trump biden sanders

AMERICA FATTA A MAGLIE - SAPETE CHE COSA POTREBBE RENDERE GUSTOSE QUESTE PRIMARIE DEMOCRATICHE, CHE PER ORA PURTROPPO IN EPOCA DI CORONAVIRUS SONO CIRCONDATE DAL MINIMO INTERESSE MONDIALE? UN BELLO SCAZZO ALLA CONVENTION DI LUGLIO A MILWAUKEE, SE SI ARRIVA SENZA UNA NOMINATION CERTA, TRA IL CANDIDATO DEL SISTEMA, JOE BIDEN, E IL CANDIDATO DEL POPOLO, BERNIE SANDERS - TRUMP GODE PER LA WARREN E LA DISFATTA DI ''MINI MIKE'', IL MILIARDARIO CHE SI CANDIDA MA NON VUOLE STRINGERE MANI

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

Sapete che cosa potrebbe rendere gustose queste primarie democratiche in vista della nomination per le presidenziali del 3 novembre 2020, che per ora purtroppo in epoca di coronavirus sono circondate dal minimo interesse mondiale?

 

 Un bello scazzo alla convention di luglio a Milwaukee, se si arriva senza una nomination certa, tra il Candidato del Sistema, Joe Biden, e il Candidato del Popolo, Bernie Sanders. La gara Infatti è a due, non certo ancora solitaria, anche se Sleepy Joe e' finalmente in testa, e ci mancherebbe, visto che è il candidato sostenuto dalla macchina elettorale del partito.

bernie sanders joe biden

 

 Ma l'unica certezza dopo il super Tuesday e' che Michael Bloomberg ha gettato circa 700 milioni di dollari perché mini Mike era e mini resta. Questa storia dei soldi indispensabili per vincere le elezioni a presidente degli Stati Uniti ha un po' rotto le scatole. E' certamente vera, una campagna come questa senza soldi non si fa, ma non è mai stata sufficiente, pensate solamente a quanti soldi in meno nel 2016 ha speso Trump rispetto alla Clinton. Ma nella leggenda metropolitana italiota secondo la quale tutto è denaro negli Stati Uniti, sterco del demonio, la storia dei soldi si porta sempre.

 

14 Stati andati al voto ieri assegnano 1357 delegati, il 34% del totale: per la nomination democratica, e sfidare Donald Trump alle elezioni del 3 novembre, serve raggiungere quota 1.991 delegati

 

bernie sanders joe biden

Tralascio di intrattenermi sull'età dei contendenti, equiparabile a quella del presidente in carica Donald Trump, perché sempre in epoca di coronavirus tutti e tre dovrebbero starsene a casa, anzi a lettuccio, ed evitare contatti con la folla e stress da campagna elettorale.

 

A super Tuesday digerito, prossimo appuntamento il 10 marzo, in Idaho, Michigan, Mississippi, Missouri, North Dakota e Washington state, poi, a St. Patrick's Day, il 17 marzo, Arizona, Florida, Illinois and Ohio. Chiude questa tornata la Georgia il 24 marzo, e per allora le cose saranno abbastanza definite.

 

Mettetevi comodi percio', sperando in un lungo percorso rabbioso fino alla nomination e addirittura a un risultato così ambiguo che potrebbe portare ad una convention detta contested, ovvero nella quale il nominato è frutto di scontro terribile e accordo finale inevitabile ma anche duro prezzo di immagine, durante la convention e non prima, una cosa che ogni volta si agita, ma che non succede da mezzo secolo.

 

 MI prenoto fin da ora posto in accettabile fila, ve lo dico per spiegare che i titoloni dei giornaloni italiani di oggi sullo Tsunami Biden sono largamente esagerati. Sanders in realtà se l'è cavata egregiamente, vista la serrata delle file imposta dal Partito Democratico nel suo vertice a tutti gli altri concorrenti, gentilmente accompagnati alla porta e con promesse varie per il loro futuro politico, pregati abbastanza bruscamente, anche dal Divo Obama in persona, di accodarsi a Biden il moderato.

 

elizabeth warren bernie sanders joe biden

Che poi è del tutto normale che un partito a vocazione democristiana come quello Democratico, abituato al Tax and spend e duramente caduto col culo per terra dagli otto anni di paradiso obamiano, dopo la sbronza de sinistra tenti ora di riposizionarsi, perché solo al centro è riuscito a vincere, quando ha vinto.

