vladimir putin kiev missili guerra in ucraina

ALTRO CHE TREGUA: MOSCA ASPETTA IL GELO PER COLPIRE PIÙ DURO -  PER MYKHAILO PODOLYAK, CAPO DELLO STAFF DI ZELENSKY, “IL NEMICO STA ASPETTANDO CHE LA TEMPERATURA SCENDA A -10 DI NOTTE PER IMPEDIRE ALLE PERSONE DI RISCALDARSI E CONGELARLE”. NELLA NOTTE È STATA RIPETUTAMENTE BOMBARDATA LA CENTRALE DI ZAPORIZHZHIA: DANNEGGIATI GASDOTTI, RETI ELETTRICHE E ABITAZIONI – E ARRIVA IL NIET DI PUTIN ALLE CONDIZIONI DEGLI USA PER I COLLOQUI DI PACE: “DEVONO RICONOSCERE LE REGIONI ANNESSE…”

GUERRA RUSSIA-UCRAINA, KIEV: MOSCA ASPETTA TEMPERATURE A -10 PER ATTACCARE LE INFRASTRUTTURE

Da www.lastampa.it

 

ZAPORIZHZHIA

Kiev, bombardata tutta la notte area centrale Zaporizhzhia: danneggiati gasdotti, reti elettriche e abitazioni

Bombardato per tutta la notte dall'esercito russo il distretto di Nikopol, nella regione orientale di Dnipropetrovsk, nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia: danneggiati gasdotti e le reti elettriche. «I russi hanno bombardato il distretto di Nikopol per tutta la notte, ma il centro del distretto è stato il più colpito. Più di 30 proiettili nemici sono caduti su Nikopol – di fronte alla centrale nucleare - ma fortunatamente le persone non sono rimaste ferite. Due dozzine di abitazioni, fabbricati agricoli, reti elettriche e gasdotti e 50 sono stati danneggiati», ha detto il capo militare regionale Valentin Reznichenko,

putin zelensky biden

 

Podolyak: i russi aspettano il gelo per colpire più duro

La Russia intende colpire duramente le infrastrutture dell'Ucraina quando le temperature saranno particolarmente rigide, in modo da impedire il riscaldamento delle case e provocare più danno possibile. Ne è convinta la presidenza ucraina, secondo quanto ha detto il capo dello staff di Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak. «Il nemico sta aspettando che la temperatura nel nostro Paese scenda a -10 di notte per impedire alle persone di riscaldarsi e congelarle», ha detto in un'intervista alla giornalista russa Yulia Latynina secondo quanto riferisce l'agenzia ucraina Unian.

 

ZAPORIZHZHIA

IL NIET DI PUTIN

Giuseppe Agliastro per "La Stampa"

 

Il Cremlino si dice pronto al dialogo. Ma intanto prosegue imperterrito sulla strada della guerra. Dopo l'apertura di Biden a possibili colloqui con Putin per mettere fine al conflitto che sta martoriando l'Ucraina, Mosca ha fatto sapere che il presidente russo resta «aperto ai colloqui». Sì, ma alle sue condizioni, e queste non prevedono il ritiro delle truppe russe dall'Ucraina chiesto più volte da Kiev. «Cosa ha detto infatti il presidente Biden? Ha detto che i negoziati saranno possibili solo dopo che Putin avrà lasciato l'Ucraina», ha dichiarato il portavoce del Cremlino, annunciando subito che «proseguirà» la guerra atroce scatenata dal governo russo.

 

putin zelensky

Tra gli ostacoli alle trattative, Peskov indica il fatto che «gli Stati Uniti non riconoscono i nuovi territori come parte della Federazione Russa». Insomma, secondo Mosca, a rendere più difficili i colloqui di pace - al momento congelati - sarebbe il fatto che i Paesi occidentali non riconoscono come russi i territori del Sud e dell'Est dell'Ucraina che il Cremlino si è annesso illegalmente e che occupa (tra l'altro solo in parte) con le armi.

«Sono pronto a parlare con Putin se mostra segnali di voler cessare la guerra, ma finora non l'ha fatto», aveva detto il primo dicembre il presidente americano Biden in una conferenza stampa a Washington con il presidente francese Macron. Ieri sera, dopo le dichiarazioni del Cremlino, la Casa Bianca ha fatto un passo indietro affermando che «Joe Biden non ha intenzione di parlare con Vladimir Putin ora» e ha ribadito che spetta all'Ucraina decidere se e quando può essere negoziato un accordo.

 

bombardamento russo su zaporizhzhia 10

La situazione è molto complicata, ma la porta del dialogo tra Mosca e Occidente non è del tutto chiusa. Macron ha dichiarato di voler parlare con Putin nei prossimi giorni e si è detto convinto che «un negoziato sia ancora possibile». Una conversazione telefonica si è inoltre svolta proprio ieri tra il presidente russo e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che non si parlavano da settembre. Un colloquio difficile, nel quale il capo del governo tedesco ha esortato Putin a ritirare «al più presto» le sue truppe dall'Ucraina per consentire una «soluzione diplomatica» e ha sottolineato la «determinazione della Germania nel sostenere l'Ucraina per garantire la sua capacità di difesa».

 

PUTIN ZELENSKY

Dall'altro lato però Putin ha risposto per le rime. Ha accusato l'Occidente di condurre una politica «distruttiva» fornendo armi all'Ucraina e ha dichiarato che questo sostegno incoraggia Kiev a rifiutare i negoziati.

Poi ha persino difeso gli attacchi contro le infrastrutture energetiche asserendo che si tratti di «una risposta forzata e inevitabile agli attacchi provocatori di Kiev contro le infrastrutture civili russe, tra cui il ponte di Crimea e impianti energetici». Ma l'Ucraina e i suoi alleati considerano crimini di guerra questi raid che hanno ucciso tanti civili e hanno lasciato al buio e al gelo milioni di persone.

bombardamento russo su zaporizhzhia 11

 

Lo scontro tra Mosca e Kiev si riverbera anche nel pericoloso legame tra politica e religione.

Zelensky ha vietato le organizzazioni religiose che l'Ucraina ritiene «affiliate a centri di influenza» della Russia dicendo di voler impedire al Cremlino di «manipolare gli ucraini e indebolire l'Ucraina dall'interno». Mosca ha invece accusato Kiev di violare il diritto di culto. Nel mirino di Kiev pare esserci il ramo della Chiesa ortodossa ucraina legato al Patriarcato di Mosca fino allo scorso maggio, quando le dichiarazioni a sostegno della sanguinosa guerra in Ucraina pronunciate dal Patriarca Kirill l'hanno condotta a staccarsi formalmente da Mosca.

 

vladimir putin volodymyr zelensky

Le autorità di Kiev sospettano che alcuni membri possano collaborare con la Russia. L'altra Chiesa ortodossa ucraina, quella autocefala, ha intanto dichiarato che l'antico monastero delle Grotte di Kiev è stato ufficialmente registrato a suo nome.

bombardamento russo su zaporizhzhia 8MEME ZELENSKY PUTINbombardamento russo su zaporizhzhia 12bombardamento russo su zaporizhzhia 13zelensky putinvolodymyr zelensky

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …