merkel con putin e il cane di putin

ANGELONA, E' COSI' DIFFICILE FARE AUTOCRITICA? - PRIMA INTERVISTA DELL'EX CANCELLIERA TEDESCA MERKEL, CHE HA LASCIATO LA GERMANIA NELLE MANI DI QUELLA SOGLIOLA LESSA DI SCHOLZ: "NON SONO STATA EQUIDISTANTE TRA RUSSIA E UCRAINA, IL MIO CUORE HA SEMPRE BATTUTO PER KIEV. DA MOSCA CI SONO STATE VIOLAZIONI INGIUSTIFICABILI, MA NON MI RIMPROVERO IL DIALOGO CON PUTIN" (CHIAMALO "DIALOGO": GLI HA SPALANCATO LE PORTE DELL'EUROPA E PURE DEI GASDOTTI) - L'INCONTRO A SOCHI QUANDO "MAD VLAD" FECE USCIRE IL SUO CANE, LA SUA OPPOSIZIONE A BUSH CHE NEL 2008 VOLEVA PORTARE L'UCRAINA NELLA NATO...

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera

 

vladiimir putin dona un mazzo di fiori ad angela merkel

«Il 24 febbraio è stato un taglio profondo nella storia d'Europa», dice Angela Merkel nella sua prima intervista pubblica da quando ha lasciato la cancelleria. E aggiunge: «Non c'è alcuna giustificazione possibile per l'invasione russa dell'Ucraina, che è una violazione brutale del diritto internazionale e di tutte le regole della coesistenza pacifica in Europa. Se iniziamo a tornare indietro di secoli e a dire quale territorio appartiene a chi, avremo soltanto la guerra».

 

putin merkel

L'ex cancelliera tedesca si è sottoposta per un'ora e mezza alle domande di Alexander Osang, giornalista di Der Spiegel e uno dei suoi biografi, sul palcoscenico del Berliner Ensemble, il teatro di Bertolt Brecht. Merkel, che indossava il blazer pastello (ieri azzurro) e il pantalone scuro diventati il suo marchio di fabbrica, è apparsa rilassata e in buona forma dopo un periodo trascorso sul Mare del Nord.

 

«È una bella sensazione non essere più cancelliera. Ho più tempo per me, leggo molti libri. Anche questo periodo me lo ero immaginato diverso. Sono una persona politica e la situazione mi rende amareggiata».

 

vladimir putin angela merkel

La guerra in Ucraina e i suoi rapporti con Vladimir Putin hanno dominato il colloquio. «Mi sono chiesta dove abbiamo sbagliato. Quando incontrai Putin a Sochi, la volta che fece uscire il suo cane, mi disse che la fine dell'Urss per lui è stata la peggiore catastrofe del Ventesimo secolo. Io gli risposi che fu uno dei momenti più belli della mia vita perché significò la libertà. In questi anni c'è stato su questo un profondo dissenso. Non siamo riusciti a porre fine alla Guerra fredda. Non abbiamo costruito un'architettura di sicurezza che forse avrebbe potuto impedire quanto è successo».

 

MERKEL CON PUTIN E IL CANE DI PUTIN

Merkel è tornata a difendere la sua posizione al vertice Nato di Bucarest del 2008, quando si oppose al piano con cui George W. Bush voleva portare l'Ucraina nella Nato. «Non era l'Ucraina di oggi, era un Paese spaccato politicamente, dominato dalla corruzione, che oggi Zelensky combatte. Non era una solida democrazia.

 

E pensavo anche che Putin non l'avrebbe permesso, l'avrebbe preso come una dichiarazione di guerra. Ed ero convinta che avrebbe potuto fare gravi danni all'Ucraina. Pochi mesi dopo intervenne in Georgia. Non potevamo prendere un Paese nella Nato da un giorno all'altro».

 

putin e merkel

L'ex cancelliera rivendica la linea dialogante con il Cremlino tenuta nei suoi anni al potere: «Non mi rimprovero di aver tentato la trattativa con Putin per evitare che la situazione in Ucraina precipitasse. È una grande tristezza non esserci riuscita».

 

Ma aggiunge: «Non ero equidistante tra Russia e Ucraina nei negoziati di Minsk, il mio cuore ha sempre battuto per l'Ucraina, ma dovevo tenere conto della realtà». Oggi però «l'Ucraina non può essere lasciata da sola». In questo senso, se era «giusto in passato per la Germania non consegnare armi in situazioni di guerra e che ci fosse una distribuzione dei compiti con la Francia», oggi «la situazione è cambiata».

 

vladimir putin angela merkel

Con Putin, l'ex cancelliera ha spiegato che il rapporto personale è cambiato nel 2014 dopo l'annessione della Crimea: «Prima era diverso, ci facevamo anche dei regali nelle visite, ma dopo fu un'altra cosa, ci fu una rottura, diventò il rapporto razionale tra persone con visioni politiche e valori opposti».

 

merkel putin

A proposito delle polemiche che hanno accompagnato il suo recente viaggio in Italia, Merkel ha detto di essersi «posta il problema se fosse appropriato fare il viaggio in Italia dopo l'inizio della guerra. E mi sono detta: fallo. Sapevo che ci sarebbe stata discussione e rabbia. Ma questo sottolinea il fatto che non sono più cancelliera e non sono vincolata dal mandato».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…