 

 Solo che col fenomeno Trump è il caso di ribadire che questo meccanismo rischia di non funzionare. Che non funziono' nel 2016, quando Hillary Clinton si era comprata letteralmente il Comitato elettorale Democratico, pagandone cash i debiti accumulati da Obama negli otto anni precedenti, e riducendo così immediatamente il numero dei candidati a se' medesima solamente. Unico sfidante restò l'irregolare Sanders, che pure le diede filo da torcere. Come fini' lo ricordiamo, nonostante la signora fosse il candidato per scelta quasi divina.

 

TRUMP E BIDEN

Figuriamoci oggi che Biden e' gravato da scarsa brillantezza, una certa pesantezza da età e happyhour, e scandali nascosti sotto il tappeto, quali molestie sessuali secondo il canone politically correct, Ucraina e rampollo, ma pronti a uscirne più tardi, e non solo per iniziativa della campagna repubblicana. Vi dico solo che Biden ha successo per via dell'eredità di Obama tra gli elettori neri, che però poi a novembre non ci vanno in massa a votare, ma non piace per niente ai latinos, i quali invece a votare ci vanno.

 

 Figuriamoci oggi che i risultati economici e la fiducia nell'attuale Amministrazione - disoccupazione ai minimi proprio tra neri e latini, part-time trasformati in full time, salari minimi più alti, tasse basse per tutti - danno forza maggiore proprio e soltanto alla scelta puramente ideologica incarnata dal socialista Sanders, che infatti ha vinto in California la Liberal, portandosi via il numero più alto di voti in palio ieri, ma attenzione, ha quasi vinto anche in Texas, e lì i delegati se li spartiscono.

donald trump prende per il culo elizabeth warren sul test del dna

 

Intendiamoci, Joe Biden si è ripreso alla grande ieri, dopo un inizio umiliante per il candidato prescelto dal sistema, quarto in Iowa e quinto in New Hampshire, le piazze di partenza, poi secondo in Nevada, finalmente trionfante in South Carolina. Nel frattempo la macchina del partito si era messa in moto pesantemente facendo scendere dalla corsa la senatrice Amy Klobuchar, l'ex sindaco Pete Buttigieg, tutti e due trasformati in sostenitori dell' ultima ora di Biden.

 

Ha inutilmente resistito Elizabeth Warren, Ma la retorica femminista e il radicalismo della patrimoniale per i ricchi non l'hanno mica aiutata. Terza in Massachusetts che è il suo stato, quarta in Oklahoma, dove è nata. I democratici di sinistra ce l'hanno con lei perché non ha deciso di sostenere Sanders. Potrebbe aver concordato il tutto con il partito.

 

''E' ora che Pocahontas, si metta seduta nel patio di casa e si beva una bella birra con suo marito'', chiosa Donald Trump, che non rinuncia mai alla sua battutacce su Twitter. Questo soprannome gliel'ha dato lui riferendosi alle bugie della senatrice sulle sue origini molto politically correct nativo americane, e la bottiglia di birra è stata uno strumento di propaganda della Warren per farsi vedere una di casa. Non ha funzionato.

 

Ma l'ironia del presidente si concentra soprattutto sul detestato avversario newyorkese Mike Bloomberg, il quale semmai resterà in corsa lo farà solamente perché spera in una convention contestata nella quale trovare un qualche spazio. Certo, ha buttato per ora 700 milioni di dollari, fuori da New York sembra non riconoscerlo nessuno, ridicolo appare da parte di un miliardario il messaggio contro i ricchi e l'appello alla trasparenza del funzionamento delle istituzioni, lui che si è costruito un terzo mandato su misura quando era sindaco di New York.

 

mike bloomberg donald trump

Ci vuole coerenza nel costruirsi un personaggio, non ci è riuscito, anche perché notoriamente una cosa è amministrare un'altra correre per l'elezione a presidente. Ci vuole amore per il popolo e la folla, O almeno un po' di pratica nel fingerlo, vedi la Clinton, e Bloomberg detesta i bagni di folla, stringere mani, sorridere. È un 78enne miliardario bizzoso è viziato.

 

 Ieri sera ho sentito alla lodevole maratona di Enrico Mentana Lucia Annunziata che definiva Donald Trump un poveraccio che ha campato non pagando le tasse, pratica peraltro quasi impossibile da quelle parti. Se questa è la comprensione da parte di giornalisti che bazzicano l'America da decenni, è dovuta solo al livore ideologico. Bloomberg è più ricco, non gli è servito, e comunque, a voi, vi piaccia o no, sembra un poveraccio il presidente degli Stati Uniti d'America in procinto di essere rieletto?

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”