sta causando al M5S». E infine: «Non comprendiamo come un compagno di viaggio con cui si è fatto un percorso insieme stia macchiando una così nobile storia con atti che la legge non ammette».

 

BEPPE GRILLO E GIUSEPPE #CONTE

Un commento amaro, ma addolcito rispetto a quanto diverse fonti dicono sia stato lo sfogo di tanti al vertice del M5S, a partire da Vito Crimi: «Sta macchiando la storia di suo padre».

 

VITO CRIMI GIUSEPPE CONTE

Del Movimento plasmato da Gianroberto Casaleggio e da Beppe Grillo nel 2009 resta sempre meno. Conte lo sta traghettando altrove, cercando di dargli la solidità di un partito tradizionale, inserito tra le forze progressiste.

 

Casaleggio jr invece vorrebbe mantenere un diritto ereditario attraverso questo infinito contenzioso punta a conservare il software originario del Movimento, sognando la guida più squisitamente populista di Alessandro Di Battista. Senza il M5S, Casaleggio sarebbe già ai margini delle cronache politiche.

 

DAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA

Per questo motivo non cede e spera che sia Conte, esasperato, a creare un nuovo contenitore. Nel frattempo apre alla campagna di reclutamento degli iscritti che vogliono lasciare il Movimento a favore dell' Associazione Rousseau: «Oltre mille persone - annuncia - hanno deciso di disiscriversi dal M5S e di impedire che i propri dati vengano consegnati, contro la volontà a soggetti terzi».

 

«Prepotenze amministrative o giuridiche - aggiunge - non sono la strada per risolvere i problemi, ma per crearli» Casaleggio intende sfruttare a proprio favore la sentenza del Tribunale di Cagliari che indica nell' avvocato Silvio Demurtas il legale rappresentante del M5s, spogliando di fatto Crimi del suo ruolo di capo politico. Un precipizio di paradossi giuridici che producono solo ulteriore confusione. Ieri è successo infatti che mentre i legali del M5S presentavano ricorso a Cagliari per ottenere il pieno riconoscimento di Crimi e la revoca del curatore, Demurtas interpretava al meglio il suo ruolo: «Ho già presentato richiesta al Tribunale che vengano consegnati a me gli elenchi degli iscritti». Se li otterrà, sarà lui l' uomo - un avvocato sardo sconosciuto ai più - l' uomo più potente del M5S. E sarà con lui che dovrà vedersela il collega Conte.

DAVIDE CASALEGGIO HUAWEIbeppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 1

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...