eva kaili

ALLORA E’ UN VIZIO DI FAMIGLIA! ANCHE IL PADRE DI KAILI È STATO ARRESTATO: STAVA CERCANDO DI FUGGIRE PORTANDO CON SÉ UNA VALIGIA PIENA DI BANCONOTE. SONO STATI TROVATI SACCHI DI SOLDI A CASA DELLA VICEPRESIDENTE DELL'EUROPARLAMENTO FINITA IN MANETTE NELL’INCHIESTA SULLA CORRUZIONE LEGATA AL QATAR CHE STA SCONVOLGENDO IL PARLAMENTO EUROPEO – LA GNOCCHISSIMA POLITICA GRECA E’ AVVEZZA ALLA MENZOGNA:MENTÌ SUI SUOI FAMILIARI E SULLA GUERRA CIVILE DEL SUO PAESE. E DUE SETTIMANE FA... - VIDEO

 

Giuseppe Guastella per corriere.it

 

eva kaili 7

Banconote per centinaia e centinaia di migliaia di euro in «più sacchi» custoditi dalla vice presidente del Parlamento europeo nel suo appartamento di Bruxelles e altrettante stipate in fretta e furia dal padre di Eva Kaili nella valigia con la quale, uscito dalla bella abitazione della figlia, sarebbe riuscito ad allontanarsi se non fosse arrivata la polizia giudiziaria ad arrestarlo. Il contante, tanto, è il protagonista principale dell’inchiesta che sta sconvolgendo il Parlamento europeo, come i 600 mila euro trovati nella residenza belga dell’ex eurodeputato 67 enne Antonio Panzeri.

 

In flagranza di reato

La montagna di banconote fa finire in carcere Kaili. La 44 enne eurodeputata greca del Pasok non ha potuto contare, come ha rivelato il giornale belga L’Echo, sullo scudo dell’ immunità parlamentare perché, a causa del padre, è caduta in flagranza di reato durante l’operazione che ha fatto emergere un sistema di corruzione, di regali molto importanti e di riciclaggio di denaro provenienti dal Qatar e dal Marocco che, secondo i magistrati di Bruxelles, doveva servire a ad «influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo» attraverso la corruzione di personaggi che avevano una «posizione strategica/politica significativa» nell’istituzione. Ieri sera la presidente Roberta Metsola ha sospeso Kaili dai compiti che ha come uno dei suoi 14 vice.

eva kaili 6

 

Delle 16 perquisizioni ordinate in Belgio, una ha riguardato gli uffici di un assistente di Maria Arena, deputata belga socialista di origini italiane e presidente della commissione diritti molto legata a Panzeri di cui fu assistente all’Eurocamera. Nelle prossime ore la magistratura dovrà valutare la posizione delle 6 persone arrestate in Belgio, tra cui Francesco Giorgi, compagno della Kaili, per decidere se convalidare i fermi trasformandoli in arresti. Cosa già accaduta a Brescia, dove moglie e figlia di Panzeri sono state poste ai domiciliari dopo essere state fermate su Mandato di arresto europeo eseguito dai Carabinieri.

 

La documentazione allegata al Mae dal giudice istruttore Michel Claise apre uno squarcio sui punti fondamentali delle indagini che, se confermate in processo, potrebbero portare a condanne fino a 5 anni di carcere per reati commessi in Belgio dal primo gennaio 2021 all’8 dicembre 2022.

 

 

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KAILI

Francesco De Palo per il Giornale

 

 

Tra le pieghe del presunto caso di corruzione qatarina che sta scuotendo il Parlamento Ue, c'è la parabola politica e mediatica di Eva Kaili, 44enne vicepresidente greca dell'euroassemblea arrestata assieme a suo padre con l'accusa di aver ricevuto denaro dall'emirato per «influenzare le decisioni economiche e politiche».

 

A casa sua è stata trovata una borsa con mezzo milione di euro in contanti nelle mani di suo padre che, secondo gli inquirenti, era in procinto di fuggire, poiché era stato probabilmente avvertito da alcuni complici. Secondo la legge per arrestare un eurodeputato bisogna coglierlo in flagranza, in quanto sono coperti dall'istituto dell'immunità. Ma al di là di tutto, l'eurodeputata greca, espulsa dal Pasok greco e dal Pse, è sempre stata molto chiacchierata.

 

Nel 2017 pubblicò un saggio letterario con riferimenti familiari poi risultati falsati, in cui raccontò come suo nonno fosse stato massacrato dai comunisti. Ma dopo la pubblicazione dell'articolo venne smascherata: suo padre è nato nel 1955, pertanto se il nonno di Kaili fosse stato ucciso durante la Guerra Civile greca, che risale al periodo 1946-49, allora semplicemente non poteva essere il nonno di Kaili, a meno che la madre di suo padre non fosse rimasta incinta per alcuni anni invece di nove mesi. Tra l'altro poi si seppe che non solo non era suo nonno, ma era stato assassinato durante una lite per gelosia che coinvolgeva sua nonna: si chiamava Yiannis Bakalidis e fu massacrato nel sonno da Stavros Konstantinidis.

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L'eurodeputata quell'anno è poi tornata su Facebook e, cercando di salvare quello che poteva, ha scritto che non era suo nonno ma il precedente marito di sua nonna. Eva Kaili è nata nel 1978, quando suo padre aveva solo 23 anni: davvero era nato nel 1955, sette anni dopo la morte di suo padre?

 

Inoltre una serie di indagini di storici scoprirono la bugia di Kaili, dal momento che l'eurodeputata descriveva in quel saggio scene apocalittiche nel villaggio di Constantia a Pella in Macedonia, con case in fiamme e donne in fuga che però nella realtà non risalivano al 1943 ma al 1947.

 

Si tratta della battaglia di Constantia, datata 10 febbraio 1947, quando i combattenti dell'Esercito Democratico ellenico si scontrarono con la Guardia Nazionale. In quella battaglia furono uccisi 51 civili, compresi i residenti comunisti della resistenza del villaggio che furono colpiti dalla Guardia Nazionale. Kaili sembrò prendere in prestito scene dalla amara storia del villaggio durante la guerra civile per creare la sua narrativa eroica e vittimizzata.

 

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In occasione dello scandalo intercettazioni che sta scuotendo in queste settimane la Grecia dove, con il malware Predator, sono stati spiati ministri, parlamentari, vertici di polizia e 007, la stessa Kaili si è distinta per aver minimizzato il problema, sostenendo pubblicamente che queste intercettazioni «sono comuni».

 

Due settimane fa nell'aula plenaria del Parlamento Ue è stata immortalata inneggiare sul Qatar mentre tutta Europa parlava di un'opaca assegnazione dei Mondiali e della violazione sistematica dei diritti in quel paese.

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